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“Il sindaco con noi fa il gioco delle tre carte” Enzo Massari, rappresentante del Comitato degli abitanti del quartiere accusa
15 ottobre 2004

Il dott. Enzo Massari è il rappresentante del Comitato dei cittadini abitanti nella zona interessata dal sottopasso (Poggiofiorito, 167 e Lotto 10). Lo abbiamo intervistato per capire quali sono i motivi che hanno portato alla raccolta di firme contro la realizzazione del sottopasso tra le vie Berlinguer e Salvucci e alla richiesta di un forum cittadino sull'argomento. Secondo lei, vista la portata dell'opera e le radicali modifiche che porterà ad una buona parte della città, il Comune ha adeguatamente informato i cittadini? “No, il Comune non solo non ha informato i cittadini, ma ha usato una procedura assolutamente inusuale e poco corretta. Questa è una modifica al Piano regolatore, visto che lo stesso piano prevedeva un incrocio a raso e non è stata discussa in consiglio comunale ma approvata in gran fretta dalla giunta. Questa operazione è stata volutamente tenuta nascosta, cosa ben diversa rispetto ad una informazione poco adeguata. Non è stato un fatto veniale, ma intenzionale. Basti pensare che addirittura molti consiglieri della stessa maggioranza non ne erano al corrente”. Secondo l'assessore ai Lavori Pubblici, Visaggio, l'amministrazione comunale non era tenuta ad informare i cittadini, seguendo un piano triennale di opere… “Questo lo vedremo. Ma secondo me e secondo gli avvocati che ho consultato non è così”. Secondo lei in che modo cambierà la condizione dei quartieri interessati? “Ritengo che questo progetto sia da considerare non in base a singoli quartieri, ma in chiave cittadina. Si tenga conto che Molfetta è una città costiera, grande e che ha già la ferrovia che blocca gli accessi al centro. Questa “trincea” che l'amministrazione vuole scavare non farà altro che peggiorare la situazione. Non ci saranno assolutamente strade di collegamento con la città, anzi la strada sarà a scorrimento veloce e questo non farà altro che creare altre barriere. Bisogna tener conto, tra l'altro, che per chi ha fretta ed ha bisogno di “saltare” Molfetta c'è la strada statale 16bis, poi c'è da considerare che mettere strade a scorrimento veloce in un area della città in espansione è assurdo e deleterio. Presto questa zona diventerà il nuovo centro di Molfetta, proprio perché ci saranno nuove abitazioni e nuovi negozi non sarà più possibile considerarla come periferia. Una soluzione poteva essere quella di smistare il traffico all'uscita della 16bis creando una connessione con il ponte situato verso la zona industriale. Con la zona di espansione, invece, ci dovrà essere la strada che collegherà la Madonna delle Rose al ponte; una sorta di circonvallazione come quella che si vuole realizzare è assolutamente inutile, tenendo conto anche che impedirà ai pedoni di passare da un lato all'altro della strada. Inoltre si dovranno affrontare costi enormi, perché i tubi dell'acquedotto dovranno rimanere sospesi per problemi di sollevamento; quindi si dovrà andare almeno otto metri sotto. Costi di manutenzione spropositati per non ottenere nulla. Oltretutto adesso c'è stata una modifica, perché nella versione originaria il sottovia era previsto come senso unico. Questo problema del sottopasso dovrebbe essere esaminato dal punto di vista sociologico, urbanistico e non semplicemente dal punto di vista ingegneristico”. L'assessore ieri ha parlato proprio della zona di espansione ed ha indicato questo sottopasso come una soluzione per le circa diecimila famiglie che si dovranno spostare verso il centro… “Queste famiglie non potranno più attraversare la strada e dovranno necessariamente utilizzare la macchina per uscire dal quadrante che si verrà a creare. Anziché incentivare i cittadini ad andare a piedi per ridurre l'inquinamento, anziché creare piste ciclabili si propongono queste soluzioni