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Guglielmo Minervini: risultato positivo
15 ottobre 2007

Rilanciare un'azione continua e sistematica per andare oltre il perimetro finora delineato dal centrosinistra, e arrivare in prossimità dei bisogni dei cittadini, non solo di coloro che hanno partecipato alle primarie. Così l'assessore regionale Guglielmo Minervini, dopo aver aperto al dialogo con le anime che hanno preso parte a questa consultazione, analizza i risultati delle Primarie per il Partito Democratico. Qualche giorno prima delle elezioni ha dichiarato che raggiungere i 1.500 votanti sarebbe stato un buon risultato. Sono stati 2.154, si è dunque trattato di un successo? «Il risultato in sé è molto positivo perché denuncia la grande disponibilità dei cittadini appena viene data loro una occasione. Esiste, dunque, una domanda di politica che è colmata quando si creano le possibilità, la disaffezione, di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni, riguarda una idea di politica chiusa e intollerante. A Molfetta se non ci fosse stato il disagio creato dalla lunga attesa, sono sicuro che gli elettori sarebbero stati anche maggiori. Quando la politica scommette e si apre, i cittadini prendono spazio». Che partito nasce dopo questa consultazione popolare e come spiegare il risultato ottenuto da De Nicolo? «Nasce un partito robusto con le potenzialità di rappresentare una grande parte di cittadini. È più che una somma di partiti, una somma di anime che ora dovranno spendersi per dar vita ad una nuova grande formazione politica. De Nicolo è un soggetto politico presente nella città da anni, non è un nuovo arrivato. In queste consultazioni ha dimostrato che non è solo un pezzo del passato ma sarà anche un interlocutore per il prossimo futuro del Partito democratico». In ogni caso qualcuno, anche interno alla sinistra, guarda criticamente allo strumento stesso delle Primarie. Si può parlare di un gruppo trasversale agli schieramenti che in queste consultazioni prova a influenzarne i risultati? «Lo strumento delle Primarie si è dimostrato vulnerabile a interferenze di pezzi estranei alla politica. Non so quanto questo fenomeno sia avvenuto anche questa volta. Certo, vedere partecipare al voto anche riconosciuti elettori del centrodestra fa pensare che ci sia la tendenza a una possibile strumentalizzazione. Ma ritengo che nel passaggio di domenica tale incidenza sia stata contenuta». In quale direzione dovrà andare il Partito Democratico se intende estendere l'aria del consenso nella nostra città? «Anche il voto di domenica, congiunto ai passaggi elettorali degli ultimi dieci anni, ci consegna l'immagine di una città complessa. Il centrosinistra sta faticando a mettersi in collegamento con gli altri mondi sociali esterni e a estenderne il consenso. Occorre, quindi, recuperare un'azione politica continua e sistematica. Vi è una quantità crescente di molfettesi che si considerano soli, precari e vulnerabili, rispetto ai quali il centrosinistra deve dimostrarsi vicino, dar loro una ragione in più, offrire una prossimità ai loro bisogni. Altrimenti constaterà la condizione di minoranza, ma consegnarsi a questa fatalità non è legittimo per una forza politica che si candida al governo della città. È, insomma, l'antico tema della sinistra che deve spingersi oltre se stessa senza snaturare se stessa».
Autore: Michele de Sanctis jr.
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