Il Petruzzelli va in scena, firmato il decreto per la Fondazione
BARI – 21.12.2003
Quelle fiamme non si sono mai spente. Dopo l'incendio che nel 1991 ridusse in cenere il teatro Petruzzelli (nella foto), monumento e bandiera delle crescente potenza della borghesia barese, il rogo ha continuato a divampare nelle Procure della Repubblica, nei Tribunali e ogni volta che si toccavano argomenti sulla ricostruzione o la gestione del teatro stesso. Solo di recente, negli ultimi anni, approvato il progetto per il restauro, Bari ha rincontrato da vicino la meraviglia dei fratelli Petruzzelli: “tempio della lirica” e gioiello della danza, accorgendosi di quanto ne ha sentito la mancanza.
A soli pochi giorni dall'inaugurazione de “La Fenice” di Venezia, altra perla tra i teatri italiani a subire la stessa sorte, il ministro per i beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, ha firmato il decreto per la costituzione della XIV Fondazione lirico-sinfonica del Petruzzelli.
Accolta con un voto unanime dall'Assemblea di Montecitorio, e successivamente trasformata in legge 11 novembre 2003, n 310, la Fondazione può oggi contare anche dei componenti nel Consiglio di amministrazione. Salvatore Nastasi, dirigente del Ministero per i beni e le attività culturali, con l'incarico di vice-capo dell'Ufficio Legislativo, sarà designato come rappresentante del ministero, Mario Carrieri, designato dal presidente della Regione Puglia, e Angela Filipponio Tatarella, designata dal Sindaco di Bari.
Con la firma del decreto, si conclude così l'iter costitutivo. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione per il Petruzzelli sarà pienamente operativo per la ricostruzione già a partire dai prossimi giorni. Dopo le eccessive polemiche strumentali e troppo spesso sterili, oggi il Petruzzelli ha vinto la sua facendo recuperare alla città di Bari un notevole patrimonio storico, artistico e musicale del passato. Ora la città attende solo che il gran teatro torni in scena, con uno spettacolo degno di un singolare centro di produzione di opere liriche, e polivalente di cultura allo stesso tempo, come si mostrava una volta.
Lucrezia Pagano