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In Consiglio Comunale discussione su turismo e Multiservizi Il Comune rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione sul 49% della Multiservizi. Le opposizioni abbandonano l'Aula per protesta
03 ottobre 2006

MOLFETTA - Consiglio comunale a due facce, quello tenutosi nella serata di ieri (nella foto), iniziato in un clima di concordia e condivisione per il raggiungimento di obiettivi importanti per la città e terminato nel peggiore dei modi, con i consiglieri comunali di opposizione che abbandonano per protesta l'Aula "G. Carnicella" e decidono di salire sull'Aventino e di non partecipare al confronto con la maggioranza e l'amministrazione su un tema così delicato come il futuro della Multiservizi. Chiamato a riunirsi per la seconda volta nel giro di pochi giorni, la massima assise cittadina ha approvato all'unanimità lo schema di convenzione costituitivo dell'Associazione dei Comuni del polo territoriale di Bari (sono circa venticinque i Comuni che aderiscono all'iniziativa) per la realizzazione di un Progetto (che rientra tra i Progetti Integrati Settoriali per la valorizzazione del territorio e la promozione turistica) intitolato Itinerario turistico culturale Normanno – Svevo – Angioino, finanziato dalla Regione Puglia attraverso i POR. Il progetto, così come illustrato dall'Assessore al ramo Leo Petruzzella nella sua relazione, prevede, nella prima fase, la realizzazione di eventi nei Castelli del percorso Normanno – Svevo – Angioino e, nella seconda fase, il coinvolgimento di altri luoghi significativi dell'itinerario, tra i quali il Comune di Molfetta ha candidato l'Ospedaletto dei Crociati, il Duomo e l'intero Centro Storico che comprende anche la "perla" rappresentata dal nostro Torrione Passari. Questo progetto consentirà, tra l'altro, di inserire la Città di Molfetta nel portale turistico regionale con specifica visibilità e di offrire ai suoi visitatori molte opportunità per conoscere meglio le bellezze artistiche ed architettoniche presenti sul territorio. La discussione su questo punto all'ordine del giorno ha fornito anche l'occasione per affrontare in maniera organica ed approfondita il tema dello sviluppo turistico della nostra città. E' stato lo stesso Leo Petruzzella a sostenere che Molfetta, sotto questo profilo, è ancora “all'anno zero” e che molto c'è da fare per dare alla città un futuro in questa direzione. L'opposizione ha fatto rilevare come la maggioranza che governa oggi la città è sostanzialmente la stessa che ha amministrato negli scorsi cinque anni e che se quindi la situazione è questa, evidentemente le responsabilità sono da ricercare proprio nel centrodestra. Obiezione fermamente respinta da Angelo Marzano, consigliere comunale di Forza Italia e da sempre strettissimo collaboratore del sindaco Antonio Azzollini che ha ricordato come la città, negli anni di governo della Casa delle Libertà “è stata letteralmente sommersa di finanziamenti che hanno consentito il recupero e la valorizzazione di tutto il patrimonio artistico ed architettonico della città, a cominciare dal Duomo”. Il consigliere comunale della Rosa nel Pugno, Nicola Piergiovanni, da anni impegnato sul fronte della promozione turistica della città, ha fatto rilevare come Molfetta abbia enormi potenzialità per crescere e svilupparsi in questo campo che devono, però, essere al meglio valorizzate e su cui occorre investire in modo da poter efficacemente competere con città limitrofe come Bisceglie che, su questo, ha fatto, negli ultimi anni, passi da gigante. Alla fine, come detto, il provvedimento è passato all'unanimità con il consenso delle opposizioni. “Questo voto favorevole del centrosinistra – ha sostenuto Antonio Ancona del Psdi – rappresenta una apertura di credito a questa amministrazione che sul turismo deve fare molto per il futuro della città”. Si è poi passati ad affrontare la questione del diritto di prelazione per l'acquisizione della quota del 49% della Multiservizi di proprietà di Italia Lavoro. Come noto, infatti, la Molfetta Multiservizi è detenuta al 51% dal Comune di Molfetta ed al 49% da Italia Lavoro, società pubblica del Ministero del Lavoro che, ai sensi dei patti parasociali stipulati con lo stesso Comune nel 1998, deve necessariamente vendere la sua quota ed uscire dalla compagine societaria. Per la cessione di questa quota di minoranza, dopo una lunga trattativa tra Comune e Italia Lavoro, è stata bandita una gara di appalto che ha visto prevalere la ditta Camassa spa, facente parte del gruppo Intini, realtà imprenditoriale molto solida e impegnata proprio nel campo delle public utilities. Ieri il Consiglio Comunale era chiamato a scegliere se esercitare il diritto di prelazione previsto dai patti parasociali ed acquistare il 49% allo stesso prezzo offerto dalla ditta Camassa (circa 584.000 euro) o se rinunciarvi e consentire l'ingresso nella Multiservizi di questa impresa del barese. Ci si attendeva, così, vista la delicatezza dell'argomento, un confronto serio e serrato sulle prospettive strategiche della