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Il Presidio del Libro ricorda Antonio Cederna Venerdì presentata la riedizione del suo libro I vandali in casa
21 novembre 2006

MOLFETTA - Dieci anni fa, il 27 agosto 1996, moriva Antonio Cederna. Aveva 75 anni. Archeologo, giornalista e parlamentare, tra i fondatori nel 1955 di Italia Nostra, fu impegnato per quasi mezzo secolo nella difesa del patrimonio culturale e ambientale italiano. Fu l'artefice di battaglie per la tutela del paesaggio, per la salvaguardia dei centri storici, sostenitore di una corretta urbanistica e avversario della speculazione edilizia. Nel 1956 pubblicò il suo primo libro I van-dali in casa, che i primi di settembre è uscito in una nuova edizione da Laterza. Venerdì, 24 novembre, con inizio alle 18,30 si svolgerà a cura del Presidio del Libro di Molfetta, presso la Fabbrica di San Domenico, un incontro a cui parteciperanno oltre al curatore della riedizione Francesco Erbani giornalista di Repubblica, Dino Borri professo-re di Tecnica Urbanistica presso il Politecnico di Bari, Annalisa Cipriani del Centro docu-mentazione “A. Cederna” di Italia Nostra e Giacinto Giglio, rappresentante ONG Ambiente CDS Por PUGLIA. ANTONIO CEDERNA dedicò tutta la sua vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ar-cheologico ed ambientale. Anche gli ultimi frangenti della sua esistenza (Cederna si spense nell'estate del 1996) lo videro impegnato nelle sue campagne per scongiurare gli annunciati sac-cheggi del territorio in vista del 2000. Iniziata la sua attività come archeologo, alla fine degli anni '60 cominciò ad impegnarsi sulla stampa nella denuncia sistematica di quanto metteva a rischio l'integrità culturale del Belpaese. Sul Mondo, sul Corriere della Sera e quindi sull'Espresso e su Repubblica affrontò le questioni della difesa dei centri storici (Roma e Milano in particolare), dell'integrità della campagna della via Appia Antica, della tutela dei Parchi nazionali, della lotta al-la cementificazione dei litorali dalla Liguria al Lazio, alla Sardegna, della prevenzione del dissesto idrogeologico. La convinzione elementare che sostenne questo lungo impegno fu che non si salvava il territorio, l'ambiente e il patrimonio culturale se non si pone fine all'inquinamento urbanistico, alla prolifera-zione indiscriminata cioè di cemento e asfalto, senza una attenta politica di pianificazione. Negli anni settanta Antonio Cederna fu membro del Consiglio Superiore del Ministero dei lavori pubblici. Fu eletto alla Camera dei Deputati dal 1987 al 1992. Fu anche consigliere comunale a Roma, presidente del Comitato di Gestione del Parco dell'Appia Antica, presidente della sezione romana di "Italia Nostra". Negli anni '70 fu insignito di medaglia d'oro dalla Commissione per la conservazione della natura del CNR. FRANCESCO ERBANI, lavora nella redazione culturale di “Repubblica”. Ha pubblicato, tra l'altro, La questione meridionale ne “Il mondo” di Mario Pannunzio (1990), il saggio La vita cultu-rale comparso in Roma del 2000 (a cura di L. De Rosa, 2000) e Uno strano italiano. Antonio Ian-nello e lo scempio dell'ambiente (2002), L'Italia maltrattata (2003). Nel 2003 ha vinto il Premio di Giornalismo civile.
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