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I Cobas scuola di Molfetta invitano a scioperare e boicottare i quiz Invalsi il 6 e il 7 maggio (infanzia e elementare) e il 13 maggio (media e superiore)
06 maggio 2014

MOLFETTA – «Dal 6 al 13 maggio si ripeterà il rito distruttivo e insensato dei quiz Invalsi, reiterati malgrado il loro fallimento acclarato – dicono i Cobas di Molfetta riportando un comunicato di Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS -. E che l’Invalsi sia inutile e dannoso non è solo l’opinione dei COBAS che hanno sempre denunciato e combattuto la scuola-quiz, ma ora è addirittura l’ammissione dei nostri principali avversari in questa battaglia culturale e sindacale, e cioè la Fondazione Agnelli, finora protagonista dell’infatuazione “invalsiana”. E’ esplosa negli ultimi mesi una furiosa diatriba per la gestione dell’Invalsi tra l’apparato ministeriale e le strutture legate alla Fiat e ad altre aziende, che tanto hanno brigato per imporre nella scuola la valutazione mediante quiz.

E proprio quegli ambienti industriali sostenitori dell’aziendalizzazione della scuola, hanno scaricato ogni responsabilità per l’infimo gradimento dei quiz sul MIUR, accusato di essere il responsabile del tentativo di collegare premi e punizioni per i docenti ai risultati dei quiz,  provocando così il rifiuto di essi: tentativo confermato dalla neo-ministra Giannini che ribadisce come, senza le punizioni per le scuole e per i docenti i cui studenti vanno male alle prove, i quiz siano un gioco inutile.
Ora che l’ammissione della fallimentare scuola-quiz viene anche dai principali promotori di essa, ci auguriamo che docenti ed Ata colgano in massa l’occasione che i COBAS forniscono con gli scioperi durante le prove Invalsi, il 6 e 7 maggio per la scuola dell’infanzia e per le elementari e il 13 maggio per le medie e le superiori per dare, insieme a studenti e genitori, il colpo decisivo alla traballante baracca Invalsi e alla funesta scuola-quiz.

Però in queste settimane il nuovo Grande Imbonitore, quel Renzi che ha già superato il maestro Berlusconi nell’arte di vendere fumo, dopo essersi impegnato a parole per restituire dignità e finanziamenti alla scuola pubblica ha rivelato attraverso le parole della ministra Giannini le vere intenzioni del governo, oltre al rilancio della scuola-quiz: aumentare i finanziamenti per la scuola privata e realizzarne la “piena eguaglianza” con la pubblica; tagliare un anno di scolarità e quindi un’altra cospicua parte di spese per l’istruzione, già ridotte del 30% negli ultimi 20 anni; cancellare gli scatti di anzianità e bloccare per altri sei anni i salari nella scuola e in tutto il PI.

Gli scioperi sono dunque promossi anche per restituire a docenti ed Ata gli scatti di anzianità e 300 euro mensili di aumento come parziale recupero del salario perso negli ultimi anni, per dire NO ai soldi alle scuole private, alla riduzione di un anno della scolarità, ai BES, alle classi-pollaio; per massicci investimenti nella scuola pubblica, per l’assunzione stabile dei docenti ed ATA precari e la definitiva garanzia del mantenimento del ruolo docente per gli “inidonei”, per il pensionamento immediato dei Quota 96». 

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