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Innovazioni tecnologiche all'ospedale di Molfetta per un servizio più efficiente
30 marzo 2009

MOLFETTA - L'esigenza di offrire una migliore qualità strutturale al Presidio Ospedaliero di Molfetta, riducendo i costi, i tempi e l'aggressività delle operazioni chirurgiche e mediche, e, soprattutto, la necessità di realizzare le aspettative del paziente, hanno indotto le autorità competenti all'acquisto e all'istallazione di alcune importanti innovazioni tecnologiche, che, per l'appunto, dovrebbero migliorare la qualità dell'operatività ospedaliera e la degenza del paziente. Il convegno «La tecnologia al servizio della chirurgia nel Presidio ospedaliero di Molfetta» ha enucleato le principali innovazioni tecnologiche, attraverso gli interventi del dr. Giuseppe del Leo (Direttore S.C. Chirurgia del P.O.) e del dr. Pietro dell'Olio (Direttore S.C. Anestesia e Rianimazione del P.O.). Tre sono le attrezzature introdotte: il «Videodermatoscopio in epiluminescenza», per la selezione delle vere patologie neoplastiche su cui intervenire chirurgicamente, con la possibilità di effettuare la diagnosi del 20% in più dei melanomi rispetto al passato; l'«Ultracision» che, per la realizzazione dei tagli, converte l'energia elettrica in energia meccanica, al contrario dell'«elettrobisturi», che aveva effetti negativi sui pazienti, come ustioni e alterazioni del taglio; infine lo «Scintiprobe», un rilevatore di linfonodi, soprattutto per il calcinoma mammario. A questo, bisogna aggiungere la sistemazione dell'impiantistica, il miglioramento del monitoraggio intraoperatorio del paziente e l'introduzione del cosiddetto «contapezze elettronico» (per evitare che le pezze «rimangano» nel paziente), della sterilizzazione informatizzata (il cui ciclo test è effettuato dal «Bowie & Dick» elettronico) e di nuove tecnologie nella terapica antalgica (o analgesica) e nelle procedure di controllo delle infezioni (ad esempio, nella chirurgia protesica). Queste innovazioni attestano quanto riportato dalla dr.ssa Annalisa Altomare (Direttore medico del P.O.), ovvero maggiori investimenti nelle attrezzature del blocco operatorio per la sicurezza del paziente in ogni intervento, senza che questo abbia influito sul bilancio annuale della struttura (il deficit 2006 di 10milioni 800mila euro è stato ridotto nel 2008 a 3milioni). Ha, anzi, permesso di raggiungere la soglia di 1,22 nell'indice di complessità, superando di 0,02 punti la media regionale.
Autore: Marcello la Forgia
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