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Giovedì a Bari a San Nicola concerto in onore del Presidente della Repubblica Napolitano L'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta dal maestro Gabriele Ferro esegue Mozart e Beethoven
12 settembre 2006

BARI - In occasione della visita nel capoluogo pugliese del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (foto), la Provincia di Bari e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari hanno organizzato un concerto ad inviti che si terrà alle ore 19 (ingresso ore 18.15) del 14 settembre nella Basilica di San Nicola. L'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta dal Maestro Gabriele Ferro, eseguirà il Divertimento K 136 in Re maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93 di Ludwig Van Beethoven. Figlio del compositore Pietro Ferro, Gabriele Ferro ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è diplomato in pianoforte. Nel 1970 ha vinto il concorso per giovani direttori d'orchestra della Rai, collaborando da allora con le orchestre della Rai, di Santa Cecilia e della Scala di Milano. Ha riscosso un ampio successo internazionale dirigendo i Wiener Symphoniker, i Bamberg Symphoniker, l'Orchestre de la Suisse Romande, l'Orchestre Philarmonique de Radio France, la BBC Symphony Orchestra e l'Orchestra WDR. Ha collaborato stabilmente anche con la Cleveland Orchestra e l'Orchestre National de France. È stato Direttore stabile dell'Orchestra Sinfonica Siciliana (1979-1997), Direttore principale dell'Orchestra della Rai di Roma e Direttore artistico dello Stuttgart Staatstheater (1991-1997). Il suo repertorio spazia dalla musica classica alla contemporanea, nell'ambito della quale ha diretto in prima mondiale opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti e Nono. Dal 1978 si è dedicato al melodramma sia in Europa che negli Stati Uniti, affrontando un repertorio che spazia dal Settecento al Novecento e collaborando con teatri quali la Fenice di Venezia, l'Opera di Roma, il Comunale di Firenze, la Bastille e lo Châtelet di Parigi, il Ballet du Grand Théâtre di Ginevra, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Covent Garden di Londra, l'Opera di Chicago, la San Francisco Opera, la Los Angeles Opera e l'Opera di Tel Aviv. Nel 1986 ha diretto una tournée del Covent Garden. È stato ospite dei maggiori festival internazionali, tra cui le Wiener Festwochen, il Festival di Pesaro, il Maggio Musicale Fiorentino, Ferrara Musica e la Biennale di Venezia. Nel 1998 ha ottenuto un grande successo a Vienna con La Cenerentola di Rossini. Dal 1999 è Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli, dove nel 2000 ha inaugurato la stagione lirica con Perséphone e Oedipus Rex di Stravinskij; dall'inizio del 2001 è Direttore principale del Teatro Massimo di Palermo. Recentemente ha diretto nuove produzioni de La Cenerentola a Los Angeles, Anacréon di Cherubini a Venezia, Macbeth a Tel Aviv, Genevieve di Schumann a Vienna, L'elisir d'amore ad Amsterdam e la versione originale di Medea di Cherubini a Berlino. Tra il 2002-03 ha inaugurato la stagione del Teatro Real di Madrid con Simon Boccanegra. Recentemente, ha diretto con gran successo l'Elektra di Strauss a Napoli, ricevendo anche il premio Abbiati. Nel 2004 ha diretto l'Orchestra Giovanile Italiana in una tournée negli Stati Uniti e L'olandese volante a Palermo dove è tornato nel 2005 per dirigere Pelléas et Mélisande e Salome. Ha inciso per Sony, Emi, Erato e Deutsche Grammophone. È accademico di Santa Cecilia. La prima parte del concerto in onore del Presidente Giorgio Napolitano sarà un omaggio a Mozart. Nella sua copiosa produzione il compositore austriaco usò, spesso indifferentemente, il termine di Divertimento e di Serenata e ci ha lasciato diverse opere in questa forma, originariamente concepite per trio o quartetto d'archi, fiati o ancora combinazioni di strumenti vari. Nel caso del Divertimento K. 136, ci troviamo davanti a un'opera di un Mozart ancora sedicenne, composta a Salisburgo, insieme con i successivi Divertimenti K 137 e K 138 nel periodo compreso tra il secondo e il terzo viaggio in Italia ed esattamente nel 1772. Benché in sintonia con lo spirito della forma compositiva prescelta, il K 136 non ne rispetta però la struttura, articolandosi in tre movimenti anziché in quattro e più, come di consueto. Malgrado la stesura originaria della composizione sia per soli quattro strumenti, è facile notare come ci si trovi davanti a una pagina dal respiro più sinfonico che cameristico: una sorta di innovazione che testimonia inequivocabilmente la genialità del Salisburghese e la sua precisa intenzione di fare ricorso a modelli compositivi autonomi. Nella seconda parte del concerto l'Orchestra Sinfonica eseguirà la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93 di Ludwig Van Beethoven. Per molto tempo tale opera è stata considerata una “piccola sinfonia” a causa della sua vicinanza a due opere di ampio respiro come la Settima e la Nona; destino questo, se vogliamo, che l'accomuna alla Quarta, a sua volta messa in ombra dalle monumentali Terza e Quinta. Beethoven impiegò meno di cinque mesi per comporre la Sinfonia n. 8 e vi attese durante un soggiorno a Teplitz, in Boemia. E' inoltre probabile che l'atmosfera leggera e serena dell'Opera, che ha come caratteristica la mancanza di un movimento lento, abbia risentito della passione del compositore per la cantante berlinese Amélie Sebald. Il primo movimento si apre con un tema energico e vivace di quattro misure eseguito dai violini su un accordo di fa maggiore. Il primo tema viene quindi ripreso dai clarinetti prima che giunga il secondo, nella tonalità di re maggiore. Dopo un passaggio orchestrale, il primo tema viene sottoposto a sviluppo. Il secondo movimento, che è anche il più popolare dell'intera Sinfonia, s'impone per la sua vivacità ritmica dalla natura quasi meccanica, nella quale molti hanno voluto vedere un omaggio scherzoso a Maelzel, ritenuto l'inventore del metronomo. Contrariamente alle Sinfonie precedenti, il terzo movimento, dalla durata assai breve, non è uno Scherzo, bensì un Minuetto che, con la sua melodia luminosa, mantiene l'atmosfera gioviale dei movimenti precedenti. Sorprendentemente lungo e molto sviluppato (dura ben 503 misure), l'Allegro vivace conclusivo è scritto in forma di rondò. Il suo primo tema viene esposto in terzine dai violini per poi essere ripreso da tutto l'orchestra sul registro acuto. Il secondo tema, dal carattere cantabile, viene poi esposto dai primi violini. Il tema iniziale viene quindi sottoposto a una lunga serie di sviluppi e modulazioni, sino a quando, avvicinandosi la fine del movimento, non ne rimane che l'impulso ritmico. Un'ultima vivacissima ripresa del primo tema conclude perentoriamente la Sinfonia.
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