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Guglielmo Minervini: “Interrogazione urgente ad Emiliano su Ospedale di Molfetta”
03 marzo 2016

MOLFETTA - “Scelte incomprensibili, adottate in totale solitudine e senza che se ne conoscano le ragioni”. Questo il giudizio espresso da Guglielmo Minervini, capogruppo in Consiglio Regionale di “Noi a Sinistra per la Puglia”, sul nuovo Piano di Riordino Ospedaliero che, per quanto riguarda Molfetta, prevede una riduzione sensibile dei posti letto (da 101 a 76) e la cessazione di due reparti di fondamentale importanza, come urologia e cardiologia.

“Ho depositato questa mattina – ha proseguito Minervini – una interrogazione urgente, in Consiglio, al Presidente Michele Emiliano per chiedere conto al governo regionale del suo operato. Deve chiarire quanto prima i molti punti oscuri di questa vicenda, nella quale certo non ha brillato per trasparenza e condivisione nelle decisioni. La rimodulazione dei posti letto tra le diverse strutture sanitarie non può che partire da un quadro chiaro delle informazioni sulle quali confrontarsi per operare le migliori scelte possibili. Ebbene, tutto questo è mancato e le decisioni assunte appaiono come la conseguenza di logiche opache. Non ha alcun senso, per esempio, chiudere un reparto di eccellenza come quello di Urologia a Molfetta che ha sempre garantito elevatissimi standard di qualità tanto da essere considerato punto di riferimento per pazienti provenienti da moltissime città. Allo stesso modo appare incomprensibile la scelta di disattivare il reparto di cardiologia del “Don Tonino Bello” che rappresenta un presidio di fondamentale importanza per i bisogni del territorio oltre che per assicurare un sereno decorso post-operatorio per i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici, tanto da ritenere che la chiusura di quel reparto avrà in futuro delle inevitabili ricadute negative anche sul reparto di chirurgia. E questo ridimensionamento viene aggravato dalla previsione della chiusura dei reparti di pediatria e ginecologia del presidio di Corato, punto di riferimento per un bacino di utenza molto vasto. Tutto questo sta determinando una comprensibile e giustificata condizione di grave preoccupazione tra i cittadini dell’intero comprensorio territoriale. E per questo vogliamo vederci chiaro”.

“Ho chiesto – spiega ancora Minervini nell’illustrare la sua interrogazione urgente –, di conoscere esattamente quali siano i dati reali relativi ai volumi delle prestazioni rese dall’Ospedale di Molfetta e quali siano gli indicatori qualitativi e quantitativi sugli esiti dei ricoveri, visto che nella dettagliata analisi che costituisce il presupposto di questo Piano, la nostra struttura viene accorpata all’Ospedale “San Paolo” di Bari e questo, inevitabilmente, crea molta confusione. E’ necessario fare chiarezza, soprattutto per quel che riguarda i due reparti di urologia e cardiologia che sarebbero destinati alla chiusura”.

Ma c’è anche un altro punto critico contenuto nel Piano di Riordino sul quale Minervini si è soffermato: “Abbiamo chiesto al Presidente Emiliano di spiegarci sulla base di quali elementi oggettivi o valutazioni inoppugnabili si è ritenuto di assegnare una priorità per la realizzazione dei nuovi Ospedali di Andria e del Sud Salento, penalizzando gravemente, in tal modo, il nuovo Ospedale del Nord-Barese che si andrà a realizzare tra Molfetta e Bisceglie e che ora, evidentemente, non rappresenta più una priorità per la Giunta regionale. Tutto questo è molto grave”.

“E’ necessario fare piena luce su tutti questi elementi per sgomberare il campo dal dubbio che certe scelte siano state assunte non sulla base di precisi indicatori di risultato nell’ottica di una strategia complessiva di ripensamento della sanità regionale, ma piuttosto per assecondare pressioni politiche e territoriali. Noi crediamo che la difesa della salute dei cittadini non possa certo piegarsi a certe logiche e che ad orientare le scelte, specie in un campo così delicato, debba essere solo il perseguimento del bene collettivo”.

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La "politica" è tutto ed il contrario di tutto. Il sig. Emiliano (il "GLADIATORE", come veniva definito da Sindaco di Bari, per la sua irruenza, a volte benefica) è forse abituato a decidere da solo, e solo sulla base della propria convenienza del momento. La materia Sanità in Puglia è argomento molto delicato per le sue implicazioni sociali e per il costo economico che anni ed anni di saccheggi e di lobbismo hanno portato all'esasperazione. Era ora di intervenire con azioni drastiche? Penso di si, anche se fa male dirlo. Ogni intervento in questi casi, accontenta questo e scontenta quell'altro. Si scatena sempre quello che viene definito "l'assalto alla diligenza": tutti sgomitano per mantenere le posizioni acquisite, anche in assenza di requisiti. L'Ospedale di Molfetta aveva questi requisiti? Forse si! Tuttavia, il realismo prevedeva che anche "toccato" dalla riforma in corso. Comprensibile, anche se doloroso. Se giuste le informazioni fin qui note, diventa allora incomprensibile questo che si può considerare un vero e proprio capovolgimento di azione, senza un'apparente logica (i lavori in corso presso l'Ospedale confermano l'illogicità del provvedimento di forte ridimensionamento) e dà adito alle voci - maligne? chissà! - su un'operazione torbida di ...scambio di ospedali fra Molfetta e Bisceglie (faccenda sindaco Spina, così evocata). Il "Gladiatore", i suoi sostenitori - prima fra tutti - la sig.ra Altomare vorranno illuminarci? Così, giusto per aver chiare le idee.


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