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"Il tempo è scaduto" Matteo d'Ingeo sul dibattito post primarie del centrosinistra
18 gennaio 2006

Sul dibattito in corso nel centrosinistra dopo le primarie e la vittoria di Lillino Di Gioia, interviene con questa nota a Quindici intitolata "Tempo scaduto" anche Matteo d'Ingeo (nella foto). Ecco il testo completo del suo intervento: "Tempo scaduto! Proprio così! Se ci fosse stato un arbitro obiettivo, saggio e veramente democratico avrebbe mandato negli spogliatoi le squadre in campo e avrebbe dato partita vinta a tavolino al popolo del centro-sinistra. Cosa vuol dire? Ve lo spiego subito, senza scomodare nessun comitato etico sovracomunale o comitato di garanti. Intanto bisogna premettere che questa coda supplementare post-primarie mette gli elettori di centro-sinistra nelle condizioni di tenere palla fino allo scadere del tempo e poter sovranamente decidere se vincere o perdere la partita. Loro, gli elettori, la partita l'hanno già giocata e vinta il 4 dicembre. Il 60% degli elettori non ha scelto Lillino di Gioia. Non avendo potuto decidere, ai tavoli dei segretari e saggi, quanti e quali dovevano essere i candidati alle primarie, avendo in mano quello straordinario strumento democratico che è il voto, hanno deciso che Lillino lo vogliono solo il 40% degli elettori del centro sinistra. Posto che quel 40%, così come si è detto da più parti non è stato un voto libero e limpido, mi sembra ormai così lampante che Di Gioia non possa rappresentare l'intero popolo di centro sinistra e, tanto meno, quello di sinistra e radicale. Ma questo mi direte che non ha attinenza con il rispetto delle regole deontologiche della politica, con l'esito delle primarie e con la morale. Chi non ha rispettato le regole della politica? Io lo chiederei ai dirigenti provinciali e regionali che in questi giorni si arrogano il dovere-diritto di decidere il futuro della nostra città, decidendo ancora una volta a tavolino il candidato sindaco. Direi che questi signori così come sono stati a guardare la partita dagli spalti, e per dirla alla Berlusconi, hanno "fatto il tifo " ora per uno, ora per l'altro candidato, facciano lo stesso ora e non si intromettano nelle vicende dei circoli locali dei partiti che devono ancora sciogliere il nodo Di Gioia. Dov'erano questi funzionari di partito quando hanno permesso che oltre Mino Salvemini e Cosimo Altomare, ci fossero altri due candidati che avevano in tasca le tessere dei loro rispettivi partiti? Allora le regole etiche della politica potevano essere infrante e calpestate, portandoci a questa paradossale situazione tipica del teatro dell'assurdo, aspettando un Godot che non arriverà mai. Ammettete, Signori della Politica e dei Partiti, di aver sbagliato tutto e rimettete tutto alla decisione degli elettori che non voteranno mai il vostro candidato Lillino Di Gioia, anzi tenetevelo ben stretto come investimento per il futuro, quando tra qualche mese non avrete più dirigenti, potrebbe essere l'uomo giusto a far rinascere la voglia di far politica nel nostro paese. Cosa fare subito? Così come l'UNIONE si è preoccupata di invitare pubblicamente il "popolo" di centro sinistra quando c'era solo da chiacchierare e fare passerella, senza decidere nulla, ora abbiate il coraggio di convocare il popolo per decidere, e scoprirete che saranno in tanti a consigliarvi la strada maestra. Non c'è più tempo e, se proprio ecessario, sarà il popolo ad autoconvocarsi senza invitare l'UNIONE. Il tempo è scaduto". Matteo d'Ingeo
