Recupero Password
Imprenditoriando, sinergia scuola-lavoro e creatività all'Itcgt di Molfetta
16 febbraio 2009

MOLFETTA - La comunicazione massmediale annuncia spesso la nascita della “scuola di qualità”, un'idea brillante inattuata: la ragione di questa mancata effettività sono gli schematismi e gli stereotipi con cui si concepisce il mondo-scuola, chiuso nelle sue autoreferenzialità, soprattutto nell'integrazione scuola-lavoro, che sembra essere l'unica risposta positiva alla stagnazione produttiva ed alla recessione economica, in particolare per il Mezzogiorno. “Istruzione e formazione sono i pilastri fondamentali della scuola di qualità e devono colmare l'emergenza educativa con l'informazione e con l'operatività, dando ai giovani una testimonianza importante dell'imprenditorialità e dei suoi caratteri fondamentali, quali il team working, il dinamismo, la flessibilità, l'impegno”: le parole con cui il preside dell'ITCGT “Salvemini”, Sabino Lafasciano, ha esordito nel dibattito “Imprenditoriando”, svoltosi nel medesimo istituto scolastico, continuativo della manifestazione di gennaio “Open Day Molfetta”, ben sintetizzano le linee che i conferenzieri hanno perseguito. Hanno partecipato (nella foto, da sinistra) Vincenzo Carpentiere (Giovani Confindustria Puglia), Rino Francavilla (Dirigente USR Puglia), Gaetano Samarelli (giudice tributario), lo stesso preside Lafasciano, Enzo Balducci (Ufficio tecnico Comune di Molfetta) e Silvio Fiorello (Università di Bari). Il rapporto scuola-lavoro è sostenuto dal sistema scolastico pugliese, “in linea con i testi costituzionali, poiché l'articolo 4 impone il dovere-diritto di far crescere il Paese economicamente e culturalmente – sottolinea Rino Francavilla – e la scuola deve favorire il perseguimento per i giovani dei propri obiettivi. È necessario, però, che questa sinergia non porti ad una prevaricazione unilaterale del sistema scolastico o di quello produttivo: è giusto cooperare secondo i ruoli e le specifiche competenze”. Il decreto 77/2005 stabilisce la forma dell'alternanza scuola-lavoro, secondo cui lo studente entra a contatto diretto con l'azienda, invece di essere serrato nell'alveo protettivo dell'istituto (la forma negativa dell'impresa simulata). Ciò vuol dire consentire il passaggio dalla tradizionale didattica, che puntava sulla conoscenza, ad una più moderna, che mira all'acquisizione delle competenze, ovvero dosare con lucidità il sapere, il saper fare ed il saper essere. L'ente pubblico, a detta dell'ing. Enzo Balducci, è il fruitore delle nuove menti in formazione, “perché, essendo azienda, necessita di individui che abbiano adeguate competenze tecniche ad amministrative”: questo, in realtà, manca, perché i giovani sono tuttologi, privi delle professionalità specifiche, e, probabilmente, anche quando queste professionalità sono presenti, l'ente preferisce declinare. Il prof. Rino Francavilla ha palesato anche una differenza strutturale tra alcuni Paesi del Nord Europa e l'Italia: i primi utilizzano un sistema duale di raccordo del lavoro, in cui l'azienda si occupa della formazione professionale, migliorando gli aspetti tecnico-professionali; la seconda vorrebbe adottare il sistema integrato di alternanza, per mirare all'incremento delle competenze di base trasversali (conoscenza e competenza dell'italiano, della matematica, del diritto, delle lingue straniere, etc.) e rispondere in modo efficace alla crisi in atto. Infatti, l'economia globale implica una concorrenza spietata e molte piccole e medie aziende sono costrette a chiudere: la competenza trasversale permette la riconversione dell'operaio e non svilisce la missione della scuola, il cui compito è formare il cittadino e renderlo occupabile. L'esperienza realizzata dalla IV B Mercurio dell'ITCGT ne è un esempio lampante ed incoraggiante: gli studenti, grazie all'ausilio della prof.ssa Mitolo, hanno costruito un'azienda, che ha la struttura di una Spa (possiede un Consiglio di Amministrazione, un Amministratore Delegato, e Manager di funzione), ma non può portarne il marchio, perché edificata secondo il modello della Junior Achievement Italia. L'impresa, denominata ELIOSYNERGY, produrrà caricabatterie (nella foto) ad energia solare (costo di circa 20 euro) nell'ottica dell'innovazione tecnologica, nel rispetto dell'ambiente e nella ricerca di nuovi mercati. I fondi (700 euro) per finanziare la produzione sono stati reperiti attraverso la vendita delle azioni a parenti, amici e docenti, mentre la commercializzazione avverrà su un canale breve (dettagliante-consumatore) e su uno diretto (vendite on-line), usufruendo dell'Istituto Commercio con l'Estero e della Camera del Commercio: i ricavati saranno dati in beneficienza. “È stata un'esperienza formativa - sostengono entusiasti i ragazzi - che ci ha permesso di conoscere concretamente il mondo del lavoro e di entrare in contatto con esperti specializzati nel settore. Siamo stati coinvolti a 360 gradi, perché abbiamo compreso come funzionano e si strutturano le aziende e studiato un prodotto che rispetta l'ambiente, un prototipo, assemblato in esterno dall'azienda Emitech, che potrebbe essere un futuro prodotto da commercio”. Non è questa l'unica “avventura” degli alunni dell'ITCGT: alcuni di questi, iscritti al corso per geometra, hanno collaborato con il Dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Ateneo di Bari negli scavi di Egnatia, realizzando ben 4 campagne di scavi. La novità è l'impostazione metodologica, che secondo Silvio Fiorello “può lacerare le idiosincrasie della scuola italiana, perché l'esigenza di esperienza e verità richiama la chiarezza dei percorsi formativi - latitante nelle università - e la divisione tra capacità operazionali di base e abilità psicosomatica di base.” Ma, come impostare questo rapporto impresa-scuola-ente? La rete, come afferma il dott. Carpentiere, è la risposta: “competenza, creatività e formazione sono il volano dello sviluppo, soprattutto la creatività che deve essere incubata dagli imprenditori delle imprese pugliesi per creare il circolo virtuoso dello sviluppo”. A questo proposito, verrà attivato dai Giovani Confindustria Puglia il “Club dei Talenti”, grazie al quale i diplomati ed i laureati con determinate capacità verranno veicolati all'interno di Confindustria. È uno stereotipo pensare che la scuola italiana sia peggiore delle altre, ma questo solo quando si realizzano esperienze scuola-lavoro produttive, quando si conferisce importanza alla competenza trasversale: quando, in un periodo di crisi come il nostro, una politica attenta e poliprospettica investe nella formazione, i cui risultati sono visibili solo a lungo termine.
Autore: Marcello la Forgia
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2023
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet