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L'assessore regionale Guglielmo Minervini: “Molfetta nel comprensorio del nuovo ospedale del nord barese” Dall'accordo di programma con il Ministero della Salute la Regione ha previsto un finanziamento di 60 milioni per una nuova struttura di circa 250 posti letto con tutte le specialità di base
29 giugno 2012

MOLFETTA - “La regione fa sul serio. Il Piano di rientro ospedaliero è stato solo una fase dolorosa ma necessaria cui adesso seguirà la costruzione di nuovi ospedali comprensoriali quale nuovo tassello nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Molfetta rientra nel comprensorio del nord barese con i Comuni di Giovinazzo, Bitonto, Bisceglie, Corato, Terlizzi e Trani che beneficeranno di un finanziamento di 60 milioni per una nuova struttura di circa 250 posti letto”. L’assessore regionale alle infrastrutture Guglielmo Minervini evidenzia così la programmazione della nuova rete ospedaliera, che vedrà la costruzione di cinque grandi ospedali di ultima generazione che sorgeranno nel territorio della Bat, del Nord Barese, lungo la direttrice Bari- Brindisi, a Taranto e nel Sud Salento, per un finanziamento complessivo di 522 milioni di euro.
“In Puglia – spiega Minervini – c’è un tasso di ospedalizzazione tra i più alti d'Italia, c’è mediamente un ospedale ogni 2,5 comuni ma su 102 ospedali, solo 11 coprono il 50% del totale dei ricoveri. La riconversione dei piccoli ospedali in presidi sanitari territoriali e la creazione di nuovi ospedali di eccellenza sono, quindi, la migliore risposta alla domanda di salute del territorio. Per questo abbiamo indicato questa prospettiva strategica. Nell’area del nord barese un unico ospedale baricentrico rispetto a tutte le città, facilmente raggiungibile e con tutte le specialità di base”.
Il piano, dovrà essere formalizzato attraverso la sottoscrizione dell’accordo di programma con il Ministero della Salute, ma ci sarà prima una consultazione nelle Conferenze dei sindaci. “Nei prossimi giorni – spiega Minervini - anche al Comune di Molfetta verrà chiesto di rappresentare non solo le proprie proposte localizzative ma anche le ragioni per riconoscere la funzione di riferimento della città all'interno del nuovo comprensorio ospedaliero. La palla insomma passa al sindaco, con la speranza che non la butti in tribuna magari innescando qualche sterile e anzi dannosa polemica. Questa è una occasione irripetibile per far fare ai servizi sanitari del nostro territorio il decisivo salto di qualità”.
Se tutto dovesse andare secondo cronoprogramma, nel giro di un anno dalla data della sottoscrizione dell'accordo, con relativa disponibilità finanziaria, si potranno concludere tutte le operazioni preliminari di predisposizione dei progetti.
“Tutti gli ospedali – conclude Minervini – dovranno sorgere in aree compatibili con i piani urbanistici e idrogeologici. Occorrerà superare l'attuale assetto campanilistico e la strumentalizzazione politica, per dare una risposta adeguata ai bisogni dei cittadini”.

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