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Giovedì la Capitaneria di Molfetta festeggia Santa Barbara
02 dicembre 2008

MOLFETTA - Giovedi 4 dicembre alle ore 11, con una Santa Messa officiata presso il Duomo da Sua Eccellenza Mons. Luigi Martella, ed alla presenza delle Autorità civili e militari della città, la Capitaneria di Porto di Molfetta celebrerà Santa Barbara, Patrona della Marina Militare. La festa affonda le origini nelle tradizioni della Marina Militare quando, dopo l'invenzione della polvere da sparo, su ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra veniva affissa una immagine della Santa perché preservasse “dal fuoco e dai fulmini celesti” i depositi munizioni chiamate appunto “ Santabarbare”. Oggi il richiamo a Santa Barbara simboleggia la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo. Nel 1951 la festa venne ufficializzata ed ogni 4 dicembre gli uomini della Marina Militare, nel ritrovarsi con le comuni origini e valori, festeggiano solennemente e degnamente la loro Santa Patrona.
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AUGURI A TUTTA LA MARINA.GRADUATI E NON. GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE FATE A NOSTRA DIFESA E PROTEZIONE. Santa Barbara protettrice. Nacque nel III secolo d.C. in Asia Minore, in quella che è l'attuale Izmit, porto della Turchia, a quei tempi Nicomedia, per poi trasferirsi a Scandriglia, in provincia di Rieti. La leggenda vuole che suo padre Dioscuro, di religione pagana, l'avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suoi pretendenti. Inoltre, per evitare che utilizzasse le terme pubbliche, egli gliene fece costruire di private. Barbara, vedendo che nel progetto vi erano solamente due finestre, ordinò ai costruttori di aggiungerne una terza, con l'intenzione di richiamare il concetto di Trinità. Quando il padre vide la modifica alla costruzione intuì che la figlia poteva essere diventata cristiana. La madre di Barbara aveva già abbracciato segretamente la religione cristiana, finendo col rivelare il suo segreto alla figlia. Questa, dopo aver sentito alcune delle preghiere, percepì Gesù all'interno del suo cuore e diventò così cristiana; coinvolse nella sua nuova passione anche la sorella Giuliana, convincendola a convertirsi e a pregare con lei. Il padre decise allora di denunciare sua figlia al magistrato romano che, in quei tempi di persecuzione, la condannò alla decapitazione dopo due giorni di atroci torture, prescrivendo che la sentenza venisse eseguita proprio dal padre. Era il 4 dicembre dell'anno 306. Secondo la leggenda, Dioscuro procedette all'esecuzione, ma subito dopo venne ucciso da un fulmine, interpretato come punizione divina per il suo gesto. Con lei soffrì lo stesso martirio anche sua sorella Giuliana. E' invocata contro la morte improvvisa per fuoco, perciò gli esplosivi ed i luoghi dove vengono conservati vengono chiamati "santabarbara". Esistono diverse tradizioni sul luogo del martirio e della deposizione del corpo. Una di queste riferisce che il martirio avvenisse a Scandriglia e il corpo sia stato poi trasferito a Rieti nel X secolo per metterlo in salvo dalle scorrerie saracene: qui divenne patrona della città e le fu dedicata la cattedrale. Un'altra vuole che il martirio avvenuto in Egitto e le reliquie trasferite a Costantinopoli, da dove i veneziani, alla fine del X secolo, le avrebbero portate a Venezia, e di li a Torcello e poi a Murano. Come padrona delle attività principali del gruppo ENI le è stata dedicata la grande nuova chiesa costruita a Metanopoli, quartiere generale del gruppo, per decisione di Enrico Mattei.
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