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I “Verdi”: tutto chiarito con il sindaco Interviste al neo assessore e al coordinatore sulla situazione politico-amministrativa
15 dicembre 1999

Il movimento dei Verdi, assieme ad altri partiti della maggioranza, è stato protagonista negli ultimi mesi della crisi politico-amministrativa. La nomina di Matteo Innominato ad assessore ai Lavori pubblici, al posto del dimissionario Beppe Pansini, sembra aver calmato le acque. Abbiamo sentito sia il neo assessore sia il consigliere Pino Amato, coordinatore cittadino del movimento per fare il punto della situazione. Matteo Innominato - 42 anni, dipendente del Comune di Minervino Murge, sposato, due figli, nessun hobby particolare - è il nuovo assessore ai Lavori pubblici, con delega ai contratti e appalti, all’ambiente, ai rapporti con le aziende municipalizzate e al centro storico, almeno per quanto riguarda le questioni ambientali. Assessore Innominato, quali sono le priorità che si propone nell’attività amministrativa? “Prima di tutto proseguire il lavoro svolto dal mio predecessore Pansini. Come primo atto mi sto dedicando ad un monitoraggio delle opere cantierizzate per scoprire se vi sono dei ritardi, anche se da un esame iniziale mi pare che tutto proceda nei tempi e nei modi stabiliti. Mi preme verificare che parta senza problemi la costruzione del nuovo lotto di cassettoni: al cimitero siamo in una situazione d’emergenza che va sanata al più presto. Entro la fine dell’anno sono poi da espletare le gare d’appalto per le opere finanziate con fondi Cipe, che altrimenti sarebbero perduti”. E per quanto riguarda le tematiche ambientali? “Innanzitutto vogliamo creare una commissione apposita sul fenomeno dell’elettromagnetismo, mi propongo anche di istituire delle centraline per la rilevazione del monossido di carbonio. C’è poi il traliccio Enel che da anni impegna noi Verdi, questione di non facile soluzione, anche se ho già preso dei contatti con l’Enel per esplorare tutte le possibili vie d’uscita. Mi sto attivando anche in vista dell’attuazione dell’art. 51, per evitare che nelle nuove zone d’espansione si possa verificare un fenomeno simile, di tralicci in mezzo alle abitazioni”. Pino Amato come mai i Verdi hanno accettato l’assessorato, dopo aver pubblicamente dichiarato solo qualche settimana fa di rinunciare ad ogni incarico amministrativo? “Non vi è contraddizione. Nello stesso documento di rinuncia all’assessorato chiarivamo che lo facevamo per creare le condizioni affinché il sindaco potesse ripartire, sia con la giunta sia con la coalizione di centro sinistra. Nell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo verificato che questo non accadeva, nonostante la rinuncia dei Verdi, altri consiglieri hanno avuto sempre lo stesso atteggiamento. Verificatosi questo, il Sindaco ha ritenuto opportuno farci pervenire una lettera dove invitava i Verdi a rientrare nella giunta, come forza che rappresenta in questa città l’area ambientalista”. In un’intervista rilasciata nel mese d’ottobre a QUINDICI lei aveva denunciato la scarsa incisività dell’azione amministrativa sulle questioni ambientali. Cosa è cambiato rispetto ad allora? “Il Sindaco ha compreso il problema politico dei Verdi e i compiti affidati ad Innominato sono stati potenziati rispetto a quelli del suo predecessore Pansini, proprio dal punto di vista ambientale, ad esempio con la delega ai rapporti con l’Asm, in sede di bilancio, ne abbiamo già discusso con l’assessore Sallustio, stiamo pensando a delle specifiche cifre da destinare alle questioni che riguardano l’ambiente. Sono aspetti chiariti con il Sindaco e con la coalizione, pertanto i Verdi hanno ritenuto di aver raggiunto in ogni caso un risultato politico. Non giudichiamo ci sia contraddizione con quanto affermato in passato”. Tutto questo lascia presupporre che non ci saranno difficoltà in Consiglio comunale da parte dei due consiglieri verdi? “Assolutamente no, intanto i Verdi, di là delle polemiche, sono forse sono stati l’unica forza politica che ha sempre mostrato senso di responsabilità quando si è giunti ai momenti concreti e potevamo essere determinati in alcune situazioni. Anch’io, come capogruppo dei Verdi, nella scelta dell’assessore, ho saputo fare un passo indietro, mentre avrei potuto insistere sul mio nome, indicato prioritariamente dall’assemblea degli iscritti. Mi interessa di più la questione della crescita dei Verdi a Molfetta”. Quali sono i rapporti con Tommaso Minervini? Ad un certo punto è sembrato che le vostre strade fossero convergenti. “L’ho chiarito anche in Consiglio, quando ho dichiarato che noi non siamo un’aggregazione di persone che andiamo dietro ai singoli personaggi, e che non abbiamo mai rigettato il progetto politico di questa coalizione, intendiamo lavorare su questo progetto e recuperare e unire tutti i soggetti che hanno aderito il ’98. Tommaso è un amico come persona, ma dal punto di vista politico sono due cose diverse. Lui ci faceva un discorso di rilancio del centro sinistra e su questo potevamo essere d’accordo, dopo abbiamo scoperto che forse i suoi progetti erano diversi, e non voglio aggiungere altro”. Quindi per quanto vi riguarda non vi sono più problemi con il sindaco? “I problemi che c’erano sono stati risolti, i Verdi sono molto leali, non hanno mai voltato le spalle né a questa amministrazione né a questo sindaco, lo potete verificare, è l’unica forza politica che è sempre stata presente in Consiglio comunale. I problemi sono quelli d’altre forze politiche che già subito dopo le elezioni hanno creato difficoltà a questa coalizione. Il problema dei Verdi si può considerare superato”. Lella Salvemini
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