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Udc e Italia di Mezzo lanciano un appello alle forze moderate di Molfetta Documento delle segreterie politiche dopo lo strappo di ieri sera
24 marzo 2007

MOLFETTA - Prendono posizione pubblicamente sulla situazione politica locale e nazionale Udc e Italia di Mezzo, le due forze politiche che, a Molfetta, hanno dato vita nei mesi scorsi alla Federazione di Centro e che possono contare, in Consiglio Comunale, su ben cinque esponenti (Francesco Mangiarano, Pasquale Giancola, Riccardo Di Giovanni e Ottavio Balducci dell'Udc oltre a Pino Amato dell'Italia di Mezzo) che ieri, uscendo dall'Aula Carnicella durante i lavori della massima assise consiliare, hanno aperto quella che si può definire una vera e propria crisi all'interno dell'amministrazione, dal momento che la maggioranza di centrodestra non aveva più i numeri per portare a termine i lavori del Consiglio che sono potuti proseguire solo grazie alla presenza in Aula dei consiglieri di opposizione. “Udc e Italia di mezzo – recita il comunicato a firma dei due segretari, Pasquale Minuto e Leo Amato – insieme per rilanciare una posizione moderata, popolare e moderna al servizio dei cittadini. Dopo il fallimento del bipolarismo in Italia, questo Paese è diventato ingovernabile: un Parlamento al collasso, incapace di fare le grandi riforme da anni richiesta dagli italiani. Riforme non condivise sia dall'Udc che dall'Italia di Mezzo con particolare riferimento alla legge elettorale. Vogliamo la preferenza singola, unico strumento democratico che consente al cittadino di scegliere il proprio candidato. Oggi uno dei grandi temi proposti dall'estrema sinistra di questo governo frammentato e non omogeneo è quello della distruzione della famiglia, a favore dei 'dico'. Noi non ci stiamo. Questa federazione, in particolar modo a livello locale, sarà attenta ai problemi della famiglia, dei più deboli, degli LSU, dei giovani, delle attività produttive e dell'ambiente. Su tali argomenti chiediamo a tutte le forze politiche e sociali di Molfetta un confronto aperto e moderato”. Fin qui la nota diffusa dalla Federazione di Centro dopo la clamorosa rottura di ieri sera che grosso sconcerto sta destando negli ambienti della politica. Evidentemente questo comunicato, se da un lato non spiega esplicitamente le ragioni che hanno indotto Udc e Italia di Mezzo a lasciare i lavori del Consiglio Comunale in aperta polemica con l'amministrazione, dall'altro lascia trasparire il disagio di queste forze politiche all'interno della coalizione di centrodestra e le conseguenti fibrillazioni interne alla locale Casa delle Libertà. Non si spiegherebbe altrimenti l'appello lanciato da questi due partiti alle forze politiche moderate della città per un confronto a tutto campo che vada dai temi locali a quelli nazionali. Sul fronte amministrativo bocche cucite da parte dei rappresentati di Udc e Italia di Mezzo. Tutti rimandano al documento diffuso in mattinata. Eppure qualcosa filtra. Sembrerebbe, infatti, che la scelta di ieri sera di abbandonare i lavori del Consiglio sia stata dettata da un lato per evidenziare la contrarietà rispetto ad una gestione amministrativa troppo personalistica da parte del sindaco che non coinvolgerebbe e valorizzerebbe adeguatamente le diverse componenti della coalizione e, dall'altro, dalla necessità di un chiarimento rispetto alla posizione assunta dal consigliere comunale (eletto nelle fila del centrosinistra), Saverio Tammacco che, nonostante non abbia mai ufficializzato il suo “salto della quaglia” nel centrodestra, ormai partecipa a tutte le riunioni di maggioranza avendo anche direttamente espresso un assessore in Giunta, Pierangelo Iurilli. Questa situazione ambigua, che si trascina sin dall'inizio di questa amministrazione, comincerebbe a dare fastidio a molti della CdL che oggi chiedono un definitivo chiarimento. Ma che la situazione sia tutt'altro che semplice lo testimoniano anche i toni utilizzati ieri sera nel corso della riunione di maggioranza tenutasi in una saletta del Consiglio Comunale durante la sospensione dei lavori richiesta da Forza Italia a seguito dell'uscita dall'aula dei cinque consiglieri della Federazione di Centro. Ebbene, nel corso di quella riunione le urla sono state ben udibili da parte di tutti e sembrerebbe anche che un dirigente di primissimo piano di Forza Italia si sarebbe scagliato verbalmente contro la vice sindaco, Carmela Minuto, invitandola “calorosamente” ad andarsene ed a seguire i consiglieri comunali del suo partito (tutti ricorderanno che solo qualche mese fa il sindaco Azzollini ritirò per qualche settimana le deleghe alla sua vice-sindaco). Insomma l'aria che si respira nel centrodestra è tornata molto pesante. D'altro canto un certo disappunto si sarebbe registrato nelle fila dell'Udc per il comportamento assunto dalle opposizioni che sono rimaste in Aula consentendo il proseguimento dei lavori del Consiglio, quando la seduta si sarebbe potuta sciogliere per mancanza del numero legale circostanza, questa, che avrebbe inferto un duro colpo di credibilità all'amministrazione guidata da Azzollini che, a distanza di meno di un anno dal suo insediamento, vive già la sua seconda crisi amministrativa. Crisi che, sentendo le voci che provengono dal centrodestra, potrebbe essere ben più grave di quanto non possa apparire dall'esterno dal momento che sulla gestione personalistica da parte del sen. Azzollini anche ampi settori di altre forze politiche di maggioranza (An, ad esempio) nutrirebbero parecchie riserve. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che questa amministrazione è legata a doppio filo alla precaria stabilità del governo nazionale guidato da Romano Prodi, in quanto se quest'ultimo dovesse cadere e si dovesse tornare alle urne per il rinnovo del Parlamento, l'attuale primo cittadino sarebbe costretto a dimettersi per potersi ricandidare al Senato, il quadro è completo. E si capisce perchè sono in molti, nel centrodestra, a ragionare già sul dopo-Azzollini. Immaginando anche scenari da “grande centro”.
Autore: Giulio Calvani
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