principale azienda comunale, ma l'opposizione, per bocca di Lillino Di Gioia ha sollevato alcune questioni di carattere formale, facendo notare come, nel fascicolo consegnato ai consiglieri comunali, mancasse la documentazione completa per poter esprimere un voto ed una valutazione serena e ponderata su una questione così importante. Il consigliere comunale di centrosinistra ha quindi richiesto un rinvio del punto all'ordine del giorno al fine di acquisire tutti i documenti mancanti ma, posta in votazione questa proposta, il centrodestra l'ha respinta in maniera compatta, facendo rilevare, per bocca di Giusi De Bari, consigliere comunale di Forza Italia, come tutta la documentazione che riguarda la Multiservizi sia pubblica e nella piena disponibilità dei consiglieri comunali che, se avessero voluto, avrebbero potuto tranquillamente consultare. A questo punto l'opposizione, per protesta, ha scelto di abbandonare i lavori del Consiglio Comunale (eccezion fatto per il consigliere eletto ne I Socialisti, Saverio Tammacco) attaccando duramente il Presidente della massima assise cittadina, Nicola Camporeale, accusato di non tutelare adeguatamente le prerogative delle opposizioni. E così, senza contraddittorio, il sindaco Azzollini, dopo aver biasimato il comportamento del centrosinistra che su un punto così importante preferiva sottrarsi al confronto, ha spiegato, con un'ampia ed articolata relazione, le ragioni per cui l'amministrazione ha scelto di non esercitare il diritto di prelazione. “Il Comune – ha spiegato il primo cittadino – è e rimane titolare della maggioranza assoluta della Multiservizi, detenendone il 51%. Sarebbe per noi inutile acquistare ad un prezzo così alto, insostenibile per le casse comunali, il restante 49% dal momento che già di fatto esercitiamo poteri di indirizzo e controllo sull'azienda. D'altro canto l'ingresso di un socio privato come la ditta Camassa, di sicuro affidamento e solida dal punto di vista patrimoniale ed imprenditoriale, rappresenterà certamente un valore aggiunto che porterà risorse fresche nelle casse della Multiservizi consentendone un pronto rilancio, specie in una fase come questa che vede una sempre maggiore importanza per le aziende di public utilities. Occorre abbandonare una visione sovietica dell'economia per cui queste aziende devono essere tutte di proprietà del pubblico. No, la ditta Camassa (che, investendo una cifra così rilevante dimostra di credere nelle prospettive di sviluppo dell'azienda) può portare benefici alla città ed alle casse comunali, garantendo sempre, ovviamente, gli attuali livelli occupazionali”. Lavoro stabile e duraturo, e rosee prospettive per la Multiservizi con l'ingresso di un socio privato, questo, in estrema sintesi il pensiero del sindaco della città. La maggioranza di centrodestra ha recepito le indicazioni dell'amministrazione e votato compattamente a favore del provvedimento proposto dalla Giunta, decidendo di non esercitare il diritto di prelazione e consentendo, così, alla ditta vincitrice della gara di appalto di entrare nella compagine societaria della Multiservi (di cui, tra l'altro, nei prossimi giorni dovrebbe essere nominato il nuovo consiglio di amministrazione ed il nuovo Presidente che, con ogni probabilità ,sarà l'attuale consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Maurizio Solimini). C'è da aggiungere che con il centrodestra ha votato anche il consigliere Saverio Tammacco che, nonostante abbia ribadito di non far parte della maggioranza, continua a votare sempre in modo conforme a quest'ultima. "Mi sembra una decisione ragionevole ed assolutamente condivisibile – ha motivato il suo voto il consigliere eletto nella lista de I Socialisti – quella di rinunciare ad esercitare il diritto di prelazione ad un prezzo così elevato in una situazione difficile per il bilancio comunale. D'altro canto il Comune continuerà a controllare la Multiservizi detenendone sempre il 51%". Un'ultima annotazione ci sia consentita: non possiamo che convenire con il sindaco Azzollini che, nel commentare il comportamento dell'opposizione, ha detto, senza mezze misure, che “gli assenti hanno sempre torto, a maggior ragione quando si parla di questioni così importanti per la città”. L'opposizione di centrosinistra ha scelto di non partecipare ai lavori della massima assise cittadina perdendo l'occasione per un confronto di merito su un tema così rilevante come il futuro della Multiservizi. Sicuramente le eccezioni di carattere formale formulate dal consigliere Di Gioia saranno state fondate e motivate, ma talvolta, dinnanzi alla possibilità di un confronto costruttivo con l'amministrazione, dove poter far valere le proprie ragioni, certi argomenti devono necessariamente segnare il passo. Il risultato finale è che la città non è a conoscenza di quali idee avesse il centrosinistra sul futuro della Multiservizi. Un'occasione persa per dimostrare, in concreto, di avere le carte in regola per potersi candidare a tornare al governo della città.
Autore: Giulio Calvani
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