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Industria, per il bene della città!!!
15 novembre 2003

Cordiale Direttore, nel numero di novembre, ho letto un articolo alquanto strano a pagina 5- economia. In questo articolo si parlava di industrializzazione selvaggia a Molfetta, e si cercava di ostacolare in qualche modo, l'inserimento della ditta “Casillo”. Caro direttore, mi sento orgoglioso di essere molfettese, perché è una città che negli ultimi anni sta risorgendo a tutti i livelli (industriale, edile, commerciale, ecc…). Ben vengano, le ditte “Casillo”, “Alfa 1” di Brescia, la “Molfetta porto”, ecc…, il Sud e in special modo Molfetta ha bisogno di posti di lavoro, le parla un disoccupato con due figli a carico, e uno sfratto imminente. Dunque per il bene di Molfetta, smettetela di ostacolare investimenti che non possono fare altro che bene alla nostra città, i giovani hanno bisogno di lavoro. Fate opposizione ma in modo costruttivo, perché Legambiente, il WWF e gli ambientalisti non hanno dato da mangiare mai a nessuno, dobbiamo fare di tutto, che la nostra città, diventi il più grosso polo industriale del Nord-barese, il resto sono chiacchiere! Con stima. Luigi Chiarella Nessuno ostacola l'industrializzazione della città. Anzi. Se lei avesse letto anche i precedenti numeri di “Quindici”, avrebbe notato come da sempre seguiamo con attenzione lo sviluppo industriale di Molfetta. Anche e soprattutto per la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Ma, come in ogni cosa che si rispetti, non si può procedere contro la città, come sembra voler fare qualcuno. Sviluppo sì, ma “sostenibile”, come si dice oggi per indicare una crescita compatibile con il territorio e l'ambiente. Altrimenti si rischia di fare la fine di Taranto, dove oggi ci si accorge dei danni alla salute che ha provocato l'Ilva. Meglio i morti dei disoccupati? Non è così che si ragiona, perché poi saranno quegli stessi operai che lavorano nelle fabbriche a subire le conseguenze di scelte sbagliate e fuori da ogni regola. Ci rifletta un po' su e vedrà che non sempre l'industrializzazione selvaggia è un fatto positivo. Perché, ad esempio, non si fa una scelta turistica (anche questa dà occupazione) come ha fatto la vicina Bisceglie. Ma lì, evidentemente, gli amministratori sono meno ottusi dei nostri.
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