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Ab-uli-via, l'emigrazione del sud e il canto malinconico. Teatro a Molfetta La storia di un contadino e del suo ulivo venduto ad un ricco dottore del nord. Uno spettacolo denuncia guidato dal talento di Francesco Tammacco
03 settembre 2007

MOLFETTA - La gente del sud continua ad emigrare verso il nord, in cerca di speranze e certezze per il futuro. I talenti della nostra terra arricchiscono le grandi aziende ed impoveriscono l'humus sociale del meridione. Da sempre il tema dell'emigrazione è al centro di dibattiti, studi e pubblicazioni ed ora, quelle speranze, sono raccontate in uno spettacolo teatrale dal titolo: “Ab-uli-via, canto di un pensiero non potato”. E' la storia di un contadino che piange il vuoto nella terra lasciato da un ulivo spiantato e venduto ad un ricco dottore di Milano, un ulivo che incarna la storia dei giovani del sud, costretti alla fuga dalla nostra terra e che lasciano vuoti incolmabili. “Ab-Uli-Via è il grido di speranza e di dolore cui è sottoposta la carne viva della gente del mezzogiorno”, spiega Francesco Tammacco (nella foto, in una scena dello spettacolo). Uno spettacolo nello spettacolo con un maestoso ulivo al centro della scena, testimone silenzioso dell'infinita giostra umana. La bravura di Francesco Tammacco, Rosa Tarantino e Felice Altomare, diretti da Matilde Bonaccia, il 5 settembre al Teatro di Ponente, ore 21. Un canto malinconico, quasi magico, una speranza di cambiamento. Infoline www.ilcarrodeicomici.it Prevendita: www.bookingshow.it TEL: 333 862.81.24; TEL: 899 030 822; TEL: 340 377.47.85
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