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Il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio replica a muso duro alle falsità del sen. Azzollini e lo sfida a viso aperto
14 febbraio 2016

MOLFETTA – Il sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, replica a muso duro alle falsità dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini, che ieri ha convocato una cosiddetta “conferenza stampa” (in realtà era un comizio, perché a lui poverino, a corto di democrazia, nessuno ha insegnato cosa sia una conferenza stampa, che non mai convocato durante il suo mandato al Comune).
L’incontro destinato a soli intimi, soliti lacchè e giornalisti amici, con la presenza di indagati dai giudici (oltre lui, anche il suo amico, ex dirigente del settore economico del Comune, Giusy De Bari), con una faccia tosta più unica che rara, a dimostrazione di quanto rispetto abbia per la magistratura dalla quale fugge sempre (altro che dichiarazione di disponibilità), con la complicità dei suoi colleghi del Senato, avvalendosi dell’immunità parlamentare. Lui abituato, anche a diffamare chi non si allinea come i giornalisti non amici, quelli liberi di pensare con la propria testa, cercando di raccontare criticamente i fatti e non pubblicando le sue veline, avrebbe dovuto starsene un po’ tranquillo, perché la città non ha dimenticato i guai che ha combinato. Ma le facce di bronzo non hanno limiti.

E, invece, l’ex sindaco, ancora senatore, ma non più presidente (ricordate l’acronimo SSP coniato da “Quindici”, che ebbe tanto successo in città?), cerca di far dimenticare i danni che ha fatto a Molfetta, lasciata nel degrado, con corollario di scandali e arresti tra edilizia e porto. Fa credere ai suoi polli di essere il migliore, di aver amministrato la città al meglio, mentre gli altri, quelli che stanno cercando di ripristinare la legalità e le regole dopo anni di illegalità diffusa, sarebbero incapaci, perché stanno portando a termine tutte le sue opere incompiute pasticciate.
Azzollini accusa l’attuale amministrazione per presunti finanziamenti perduti (ma di questo parleremo in altri articoli, raccontandovi come sempre la verità, quella che gli altri non dicono) per rilanciare il centrodestra, sperando in una caduta del sindaco, per andare alle elezioni a primavera, con la complicità dei soliti frondisti del centrosinistra, con i quali tiene incontri segreti (anche di questo parleremo in altri articoli). Incontri con quelli stessi personaggi voltagabbana che ieri parlavano male di lui e oggi, pur di far cadere la loro stessa amministrazione e tornare al potere, sotto altre forme, soggetti e parenti compresi, si schierano col “nemico”. Già in politica, soprattutto a Molfetta, mai dire mai.

Ed ecco che il sindaco Paola Natalicchio, sfodera tutta la sua grinta e raccoglie il guanto di sfida che le lancia Azzollini, in vista dell’incontro con l’associazione degli imprenditori (ma con chi stanno? Erano giusti i nostri sospetti?) convocati dal senatore per un redde rationem, e annuncia che si presenterà per affrontare Azzollini a viso aperto, per esporre le sue ragioni e il suo impegno per cambiare la città.

Ecco cosa scrive Paola Natalicchio: «Antonio Azzollini ci fa capire che sta bene. E' di nuovo attivissimo ed è lo stesso di sempre, nonostante abbia perso la presidenza della Commissione Bilancio al Senato e si sia dovuto dimettere per incompatibilità dal consorzio ASI, in pochi mesi. Nonostante indagini penali pesanti, su cui dirà il tempo, la giustizia, la Magistratura e non noi. Antonio Azzollini riempie ancora la Sala Finocchiaro, tiene ancora la scena, strappa ancora gli applausi. Prende i soliti temi, li impasta con le solite accuse, e fa la serata.
Dice che abbiamo perso finanziamenti, che Molfetta è diventata l'ultima città del mondo, che senza di lui la città è in declino, che noi siamo quelli piccoli e lui è quello grande e forte. Mostra i muscoli. Parla dei soldi, dei soldi, dei soldi. Lui capisce di soldi, io no.
Lui in dieci anni ha portato Molfetta alle stelle, io alle stalle. Ruggisce e freme e come dargli torto. Sull'urbanistica non ha più argomenti. Il Grande Porto lo hanno sequestrato per le grandi opacità. Ha la faccia tosta di parlare di bilanci fatti male e di illegalità che io avrei compiuto nel mio operato. Smania, combatte, freme.
Antonio Azzollini la politica la sa fare e infatti ha incantato serpenti e suonato pifferi di meraviglie e di promesse. Ha avuto dieci anni per dimostrarle, prima da assessore e poi da sindaco. Da senatore, nel frattempo. Ha ancora molto tempo per giocare la partita e a me piace chi sa stare sempre in campo, pallone su pallone.
Antonio Azzollini ieri ha lanciato un appuntamento organizzato da una autorevole associazione, quella degli imprenditori della città, per il prossimo 26 febbraio. Come se l'avesse organizzata lui, come se fosse una sfida tra duellanti, una partita a boxe, una battaglia da guerreggiare. E ha anche aggiunto che non sa se io ci sarò. Se avrò la forza, gli argomenti, il coraggio.
Calo un velo pietoso, caro Antonio, sul modo sgarbato in cui hai tirato per la giacca una associazione operosa e indipendente, che ci ha offerto uno spazio di discussione franca e trasparente e che aveva il diritto di lanciare l'iniziativa, organizzata da settimane, in libertà e in autonomia. Siamo due cariche istituzionali: io il Sindaco, tu il Senatore della Repubblica di Palazzo Madama. Dovevamo rispetto alla notizia perché siamo ospiti a casa di altri e nessuno di noi due era autorizzato a mettere il cappello.
Comunque se davvero devo rispondere, anche se non hai Facebook e sei nascosto, anche se gridi nelle sale pubbliche cose false e sei scomposto, lo faccio come sempre con un sorriso e senza problemi. Certo che ci sarò, il 26 febbraio, all'Associazione Imprenditori a confrontarmi con te, Senatore. Sarà un piacere e un modo per chiarire come siamo diversi, come siamo lontani, come siamo distanti. Tu hai iniziato già con i colpi sotto la cintura. Io, come sempre, verrò a mani nude e senza paradenti. Un saluto distinto e una stretta di mano. Ci vediamo il 26
».

Insomma, il centrodestra, incapace di fare opposizione in consiglio comunale, sta regalando, da due anni a questa parte, a Molfetta, una campagna elettorale perenne, nel tentativo di paralizzare l’attività amministrativa. A loro non interessa il bene comune, ma solo il potere politico, anche se a pagare i prezzi di questa sete di potere, alla fine saranno sempre i cittadini.

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