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Il valore artistico del dialetto
15 febbraio 2003

Desidero esprimere la mia gratitudine nei confronti dello storico molfettese Marco I. de Santis per la pregevole raccolta: "Perché si dice così?", acclusa nell'ultimo numero di "Quindici giorni". Nella raccolta, vengono menzionati detti popolari come: "Av'a venì Baffòene!"; "Ci t'av'a dà u mere a Vescegghie?", pronunciati tuttora dai nostri padri pur non conoscendone in pieno i significati. Se ben pronunciati suonano come mezzi espressivi condensati di ironia e un pizzico di umorismo. Il significato dei detti e quindi la loro origine storica è ben delineata dal prof. de Santis il quale oltre a tracciare in maniera ragguardevole il valore popolare degli stessi, mette in rilievo i giusti accenti per la qual cosa me ne scuso subito per la omissione di accenti non volontaria, su quelli cui faccio riferimento. Il nostro dialetto è purtroppo in una fase di declino espressivo e bene fa uno studioso, uno scrittore, un poeta o un attore a saperlo trasmettere secondo determinate regole. Il dialetto va recitato, secondo il mio punto di vista, con suoni e cadenze opportune, armonizzando il tutto con un ritmo che le è proprio. Alla larga quindi la battuta volgare anche se comunemente pronunciata alla ricerca dell'applauso che coinvolge il pubblico. Ritornando al testo del prof. de Santis, bene farebbero le scuole, dalle elementari alle superiori ad appropriarsene e divulgarlo ai nostri ragazzi/e che dimostrano in certe situazioni, vedi lavori di fine anno scolastico col teatro, un vivo interesse per il dialetto. In merito posso aggiungere che ne ho avuta conferma con qualche mia esperienza: siccome in ambito teatrale il lavoro dei ragazzi è significativo dal punto di vista della spontaneità, ho avvertito, come in alcuni momenti facevano interagire in maniera ineccepibile, la giusta pronuncia del termine col gesto. Questa sinergia non è facile da ottenere in una rappresentazione scenica e concludo dicendo che il dialetto ancora una volta si dimostra strumento efficace per esprimere sensazioni e stati d'animo piuttosto complicati da manifestare in una comune situazione quotidiana. Cosimo Boccassini Grazie dei complimenti, cercheremo di seguire i suoi consigli
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