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Il centrosinistra chiede la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico sulla questione-legalità La richiesta sarà inoltrata domani mattina. Probabilmente la seduta si terrà venerdì o lunedì prossimi
10 ottobre 2006

MOLFETTA - Un Consiglio Comunale monotematico per parlare della gravità della situazione sicurezza in città, questa la richiesta che, nella mattinata di domani, i gruppi consigliari del centrosinistra inoltreranno al Presidente del Consiglio Comunale ed al sindaco, a seguito dei gravissimi episodi di sangue accaduti questa mattina, ultima tappa di una escalation di violenza che a Molfetta non si registrava da anni. “Le opposizioni di centrosinistra – si legge in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio – preoccupate per la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, chiamano le istituzioni locali a prendere atto della gravità della situazione e a reagire prontamente e duramente”. La motivazione di una discussione urgente in Consiglio Comunale – così come si legge nella richiesta di convocazione - risiede nel fatto che gli episodi di criminalità “si ripetono nella nostra città con preoccupante frequenza, destando timore e preoccupazione nella cittadinanza che avverte rischi sempre più incombenti per la propria incolumità”. I consiglieri comunali di minoranza evidenziano anche come “gli organi di informazione locali, regionali e nazionali hanno diffuso la notizia della sparatoria di questa mattina con indubbia oggettività, ma veicolando inevitabilmente una immagine negativa della città”. “Tutto ciò premesso – prosegue il documento diffuso dall'opposizione – considerata la gravità e l'urgenza delle questioni sollevate e ritenuta necessaria un'immediata risposta delle istituzioni cittadine, i consiglieri comunali di opposizione chiedono una dettagliata relazione del Sindaco sullo stato dell'ordine pubblico in città ed un serio e approfondito dibattito in Consiglio Comunale per individuare le iniziative più appropriate per contrastare la criminalità e la cultura dell'illegalità”. La data sarà stabilita nelle prossime ore da una apposita conferenza dei capigruppo, ma con ogni probabilità il Consiglio Comunale monotematico dovrebbe essere convocato per il prossimo venerdì o, più probabilmente, per il successivo lunedì. E chissà se almeno questa volta il sindaco, Antonio Azzollini (in questi giorni a Roma per discutere della Finanziaria), si deciderà a riconoscere pubblicamente che, in effetti, un problema legato alla sicurezza in città esiste davvero, come noi di Quindici andiamo ripetendo da tempo, e che quello che sta accadendo non è il frutto della fervida immaginazione dei “soliti giornalisti faziosi” (come ebbe modo di sostenere in un improvvido comunicato stampa di qualche tempo fa) ma una realtà drammatica con la quale occorre fare i conti, senza minimizzare la portata del problema. O voltare colpevolmente lo sguardo da un'altra parte.
Autore: Giu. Cal.
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Egr. Sig. "guardia e ladri", penso che il suo intervento meriti una risposta articolata che cercherò di darle per chiarire una volta per tutte la mia posizione personale e quella del giornale su questa vicenda e, più in generale, sulla questione sicurezza e legalità a Molfetta. Io non credo che tutto quello che sta succedendo nella nostra città sia attribuibile all'attuale amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco Azzollini. Chiariamolo una volta per tutte così finisce questa cantilena. D'altro canto è da così poco tempo al governo che, pur volendo, non avrebbe certo potuto determinare una emergenza di tale portata. L'accusa che, però, lancio a questa amministrazione è che continua a minimizzare quanto sta accadendo creando in tal modo le condizioni perchè l'illegalità dilaghi. Se le istituzioni dicono pubblicamente, dinnanzi ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti, che le notizie degli episodi di criminalità sono tutte fandonie inventate da un solo giornale, bè gli autori di certi illeciti si sentono necessariamente "protetti" e legittimati a continuare nelle loro opere criminose. Allora il riconoscimento della realtà è un passaggio obbligato, non una formalità di rito. Nè si può dire - come qualcuno ha fatto in passato - che noi di Quindici abbiamo sposato questa battaglia (unici a Molfetta, come molti lettori ci riconoscono) solo ora. Sono anni ormai che denunciamo il progressivo