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I molfettesi invadono Londra Da anni un Tour operator internazionale sceglie i molfettesi nel suo staff
15 settembre 2003

Può capitare trovandosi a Covent Garden una domenica mattina d'estate di provare una strana sensazione di dejà vu. Apparentemente inspiegabile perché magari è la tua prima volta a Londra, metti a fuoco e ti rendi conto che la sensazione è invece giustificata: non è il posto, sono le persone quelle che hai già visto. Torni nel college dove lavori ripetendoti la solita frase: “i molfettesi li trovi proprio dappertutto” quando incappando in un inglese che ti chiede “Where are you from?” cerchi di spiegargli col tuo inglese scolastico deve sia Bari. E lì può capitare che tu rimanga nuovamente perplesso di fronte allo straniero interlocutore che, sorridente, ti risponde “oh, yes is it near Molfetta!?!”. Sembra bizzarro detto così, ma è questo quello che succede ogni anno alle dozzine di ragazzi molfettesi che per la prima volta lavorano all'estero con un tour operator sammarinese che da anni è leader nell'organizzazione di viaggi studio per adolescenti (per lo più figli di dipendenti statali iscritti all'Inpdap). Pare, anzi è certo, che questa società preferisca il personale molfettese tanto che in alcuni college più del 50 percento dello staff è composto da nostri concittadini (nella foto il gruppo di molfettesi a Londra). Dai direttori, ai lavandai, passando per i group leader e gli animatori seguendo una prassi che ormai si ripete da molti anni ci sono molfettesi a tutti i livelli dei vari organigrammi. I motivi? Apparentemente sconosciuti. Poco probabile l'ipotesi che vede i molfettesi profondi conoscitori della lingua di Shakespeare. Più probabile che a far preferire lo staff di molfettesi sia la loro capacità di adattamento a situazioni nuove, unita ad un'indispensabile voglia di socialità. D'altro canto stiamo parlando di un'esperienza di lavoro entusiasmante che permette di vedere e vivere meravigliose città straniere, guadagnando anche un discreto gruzzolo, in un ambiente che (almeno per quanto ci riguarda) non potrebbe essere più familiare. E' forse questo è uno degli altri motivi, le buone referenze dei pionieri molfettesi hanno permesso ai nuovi di avere più possibilità magari di altri di altre città. Ma poco importa. Ciò che conta è che anche quest'anno moltissimi sono stati coloro che, grazie anche ad un ufficio del personale apertosi proprio in città, hanno invaso Londra e non solo. Infatti anche l'Irlanda, diverse colonie in Italia e persino gli Stati Uniti sono meta per i vacanzieri figli dei dipendenti statali. Ed anche lì non possono mancare i molfettesi nello staff. Insomma a parte il divertente aspetto folcloristico la cosa importante e che per i giovani della nostra città c'è un'importante opportunità di lavoro estiva e di certi tempi fa piacere saperlo. Fabrizio Fusaro
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