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Giovanni Abbattista (PD) replica al sindaco Azzollini: usa l'invettiva perchè non ha nulla da dire “Violento e volgare attacco personale, sintomo di imbarbarimento del confronto politico”
22 aprile 2009

MOLFETTA - Non si fa attendere ed è torrenziale la replica del consigliere comunale del Pd, Giovanni Abbattista (foto), dopo la polemica che lo aveva tirato in ballo da parte del sindaco di Molfetta, Antonio Azzollini, nella giornata di lunedì scorso. Ecco la nota di Abbattista, pubblicata integralmente. "Leggo con sconcerto il comunicato del 20.4.2009 diffuso dall'Ufficio Stampa del Comune di Molfetta con il quale il Sindaco Azzollini, piuttosto che replicare nel merito ai rilievi politici e amministrativi mossi dal sottoscritto sulla vicenda degli ingenti danni da lui prodotti nella scellerata gestione della vicenda riguardante la nuova Capitaneria di Porto, ha preferito ricorrere ad un violento e volgare attacco personale contro di me. E' evidente che il sindaco, non avendo semplicemente niente da dire per replicare alle mie osservazioni o per escludere la sua diretta responsabilità nella realizzazione di quell'edificio, sceglie, non avendo altra via di fuga da una vicenda ormai senza soluzione, la strada dell'invettiva e del meschino attacco personale, al fine di tentare (invano) di screditare i suoi avversari politici, attribuendo loro, grossolanamente, responsabilità del tutto inesistenti. Nel merito delle accuse da lui rivoltemi (in modo, per la verità, confuso e volutamente pieno di inesattezze) sul piano professionale, che nulla dovrebbe avere a che fare con la politica, mi limito solo a rilevare che il sottoscritto, negli oltre venti anni di attività professionale, ha beneficiato solo episodicamente di incarichi dall'amministrazione comunale di Molfetta, nei limiti di quanto consentito da un sistema di rotazione degli incarichi previsto dal regolamento concordato con l'Associazione degli Avvocati di Molfetta e, poi, unilateralmente revocato dall'odierno sindaco. I fatti richiamati da Azzollini nel comunicato stampa riguardano, invece, quattro incarichi professionali (altro che una sola consulenza...) conferiti, a partire dal 1999, dal Comune di Molfetta esclusivamente all'Avv. Nicola Calvani e riguardanti la delicata e complessa vicenda Mazzitelli. Nel 2004, a contenzioso definito (dopo diverse pronunce del Tar e del Consiglio di Stato), la Giunta municipale deliberava la liquidazione complessiva dei compensi maturati, a favore dello stesso professionista. Quel che più sorprende è che quegli stessi compensi che oggi “scandalizzano” il sindaco sono stati deliberati da una amministrazione della quale era parte fondamentale la sua stessa formazione politica e nella quale sedevano diversi assessori ancora in carica. Tra l'altro l'avv. Azzollini ha “dimenticato” di riferire che la congruità di quel compenso è stata stimata sulla base di un regolare parere reso dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Trani. Si sta parlando, quindi, del legittimo compenso erogato in favore di un professionista a seguito di una delicata e complessa attività di assistenza legale resa in favore del Comune di Molfetta, per un contenzioso del valore di svariati milioni di euro. E comunque quel compenso è stato erogato in favore di un professionista diverso rispetto al sottoscritto, per cui non si comprende quali responsabilità il sindaco voglia addebitare al consigliere comunale Giovanni Abbattista. Forse quella di svolgere la sua attività professionale all'interno di uno studio associato? Ma al di là dei fatti specifici sui quali era doveroso fare un po' di chiarezza, quel che appare evidente è che il Sindaco ha voluto distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica in quanto troppo concentrata (grazie al lavoro svolto anche dal sottoscritto) sui suoi errori, agitando responsabilità inesistenti dei suoi oppositori e lanciando un messaggio chiaro non solo a Giovanni Abbattista, ma, indirettamente, a tutta l'opposizione, in Consiglio e fuori da esso. Nessuno deve disturbare il manovratore. Nessuno deve azzardarsi a discutere le sue scelte o a sollevare dubbi sul suo operato. E se qualcuno ci prova sarà duramente colpito sul piano personale, professionale e della sua onorabilità, ricorrendo anche alla vergognosa pratica dei “dossier” che Azzollini, nel solco della peggiore tradizione stalinista, deve evidentemente aver predisposto su ciascuno dei suoi oppositori, in modo da poterli utilizzare come vile arma intimidatoria. E', questa, un'idea aberrante della democrazia che non ammette il confronto dialettico tra le diverse parti politiche. Questa amministrazione si dimostra, ancora una volta, insofferente al controllo ed incapace di sostenere un confronto civile in cui affermare le proprie ragioni, difendere le proprie azioni e rendere conto alla città. L'inciviltà della risposta del Sindaco non turba certo la mia serenità, semmai mi rende più consapevole del ruolo che l'opposizione deve svolgere in un momento di particolare degrado del costume politico, e conferma che la mia azione ha colto nel segno facendo emergere le incontestabili criticità di questo primo anno di governo Azzollini. Il volgare attacco personale è un evidente segno di debolezza di chi amministra la città che contribuisce all'imbarbarimento della vita politica. Dal canto mio non intendo in alcun modo lasciarmi trascinare in questa inconcepibile degenerazione, e continuerò ad evitare ogni attacco personale e ad interessarmi, piuttosto, ai problemi concreti che riguardano tutti i molfettesi, nella ferma convinzione che siano questi ad interessare realmente i cittadini. Non le scomposte sortite che lasciamo volentieri ad Azzollini".
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