assurde proposte da persone ignoranti e che andranno a rendere ancora più difficile la situazione del traffico molfettese”. Quindi, secondo lei, ci sarà un peggioramento delle condizioni del traffico in questa zona? “Certo, il sottopasso avrà un effetto contrario, perché le diecimila famiglie si traducono, in sostanza, in diecimila automobili che andranno ad intasare ancora di più il traffico. Oltretutto dall'incrocio non sarà possibile andare in più direzioni con disagi enormi per chi deve raggiungere l'ospedale o altre zone. Senza considerare le opere di contenimento che avranno anch'esse costi proibitivi ai quali il comune dovrà contribuire. Ci saranno da sborsare almeno 800mila euro”. Lei ha qualche informazione riguardo ai tempi di realizzazione del sottopasso? “Si prevede un anno e mezzo di lavori, almeno sulla carta. E' facile immaginare cosa succederà all'incrocio di Via Terlizzi, quasi bloccato per tutto quel tempo. C'è da considerare anche l'irreversibilità dell'opera: se si costruisce una rotonda si può trovare, successivamente una soluzione diversa visto l'impatto ambientale minimo, ma se costruisci una “trincea” non sarà più possibile tornare indietro”. Secondo lei perché la scelta di sopravanzare il consiglio comunale e di approvare tutto in giunta? “A questo avrebbe dovuto rispondere in maniera esauriente l'assessore Visaggio. Questa cosa andava discussa con i cittadini e non giocata alle tre carte durante la stagione estiva. Comunque c'è una direttiva del ministero dei Lavori Pubblici che dice chiaramente che i sottopassi sono da considerarsi come modifiche al Piano regolatore. Lo stesso ministero, quindi, si rende conto che i sottopassi sono opere di grossa entità e che non possono passare come piccole modifiche. Il Piano regolatore prevede un incrocio a raso, mentre questo è un sottopasso che il ministero considera come modifica del Piano regolatore e di conseguenza si doveva seguire l'iter di approvazione del Piano stesso. C'è un esempio, inoltre, che può essere tenuto in considerazione: l'Anas ha chiesto per il collegamento del nuovo molo, una modifica alle strade, il consiglio comunale ha risposto che le modifiche erano possibili, ma che avrebbero dovuto seguire l'iter del Piano regolatore. Le modifiche chieste dall'Anas sono di entità infinitamente inferiore a quelle apportate con il sottopasso. Questa è l'etica delle due misure, le modifiche dell'Anas no e quelle del sottopasso sì”. L'assessore Visaggio, rispetto alle firme raccolte dal comitato, ha dichiarato che queste sono state raccolte sulla scia di un' informazione distorta e di strumentalizzazioni, lei cosa risponde? “Vorrei che l'assessore dica, allora, chi ha strumentalizzato e nei confronti di chi. Queste sono le dichiarazioni dei soliti politicanti da quattro soldi che non hanno neppure il concetto della gestione del consenso. L' articolo 58 dello statuto comunale prevede la realizzazione di un forum con cinquecento firme e quindi è assurdo dire che chi non è d'accordo con te o è strumentalizzato o non ha capito di cosa si parla! Se della disinformazione c'è stata la responsabilità è dell'amministrazione comunale perché, se ci fosse stata una procedura corretta, non saremmo a questo punto. C'è stata scarsa trasparenza da parte della giunta comunale e dell'ufficio tecnico”. Con quale spirito affrontate, dunque l'incontro del 19 ottobre nel quale si dovrebbe discutere della questione del sottopasso? “Io non ho ricevuto nessuna comunicazione. E' il solito soliloquio arrogante di questa amministrazione. Comunque se ci dovesse essere un incontro e ci avvisassero per tempo, allora ci presenteremo con il preciso obiettivo di fermare tutto il progetto. I nostri legali, comunque, stanno prendendo atto della documentazione e penso che nei prossimi giorni partirà la denuncia al Tar e per conoscenza anche alla Regione Puglia”. Vito Piccininni
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