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Il Palazzo rifiuta le domande scomode di Quindici
15 ottobre 2009

MOLFETTA - Per un giovane cronista con la passione del giornalismo, cercare notizie, scrivere su fatti e avvenimenti che riguardano la città non è sempre facile, e soprattutto bisogna saperlo fare. Ebbene accade che, chi, volenteroso, si cimenta a fare il giornalista, anche gratis, spinto solo da quella passione vibrante che gli frulla in testa di raccontare la sua città, viene in qualche modo costretto a fare informazione e a raccontare solo di quei fatti che “si hanno da sapere”.
Questo accade perché nessuno a palazzo di città, è disposto ad incontrare i giornalisti, in special modo noi di Quindici, cronisti ritenuti scomodi. Insomma niente più domande scomode, interrogativi su quello che accade in città e sulle prossime novità messe in atto dall’amministrazione. Ancora una volta, torniamo a parlare dell’atteggiamento antidemocratico dell’amministrazione targata Antonio Azzollini, della scarsa disponibilità che gli assessori, i dirigenti e i funzionari hanno nei confronti dei giornalisti e della nostra testata.
Forse perché le nostre domande sono troppo scomode per gli amministratori locali che non vogliono confrontarsi sul loro operato, non vogliono che si racconti cosa stanno facendo prima che lo abbiano fatto, un modo per non incontrare dissensi e impedimenti. Quasi un modo di dire: “Finché ci siamo noi facciamo quello che ci pare!”.
E’ quanto sta accadendo per il progetto di riqualifi cazione di corso Umberto, di alcune piazze cittadine o sulle questioni legate al nuovo porto in costruzione, per il quale ogni domanda è top secret. Nessuno vuole fornirci il progetto, indirizzandoci da un uffi cio ad un altro senza alcun risultato. Un’amministrazione, quella di centrodestra che ci governa, che vorrebbe metterci il bavaglio, come sta accadendo a livello nazionale, non concedendosi più ad interviste e domande.
Vorrebbe zittirci, imbavagliando quell’informazione libera, democratica e coraggiosa che Quindici ha sempre mostrato negli anni e che nonostante tutto continuerà a fare. Non abbiamo mai accettato che le notizie vengano “fi ltrate” dall’uffi cio stampa del Comune, peraltro ineffi ciente, oltre a non accettare l’atteggiamento del sindaco e dell’amministrazione poco disponibili con i giornalisti. E’ per questo che ancora una volta condanniamo l’atteggiamento antidemocratico dell’amministrazione Azzollini, poco interessata al dialogo e al rapporto con i giornalisti e sempre meno disponibile a fornire notizie utili alla città. Il compito dell’uffi cio stampa del Comune dovrebbe essere quello di fornire costantemente notizie su quello che l’amministrazione mette in atto giorno dopo giorno e sui principali provvedimenti che il Comune adotta, invece si limita solo a trasmettere la convocazione del consiglio comunale, delle conferenze stampa, qualche velina e a sponsorizzare le attività messe in atto, quando capita, dagli assessorati. Insomma un sindaco sempre assente e un amministrazione che gestisce la cosa pubblica senza rendere conto ai cittadini, forti di una maggioranza in consiglio comunale, che permette alla giunta Azzollini di approvare provvedimenti e di decidere i tempi e i luoghi delle discussioni nella massima assise cittadina. Una maggioranza che necessariamente fa ciò che dice il sindaco, pena il siluramento, l’estromissione dalle decisioni che riguardano la maggioranza e l’esclusione dalle riunioni tra “quelli che contano” (vedi Francesco Nappi silurato dall’A.S.M.). Un’intolleranza verso i giornalisti di cui abbiamo avuto conferma mentre lavoravamo alla preparazione di questo numero di Quindici. Alla richiesta di un nostro collaboratore di poter fare qualche domanda al dirigente comunale su un progetto di riqualifi cazione in atto, l’assessore incaricato ci risponde infastidito: “sì, ma cosa volete sapere?”, quasi avessimo fatto una richiesta illegittima. Non volevamo nient’altro che sapere come stanno spendendo i nostri soldi e farlo sapere a tutti i cittadini, magari avendo in anticipo il progetto così da sottoporlo al loro giudizio, risparmiando così le brutture messe in atto durante le riqualifi cazioni delle piazze (vedi Principe di Napoli), e la ripavimentazione di alcune vie del centro storico trasformatisi in torrenti (la cosa non era mai accaduta prima) durante gli ultimi temporali estivi, dopo il rifacimento della pavimentazione. Il giudizio dei cittadini è il vero tallone d’Achille di un’amministrazione, la quale dovrebbe avere a cuore il parere degli elettori, gli stessi a cui il sindaco Antonio Azzollini fa spesso riferimento per legittimare le sue “manovre di potere” e al giudizio dei quali l’amministrazione comunale non vuole ormai più sottoporsi.

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