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Il sindaco rifiuta di rispondere alle domande di "Quindici" e preferisce la stampa "amica"
28 ottobre 2005

MOLFETTA - 28.10.2005 Il sindaco Tommaso Minervini (nella foto) ormai si ispira al suo grande maestro, il Cavalier Silvio e preferisce dialogare solo con la stampa "amica", confermando così la sua mutazione genetica in uomo di destra che evita le critiche in una sorta di "Porta a porta" casereccia, dove si sceglie gli interlocutori. "Quindici" aveva posto delle domande al sindaco di Molfetta, per un'intervista che, com'è nel nostro costume, non fosse in ginocchio, anche se rispettosa dei ruoli e improntata alla massima professionalità. Un sindaco che si dimette e apre una crisi al buio ha il dovere di rispondere ai cittadini che attraverso i giornalisti (tutti, i giornalisti) vogliono conoscere i motivi della crisi e soprattutto il possibile futuro della città. A questa crisi politica si è aggiunto il gravissimo episodio dell'arresto del presidente della "Multiservizi", Michele Palmiotti, e anche su questa vicenda la gente ha il diritto di conoscere l'opinione di chi ha guidato la città, di chi ha affidato un incarico di responsabilità a una persona oggi accusata di gravi reati, che vanno dal favoreggiamento al voto di scambio. Invece, il sindaco ha preferito ignorare la nostra richiesta, concedendosi solo a una stampa che ritiene possa riservargli domande compiacenti. E' un fatto grave, che la dice lunga sul concetto di democrazia del primo cittadino di Molfetta. Credevamo che i tempi del Minculpop, il ministero della cultura popolare fascista fossero lontani, ma i comportamenti di Minervini, rischiano di far ricordare quell'infausto periodo, in cui la stampa era soggetta a censura. La rivista "Quindici" non fa da megafono a nessuno, è orgogliosa della propria libertà e la rivendica sempre e comunque al servizio solo dell'opinione pubblica che rappresenta e che ha il diritto di conoscere, chiedere e pretendere risposte da chi ricopre un incarico "pro tempore" solo su mandato popolare e non per scelta dinastica o divina. Saranno gli stessi cittadini-elettori che giudicheranno le azioni di chi ha governato questa città anche sulla base di questi comportamenti. La trasparenza, tanto invocata, purtroppo, non è una virtù di tutti. Pubblichiamo qui sotto le domande che avremmo voluto porre al sindaco e che invece questi ha lasciato senza alcuna risposta, preferendo piuttosto confrontarsi con giornalisti forse da lui considerati amici e compiacenti, per non nuocere: 1 - Sindaco, si aspettava la presa di posizione di Forza Italia nella seduta del consiglio comunale, con la richiesta di rinvio per approfondire il suo documento, che lei ha definito, in Aula, una sostanziale sfiducia alla sua relazione? 2 – Il “Nuovo Psi” e “Molfetta che vogliamo” hanno sempre sostenuto che avrebbero mantenuto l'appoggio alla sua persona, anche se avevano ormai aderito al centrosinistra. Come si spiega questa sostanziale “sfiducia” in consiglio comunale, come lei stesso ha affermato? 3 – E' possibile fare chiarezza sul quadro politico della sua coalizione, cosa che nella sua relazione sostanzialmente non sembra presente: come crede di far convivere anche nella prossima legislatura una forza ormai dichiaratamente di sinistra (il Nuovo Psi) in una coalizione di centrodestra? Come pensa di rimettere insieme i cocci di questa maggioranza, il “progetto civico” oggi non basta più proprio di fronte alle nuove posizioni politiche assunte dal “Nuovo Psi” e da “Molfetta che vogliamo”, soprattutto in un'alleanza di prospettiva quinquennale? 4 – E' ancora convinto di poter varare una giunta tecnica, dopo l'azzeramento degli incarichi? Oppure la sua è stata solo una mossa strategica, efficace, per ricondurre in porto qualche nave impazzita e far comprendere il suo ruolo determinante al di sopra dei partiti, anche nelle future scelte assessorili e di sottogoverno di fine legislatura? 5 - C'è chi legge la sua decisione di dimettersi come un primo passo per un suo possibile riposizionamento a sinistra. Lei che dice? E' impossibile o, se le condizioni politiche lo permetteranno, è una strada percorribile anche in futuro? Infine le domande sul caso Palmiotti e Multiservizi Lei sapeva del pericolo di arresto, per questo ha azzerato il vertice della Multiservizi? E' lo stesso motivo per cui ha nominato Lentini al vertice della Polizia municipale per timore di sviluppi penali anche in quel caso? Come commenta questa situazione? Non sarebbe opportuno, ora, dopo questo arresto, che le sue dimissioni divengano veramente irrevocabili, dando una dimostrazione di completo distacco e di condanna della vicenda? Come si fa ad amministrare in queste condizioni? (Anche una dichiarazione complessiva sull'arresto andrebbe bene). La redazione di "Quindici on line"
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