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Guide del Pulo improvvisate o no?
15 ottobre 1999

Gentile direttore, dopo aver letto l’articolo, apparso a pag. 9 dell’ultimo numero del suo giornale, intitolato: ”Il Pulo Cometa d’agosto”, e vista la sua proclamata sensibilità nei confronti dei lettori, ci permettiamo di farle alcuni appunti in merito agli apprezzamenti gratuiti e poco circostanziati scritti a chiare lettere nella locandina del succitato giornale e nell’articolo del signor Massimiliano Piscitelli. Avrà capito che siamo le 12 guide che da quasi due mesi lavorano presso il sito archeologico del Pulo. Siamo lavoratrici socialmente utili le quali, non appena è stato dato loro l’incarico di svolgere questa mansione, si sono prontamente attivate, con molto entusiasmo e a proprie spese, per documentarsi in vari modi: acquisto di testi, ricerche nella biblioteca comunale e altre fonti reperite anche alla partecipazione di un congruo gruppo di noi all’ultimo corso di “guida turistica” gestito dalla Proloco col patrocinio del Comune di Molfetta. Fra di noi ci sono dottoresse in lettere e in scienze naturali e nel nostro lavoro siamo affiancate da guide volontarie. Ci impegniamo al massimo per svolgere al meglio la nostra mansione e meritarci il sussidio che riceviamo mensilmente. Le nostre informazioni sul sito sono ad ampio raggio e comprendono perciò sia le ipotesi scientifiche che le credenze popolari. Riteniamo infatti che queste ultime facciano parte del patrimonio culturale dei molfettesi, come la credenza antica degli abitanti del luogo che il Pulo fosse il cratere di un vulcano inattivo, citata nell’opera dell’autorevole A. Jatta, (1876), Il Pulo di Molfetta, Candeletti, Torino, che evidentemente il signor Piscitelli ignora. Non accettiamo perciò di essere definite né vaghe, tantomeno improvvisate, visto che riceviamo quotidianamente apprezzamenti dai visitatori, alcuni dei quali si sono disturbati a documentare i loro complimenti sul registro delle presenze che la invitiamo a visionare. Sicuri nel suo rispetto nei confronti dei lettori, le inviamo questa nostra lettera di cui gradiremmo la pubblicazione, perché sia chiaro a tutti il nostro ruolo, e ci venga data la possibilità di difenderci dalle offensive considerazioni sul nostro lavoro fatte nella sua testata. Sicure di un pronto riscontro, le comunichiamo che saremmo liete di accompagnarla in visita al Pulo con il firmatario dell’articolo di cui sopra, che invitiamo, se mai ce ne fosse bisogno, a confutare le nostre informazioni al momento, e alle dirette interessate, munite di regolare cartellino di riconoscimento con tanto di foto e generalità, che citeranno all’occorrenza le fonti delle loro affermazioni. La salutiamo cordialmente. Le guide del Pulo di Molfetta Vi ringrazio innanzitutto della lettera critica ma educata (di questi tempi l’educazione non è di moda). Un giornalista deve fare il suo mestiere, che purtroppo, è anche quello di scrivere cose spiacevoli, che rientrano nel diritto di critica e nella libertà di opinione garantita dalla Costituzione, ma scarsamente “garantita” nella pratica. E’ giusto, perciò, che anche il giornalista abbia il diritto di esprimere opinioni? Il mio collaboratore Massimiliano Piscitelli, come sottolinea egli stesso nella replica che segue, ha fatto delle osservazioni alla sua visita, senza nessun intento offensivo (questo è meglio precisarlo subito e chiaramente, a scanso di equivoci). L’impressione che le guide fossero improvvisate l’hanno avuta (e me lo hanno riferito) anche altri visitatori. Questo è il bello della democrazia e della libertà. E’ come quando si va a vedere un film: c’è chi lo apprezza molto e chi lo critica aspramente. Tutto dipende dalla cultura e dalla sensibilità di ciascuno di noi. Una sola considerazione desidererei aggiungere: dalla vostra lettera l’aggettivo “improvvisate” trova una conferma (“assumersi un compito per il quale non si ha una preparazione specifica”, vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli) quando