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Guglielmo Minervini: “Faremo delle primarie fuori dalle righe”
02 agosto 2014

Il candidato alle primarie per la presidenza della Regione Puglia annuncia le priorità: “Partire dalle cose che non hanno funzionato. Da Taranto e dall’Ilva”. Poi lancia una proposta agli altri candidati:  “Facciamo una operazione trasparenza su come si raccolgono e si utilizzano le risorse per le primarie”. Sulla situazione nazionale dice: “Non si rompe il patto di coalizione. Nessuno provi a sostituire Vendola con Cassano”. 

Guglielmo Minervini, dopo l’annuncio qualche giorno fa attraverso la sua pagina facebook, presenta la sua candidatura alle primarie per la presidenza della Regione Puglia nel cortile della Casa del Popolo a San Girolamo a Bari, una cooperativa edilizia vera, dove hanno sperimentato gli spazi sociali, la coabitazione, la cooperazione educativa.

“Faremo delle primarie fuori dalle righe - ha esordito Minervini - Vogliamo far saltare le logiche tradizionali. Chiederemo al popolo del cambiamento di attivarsi non di organizzare i supporter o la claque, chiediamo che ciascuno si senta protagonista di questa sfida. Che ciascuno si senta al centro del cambiamento. Non chiediamo una delega in bianco al leader ma il nostro sogno e la nostra utopia è il governo “open”, dove la partecipazione non serve per vincere le elezioni ma per governare realmente. Un governo che dialoga con le città in prima linea. Noi vogliamo rendere protagonisti tutti gli amministratori che sono impegnati sul terreno del cambiamento. Usciremo dai ranghi, vogliamo liberare le energie”. 

“Mi sono messo in gioco - ha continuato - per due ragioni: perché bisogna reinvestire sul capitale di cambiamento. La Puglia è cambiata perché i pugliesi sono cambiati, oggi ci sentiamo tutti più fieri e orgogliosi di dirci pugliesi ci sentiamo più responsabili del nostro destino, deleghiamo di meno e facciamo di più. Questo significa che il popolo della primavera non è scomparso ma ha cambiato forma è diventato il popolo del cambiamento molto più ampio e molto più capillare. È il popolo dei pugliesi che fanno, si impegnano, si rimboccano le maniche innovano. Intraprendono e non si lamentano e non recriminano. Non è il popolo dei pugliesi fighi, ma il popolo dei pugliesi in piedi. Questo popolo chiede cambiamento e gli si sono offerte in cambio le bandierine. Chiede il rilancio della speranza e gli si offre il calcolo dell’appartenenza. Mi sono messo in gioco perché questo popolo rischiava di restare orfano, un popolo che non si inganna, lo devi poter guardare negli occhi perché non l’hai mai tradito, mi metto in gioco perché sento di poterlo guardare negli occhi”.

“Partiremo dalle cose che non hanno funzionato, dalle ferite aperte. Partiremo da Taranto, dall’Ilva, dal caporalato, dalle ferite ambientali e insieme proveremo a capire come sanare i conti del passato. Saranno le nostre priorità. Non faremo una campagna di rimozione”.

“A proposito di primarie trasparenti - infine - lancio una proposta agli altri candidati. Facciamo una operazione trasparenza su come si raccolgono e si utilizzano le risorse per le primarie. Dimmi come raccogli le risorse e ti dirò che politica vuoi fare”.

 Le conclusioni sono riservate a un tema del dibattito politico. “Sono molto preoccupato per l’inasprimento del rapporto tra Pd e Sel nazionale. Ma impedirò con ogni energia che questo possa diventare il cavallo di troia per rompere il patto di coalizione che ha governato la Puglia in questi anni. O magari provare a sostituire Vendola con Cassano. Quello non è il cambiamento. Quello è il ritorno al passato dal quale ci sentiamo definitivamente congedati”.

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