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Il Gruppo Ciccolella replica al sindaco di Terlizzi e all'assessore provinciale Zaza
02 settembre 2007

MOLFETTA - Il Gruppo “Ciccolella” replica al sindaco di Terlizzi e all'assessore provinciale Zaza. Ecco il testo del comunicato dell'azienda floricola: «La Ciccolella Holding prende atto della ritirata strategica del Sindaco di Terlizzi. L'ingegner di Tria parla ora a nome personale, e non più come rappresentante delle istituzioni e a nome dell'intera amministrazione comunale. Pur compiacendoci della metamorfosi, raccomandiamo per il futuro un esercizio più tempestivo di questa cautela. Sono scomparse anche le accuse di umiliazioni e offese alla dignità dei lavoratori. A quanto sembra, all'Ingegner Di Tria la condizione di “illegalità” nella quale verserebbero i nostri dipendenti, appare oggi molto meno “palese” di quanto non lo fosse al Sindaco Di Tria. Ci associamo senza esitazioni all'appello dell'Ingegner Di Tria contro le violazioni dei diritti, e assicuriamo ancora una volta sia il Sindaco che l'Ingegnere che tali violazioni non avvengono nella nostra azienda. Siamo in totale accordo con L'ingegner Di Tria sul fatto che gli organi preposti debbano chiarire la fondatezza delle violazioni che gli stessi lavoratori vorranno denunciare. Confermiamo che, ad oggi, dopo verifiche numerose ed estremamente accurate (l'ultima risale al mese di Agosto), tali organi non hanno rilevato violazioni di alcun tipo. Vorremmo sinceramente poter rispondere alla lunga serie di domande poste dall'Ingegner Di Tria e dall' Ass.re Zaza sulle reali motivazioni dello sciopero indetto l'altro ieri, ma crediamo che le risposte debbano pervenire da chi lo sciopero lo ha indetto. Anche noi, insieme all'opinione pubblica, siamo ansiosi di ottenere una risposta. Possiamo però fornire qualche utile indizio: lo sciopero è stato indetto solo da uno dei tre sindacati presenti in azienda, il più largamente minoritario, ed ha visto l'adesione di un numero di lavoratori insignificante sul totale della forza lavoro. Può essere che le motivazioni palesate della mobilitazione fossero infondate e che quelle reali fossero inconfessabili? Confidiamo nel discernimento dell'Ingegner Di Tria e dell' Ass.re Zaza, che riteniamo sia almeno pari a quello della stragrande maggioranza dei nostri dipendenti, per rispondere alla questione. Abbiamo diversi ingegneri che partecipano alla gestione della nostra azienda, ma attualmente Di Tria non risulta essere tra questi. Vorremmo rassicurare i nostri azionisti sul fatto che la nostra azienda è tuttora gestita da un regolare consiglio di amministrazione e da un valido team di manager, nonché controllata da tutti gli organismi previsti dalle vigenti leggi: al di fuori di questi, l'azienda non tollera e continuerà a non tollerare intromissioni di alcun tipo. Queste, ad oggi, sono le leggi, ma sembra che Di Tria voglia plasmarne di diverse, di suo maggiore gradimento. Ribadendo che le dichiarazioni calunniose costituiscono atti illeciti alla pari dei comportamenti antisindacali di cui siamo accusati, ci dichiariamo disponibili a verificare la buona fede delle affermazioni rivolte contro la nostra azienda, accogliendo l'auspicio dell'Assessore Zaza e dando pertanto mandato in tal senso ai nostri legali. Vorremmo infine chiarire che l'indignazione della nostra società espressa nel precedente comunicato nasce essenzialmente dall'uso strumentale della categoria del rispetto dei diritti umani nei diversi commenti. Tali affermazioni offendono profondamente la sensibilità di tutti i dipendenti della nostra azienda e delle loro famiglie. Mettere i nostri luoghi di lavoro sullo stesso piano di un campo profughi in Palestina, di una prigione illegale a Cuba o di un villaggio del Darfur, è una operazione a nostro giudizio miserabile che infierisce ulteriormente su chi in questi luoghi ogni giorno soffre realmente».
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