raccontate come vi siete documentate. E poi essere laureate in lettere non significa essere competenti in tutto: in questa materia occorre una preparazione ad indirizzo artistico. Comunque il confronto è sempre positivo, soprattutto quando è fatto in termini civili. Spero comunque di trovare un po’ di tempo (il mio lavoro, purtroppo, non me ne lascia neanche per la famiglia) per venire a visitare il Pulo, sotto la vostra guida. Cordialità Felice de Sanctis Come ha già scritto il direttore, dalla lettera delle guide emerge chiaramente l’improvvisazione nella preparazione. Non si può parlare, poi, di informazione “ad ampio raggio” quando si considera il sito solo archeologico. Per quanto riguarda l’origine vulcanica, è importante parlare ai visitatori delle credenze popolari del secolo scorso, ma è doveroso nei loro confronti distinguerle dalle ipotesi scientifiche che sono ben diverse. Purtroppo durante la visita da me seguita, non ci fu questa distinzione tanto che molti dei presenti rimasero molto incuriositi da questa “nuova” teoria fino ad allora sconosciuta. Nel caso del Pulo c’è poca approssimazione: l’origine è carsica! Quando si espongono delle teorie, proprio per non farle apparire vaghe ed imprecise, è bene dare dei riferimenti cronologici e soprattutto esporre le fonti: a poco serve rinfacciarle dopo mesi. Infine io, da visitatore ho espresso le mie osservazioni su un giornale, ovviamente riferite alla “mia” esperienza di visita. Ringrazio per l’invito, ma ho già visitato il Pulo ad agosto, prima di scrivere l’articolo. Per quanto riguarda l’invito a noi a confutare le fonti delle informazioni al momento della visita, non lo devono fare con un giornalista, ma con tutti: altrimenti ci possono essere dei forti equivoci. Massimiliano Piscitelli Perché la biblioteca comunale non dà spazio ai ragazzi? Pochi giorni fa sono andata con delle mie amiche in biblioteca per svolgere una ricerca. Era la mia prima esperienza, non è stata positiva. Noi, inesperte del luogo, eravamo disorientate e gli addetti al pubblico ci hanno trattato in modo brusco e poco paziente. Ad esempio ci hanno sgridate perché non conoscevamo la data del libro richiesto, ci hanno anche rimproverato solo perché non sapevamo in che sala andare per consultare i libri. E allora mi sono chiesta: ma gli addetti alla biblioteca non dovrebbero essere più gentili, specialmente con i ragazzi, per invogliarli alla lettura? Anche quando chiedevamo aiuto ci aiutavano per dovere, ma con una cattiva voglia che traspariva dai loro comportamenti. Io, che avevo visto in televisione biblioteche organizzatissime con settori specializzati per bambini e ragazzi e personale gentilissimo, disponibile e sorridente mi spettavo un’ambiente più accogliente e invece… Credo sia indispensabile per il bene di tutti cambiare e migliorare l’organizzazione della nostra biblioteca negli orari, nei servizi e nella qualità. Io vorrei che la biblioteca diventi per i ragazzi un luogo piacevole e stimolante per andare tranquillamente anche solo a leggere un fumetto! Paola Mastropasqua Cara Paola, abbiamo ricevuto altre lamentele di questo tipo, anche da alcuni ragazzi di scuola media che volevano fare una ricerca su Molfetta consultando e fotocopiando alcune pagine di “Quindici”, ma hanno trovato difficoltà. La cosa ci appare strana e inspiegabile. Con noi il personale della biblioteca è stato sempre gentile e paziente. Evidentemente lo è meno con i ragazzi, forse perché non tutti sono educati e disciplinati come te e gli altri che volevano consultare “Quindici” per motivi di studio. Perciò rivolgiamo un invito ai dipendenti della biblioteca ad una maggiore pazienza e ai ragazzi ad una maggiore educazione. C’è, poi, il problema delle fotocopie che credo sia ora di affrontare in modo definitivo, dotando la biblioteca di una fotocopiatrice in grado anche di produrre decine di copie (quando è necessario) per il pubblico. E questo è un invito che rivolgiamo al sindaco.
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