decadimento del senso civico in questa città e lanciamo preoccupati allarmi alle istituzioni perchè intervengano. Il punto è che questi allarmi sono inascoltati. Sempre inascoltati. Ma noi non siamo particolarmente bravi o intelligenti, non siamo particolarmente arguti o perspicaci, no. Noi la città la viviamo, giriamo per le strade, conosciamo molta gente e ci guardiamo attorno e percepiamo segnali inquietanti che, forse, chi vive nel Palazzo (o nei dorati ed ovattati Palazzi romani) non vede. Ed, invece di ascoltare, chi vive sul Palazzo attacca quegli organi di informazione che fanno il loro dovere, raccontando la realtà e denunciando quel che accade. E' ammissibile tutto questo? Perchè si riesca a ristabilire un contesto di sicurezza e legalità in questa città serve che innanzitutto le istituzioni facciano sentire la loro voce, dura e ferma. Ed invece? Invece da un lato si minimizza e dall'altro (diciamocelo una volta per tutte con chiarezza) con certi ambienti si riscontrano pericolose contiguità di parte del ceto politico. Non dimentichiamo che solo qualche tempo fa apparve su tutti i giornali regionali la notizia della partecipazione di due rappresentanti delle istituzioni al funerale di un noto boss della malavita locale. E che alle ultime elezioni amministrative determinate famiglie e determinati ambienti siano stati il principale serbatoio di voti di alcuni partiti e di alcuni esponenti politici, è un dato inconfutabile che chi ha fatto campagna elettorale alle scorse amministrative conosce bene. Che credibilità hanno le istituzioni, allora? Per non parlare del fatto dei tanti rappresentanti istituzionali che sono tuttora "attenzionati" dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Qui se non cambia il clima (il clima, badi bene, non la maggioranza) non si risolverà questo problema. Si fa un grosso parlare delle operazioni Reset, Primavera e Bancomat. Di sicuro quelle furono iniziative della magistratura, condotte dalle forze dell'ordine, ma l'amministrazione dell'epoca creò il contesto perchè quelle istituzioni potessero operare con fermezza e rigore. Oggi, invece, chi governa non perde occasione per attaccare e delegittimare i giudici, colpevoli di indagare su certi fenomeni inquietanti che hanno visto per protagonisti alcuni rappresentanti del centrodestra. I nomi li conosciamo tutti. Pensa che sia questo il compito delle istituzioni? Io no. Ed allora prendere coscienza di quanto sta accadendo in città, dire una parola forte contro tutto quanto sta accadendo è il dovere minimo di un sindaco, dal quale poi deriva tutto il resto. Ed invece sul Palazzo di Città sono più impegnati a sfornare comunicati stampa contro Quindici. Non le sembra assurdo? Poi c'è tutta la questione dell'indulto. E' evidente che quel provvedimento è stato sbagliato e foriero di mille problemi. Chi mi consoce sa che, anche pubblicamente, ho esternato (da modesto ed umile "giurista") tutta la mia contrarietà a quel provvedimento. Ma strumentalizzare quella legge a fini politici e propagandistici per scaricarsi da ogni responsabilità è inaccettabile. Specie da chi quella legge ha voluto e votato. Perchè anche qui va sgomberato il campo da un equivoco: l'indulto, in quanto provvedimento di clemenza, è un tipico atto di natura parlamentare che non viene proposto dal governo e che per passare ha bisogno del voto dei 2/3 del Parlamento. Ed allora basta con l'attribuire responsabilità ad altri per costruirsi una verginità che non esiste. E poi, i servizi sociali dove sono? Cosa hanno fatto in questi anni per creare le condizioni perchè coloro che fossero usciti di galera anche grazie a provvedimenti di clemenza, potessero reinserirsi nel contesto sociale della città? E' possibile immaginare che un assessorato alla Socialità possa essere solo una "cassa" che distribuisce una elemosina sotto forma di contributo a questo o a quello? Vogliamo parlare anche di questo? Come vede il problema ha mille sfaccettature ma per risolverlo occorre parlarne, non mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Per questo vedo di buon grado la discussione in Consiglio Comunale. Una occasione perchè ciascuno, in un contesto istituzionale, possa assumersi pubblicamente le proprie responsabilità. Sarebbe bello se a quel Consiglio partecipassero anche tantissimi cittadini. Sarebbe la risposta più forte e più bella di Molfetta a chi vuole riportarla a vivere nella paura. Cordialmente Giulio Calvani





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