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Incontro al liceo Mariano Rigillo teatro e passione
15 febbraio 2007

Un tema delicato quello del teatro: benché oggetto di molteplici discussioni non sempre se ne riescono a cogliere gli aspetti più nascosti senza scivolare nel “già sentito”. E quale miglior modo per parlare di teatro se non con uno dei “grandi” di quello italiano? L'apprezzato attore napoletano Mariano Rigillo, ha così passato una serata in compagnia degli studenti del Liceo Classico, in un incontro che si è subito rivelato utile a chiarire i dubbi sul reale rapporto tra i giovani e il teatro in una società monopolizzata dai “lustrini” della televisione. Le prime domande hanno subito rivelato i reali interessi dei ragazzi che hanno invitato l'artista a stabilire una differenza tra gli attori televisivi e del grande schermo e gli attori di teatro: questi ultimi hanno chiaramente una grande eredità alle spalle, quella della tradizione greca delle tragedie, ma anche illustrissimi esempi dall'antica Roma e purtroppo non sempre riescono ad avere la stessa importanza al giorno d'oggi, basti pensare agli orari improponibili degli spettacoli teatrali trasmessi in televisione. Ma questa poca attenzione verso il teatro conduce anche alla costruzione di strutture molto spesso improvvisate, convinti che per creare un teatro basti uno spazio sufficientemente largo e qualche poltroncina: il cinema Odeon di Molfetta sembrerebbe impossibile da “riciclare” come teatro per le sue ristrette dimensioni, e lo stesso anfiteatro di Ponente ha il problema opposto, le sue grandi dimensioni non consentono di montare in maniera ottimale la scena nascondendo le quinte. Sarebbe una saggia idea affidarsi all'abilità degli ingegneri del passato capaci di costruire teatri dalle acustiche perfette. Alla domanda, quasi inevitabile ma del tutto spontanea, che chiedeva consigli per chi, giovane, vuole intraprendere questa carriera, Rigillo ha risposto con altrettanta spontaneità e saggezza che la cosa fondamentale è “guardarsi allo specchio e chiedersi se davvero si ha voglia di intraprendere questo lavoro”, anche se la parola lavoro non si adatta al teatro. Il teatro è una scelta di vita, e come tale molto spesso è alimentata solo dalla passione e dalle soddisfazioni, anche se tardano ad arrivare, sono la migliore risposta a chi si sente “un pesce fuor d'acqua”.
Autore: Ilaria Ragno
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