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Vorrei provare a spiegare come la pensa uno di coloro (pochi o tanti non lo so, ma penso che lo scopriremo!) che si riconoscono nell'intervento di Matteo. Prima però vorrei invitare a vergognarsi tutti quelli che hanno scritto interventi del tenore “Ma di che popolo parla Matteo D'Ingeo?”, “Ma stai a casa D'Ingeo che è meglio”, oppure “Perchè un giornale serio come il vostro da spazio al Sig. D'Ingeo?”. Non credo sia questo il modo di interloquire! Sono tra coloro che è andato a votare alle primarie, immaginando già che Lillino ne sarebbe uscito vincente, perché il suo pacchetto di voti (rimpinguato o meno da esponenti di destra, non importa) l'ha sempre avuto, e dividere tutti gli altri voti su altri 3 candidati, era per Di Gioia, certezza di vittoria. E allora sono andato a votare, NON PERCHE' MI RICONOSCESSI NEL PROGRAMMA DELL'UNO O DELL'ALTRO, ma per tentare di rimediare a quelle che consideravo delle sciocchezze, commesse da chi ha stabilito a tavolino le candidature! La prima sciocchezza è stata quella di tirar dentro Lillino. Non so, né mi interessa sapere, perché sia avvenuto. Forse si pensava che ci fosse bisogno del suo pacchetto di voti per vincere le elezioni, non lo so! In ogni caso, non volendolo come sindaco, non ho votato alle primarie per scegliere il candidato; sono andato a NON VOTARE lui! La seconda sciocchezza è stata ancora più grave: non riuscire a mettersi d'accordo su un (1!) solo nome alternativo a Di Gioia. Per cercare di rimediare a quest'altra fesseria, ho cercato di capire chi potesse raccogliere maggior consenso tra gli altri e quello ho votato (della serie: chiunque ma non Lillino). Come temevo, le cose sono andate diversamente, ma col mio voto alle primarie non ho sottoscritto alcun programma! Come dicevo, ho cercato di rimediare a delle sciocchezze commesse da altri! Mi sono chiesto cosa fare. E una dlle risposte che mi son dato, quella per cui propendo al momento, è quella di votare Di Gioia SOLO SE, renderà nota almeno 1 mese prima la lista degli assessori che verrebbero nominati in caso di vittoria. A suo tempo lessi il documento dei DS a proposito e mi ci riconosco. A quelle condizioni, potrei votare Lillino. Ciò non toglie che resto attento ad eventuali alternative. Proprio perché con il mio voto alle primarie, non ho sottoscritto alcun programma, resto in attesa di sapere quali saranno i candidati sindaco di Molfetta, quali i loro programmi e, di conseguenza, scegliere come spendere il mio voto. E' il momento, per chi ha commesso degli errori, di darsi da fare. Perché se il tempo non è scaduto, come pensa Matteo, poco ci manca.
Se si parla di arbitro, di partite, si deve tener conto che nella maggior parte degli sport più popolari, la partita si gioca tra due squadre.Nella partita delle primarie, chi vince ha il candidato sindaco, chi perde non avrà il suddetto candidato ma aiuterà chi ha perso a correre insieme per battere la destra.Numericamente il 60% ha votato contro Di Gioia, ma questo 60& non era una squadra, ma bensì 3!!!Credo sia qui l'errore nel considerare il tutto come un numero... se si fosse trattato di un'unica squadra, questa avrebbe il candidato sindaco.Ma così non è stato. Se non si voleva che Di Gioia corresse per le primarie ci si doveva muovere prima!!Ora è come se Bertinotti e gli altri candidati alle primarie del centro-sinistra nazionale dicessero:"non ci riconosciamo in Prodi perchè noi avremmo voluto un altro esito delle primarie".Non mi spiego come mai nel caso Boccia-Vendola le primarie sono state uno straordinario strumento di democrazia e la Margherita molfettese ha corso al fianco di Vendola contro Fitto,ottenendo per la nostra città un assessorato regionale(non voglio assolutamente dire che le due cose siano collegate), ora le primarie si fanno e poi si dice:"scusate, ci siamo sbagliati, non ci riconosciamo in questo candidato". Per cortesia, un po' di serietà.Cosa avrebbe detto il centro-sinistra se tutto questo fosse accaduto al centro-destra?????Ci tengo a precisare che io sono un elettore di sinistra, che avrei preferito un candidato di sinistra, ma che voterò e sosterrò il candidato sindaco del centro-sinistra: Lillino di Gioia.Mi dispiace d'Ingeo..il tempo è davvero scaduto!ora occorre rimboccarsi le maniche e lavorare..per vincere le elezioni.Se poi si preferisce l'attuale amministrazione ad un Lillino di Gioia sindaco di molfetta...ognuno è libero di agire come crede.Grazie










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