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L’Alter Chorus alla ricerca dell’Anima del Mondo
15 ottobre 2018

Un evento speciale in grado di legare con un unico filo rosso tre importanti e affermate rassegne musicali del nostro territorio, evento in cui anche una solida realtà molfettese quale l’Alter Chorus diretto da Antonio Allegretta ha avuto l’onore di essere parte attiva. Stiamo parlando del concerto dal titolo Anima Mundi che figura nella stagione concertistica 2018 dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, tenutosi in tre date consecutive tra il 27 e il 29 settembre nella Cattedrale di Bitonto, nella chiesa di San Domenico di Ruvo di Puglia e nella Cattedrale di Bari, con il patrocino del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Puglia, della Città Metropolitana di Bari e dei Comuni di Bitonto, Ruvo di Puglia e Bari. La prima data nell’ambito del Traetta Opera Festival, una rassegna che si svolge ormai da tredici anni che a, partire dalla riscoperta e valorizzazione del musicista bitontino Tommaso Traetta, considerato da molti critici il vero riformatore del melodramma moderno, offre un cartellone che ogni anno si sviluppa in oltre cinquanta eventi tra concerti, allestimenti, produzioni e presentazioni musicali. La prima replica invece programmata nel cartellone della nona edizione della manifestazione Canterò per sempre l’amore del Signore, a sua volta parte della rassegna Ruvo Coro Festival, eventi questi per celebrare e ricordare il musicista ruvese Michele Cantatore e atti a promuovere l’attività corale a livello territoriale in dialogo con importanti realtà nazionali e internazionali e la volontà di salvare un repertorio musicale sacro locale testimone delle tradizioni del territorio. Il concerto finale si è svolto poi nell’ambito della nona edizione della rassegna Notti sacre, organizzata dall’Arcidiocesi di Bari-Bitonto al fine di promuovere la cultura come veicolo di evangelizzazione, ogni anno attraverso un ricco cartellone di concerti e mostre che si svolgono nelle chiese più suggestive del centro storico del capoluogo pugliese e che vede mettere insieme tutte le forze culturali e artistiche non solo di Bari, ma anche della Regione. A dare vita questo concerto, insieme all’Orchestra Metropolitana di Bari, un qualificatissimo cast: il violinista Francesco D’Orazio, il violoncellista Nicola Fiorino, il soprano Gabriella Costa, il mezzosoprano Loriana Castellano, il tenore Francesco Toma, il baritono Domenico Colaianni. Artisti questi supportati da affermate corali del territorio: insieme all’Alter Chorus hanno partecipato anche il coro Harmonia dell’Ateneo di Bari diretto da Sergio Lella, il Coro Incanto Armonico di Bari diretto da Bepi Speranza, il Coro Jubilate di Conversano diretto da Donato Totaro e la Corale Polifonica “Michele Cantatore” di Ruvo di Puglia diretta da Angelo Anselmi. A dirigere questa maestosa formazione il maestro Vito Clemente, ormai avvezzo a tenere il timone di mastodontiche produzioni, tra le quali si ricorda quella del settembre dello scorso anno a Ruvo di Puglia che lo vide dirigere un coro di 1000 Voci per Amatrice a favore del paese distrutto dal sisma del 2016, voci tra le quali figuravano anche quelle dell’Alter Chorus. Il programma musicale di Anima Mundi è stato concepito come un percorso di riflessione sulla continua ricerca di un’anima “animatrice” del mondo, in grado di unire gli uomini e tutti gli esseri viventi, facendoli diventare qualcosa che va ben oltre le loro fragilità, ben oltre loro stessi, ben oltre la loro mera somma. Come ad esempio nel sacrificio eroico del Conte di Egmont, reso in maniera efficacissima da Ludwig Van Beethoven nelle musiche di scena scritte per il celebre dramma di Johann Wolfgang Goethe, musiche dalle quali l’Orchestra ha offerto una lucente interpretazione della suggestiva Overture. A seguire il Concerto in La minore per violino, violoncello e orchestra op. 102 di Johannes Brahms, tre tempi, tra il vivace e il meditativo, in cui i solisti D’Orazio e Fiorino insieme all’orchestra hanno dato sfoggio di fervido virtuosismo. La seconda parte del concerto, più strettamente sacra, si è aperta con l’Ave Maria del musicista contemporaneo Vincenzo Perrone, ben resa dal tenore Francesco Toma e dal mezzosoprano Loriana Castellano. Culmine della serata l’esecuzione del Messa in do maggiore K 317 per soli, coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, meglio conosciuta come Messa dell’Incoronazione, opera giovanile del compositore salisburghese,detta così perché forse composta in occasione della incoronazione dell’immagine sacra della Madonna conservatanel santuario di austriaco di Bergheim. L’interpretazione resa dall’orchestra, dal coro e dai solisti, in modo particolare da Gabriella Costa – in quanto Mozart riserva in quest’opera ampio spazio al soprano solista, soprattutto nel Kyrie e nell’Agnus Dei – ben ha evidenziato proprio quella tensione, cui si è parlato prima, a trascendere la figura umana e che Mozart tecnicamente ha disegnato con una scrittura di elevata caratura sfidando e superando i limiti e le consuetudini dell’epoca. L’ampia ed entusiasta partecipazione del pubblico a queste serate hanno dimostrato ancora una volta l’efficacia della bellezza, dell’arte, della cultura e della musica a elevare l’uomo verso nuove dimensioni. © Riproduzione riservata

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