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Fra' Dionisio da Barletta storia spirituale delle nostre terre
15 novembre 2007

Un importante tassello nella ricostruzione della storia spirituale delle nostre terre: tale può considerarsi il volume Fra' Dionisio da Barletta (1862-1755), scritto da Alfredo di Napoli, Rettore della Chiesa del “SS.mo Crocifi sso” di Molfetta, docente presso la Facoltà Teologica Pugliese. La pubblicazione racchiude anche contributi di Vincenzo Criscuolo, Sabino Lattanzio e Marina Ruggiero. In copertina campeggia l'immagine, della Chiesa di S. Giacomo Maggiore, di Fra' Dionisio, cappuccino laico, ispirata al celebre ritratto di Francesco la Marra. Del resto l'opera del di Napoli si segnala proprio per l'estrema attenzione al versante iconografi co, grazie alla presenza di un'intera sezione dedicata alla ricezione della fi gura del cappuccino “nelle opere artistiche e nella devozione popolare”, sezione corredata di tavole, tra cui spicca la riproduzione d'una pala d'altare opera del molfettese Vito Calò, allievo di Corrado Giaquinto. La biografi a del fratello laico Dionisio Filisio da Barletta, che, secondo l'onorevole Antonio Marino, avrebbe reso celebre la città pugliese non meno dei cavalieri protagonisti dell'epica disfi da, appare tuttora a tratti nebulosa per la dispersione d'innumerevoli documenti dovuta alle traversie patite dall'Ordine dei Cappuccini nel corso dell'Ottocento e alla “stravaganza” d'un nipote del religioso, padre Anselmo, che diede alle fi amme parte di tale documentazione. Restano le testimonianze dei miracoli ascrivibili al frate, rese al notaio Palmitessa da cittadini barlettani, forse per avviare un processo di beatifi cazione di fatto non istruito; rimane soprattutto il perpetrarsi a livello orale d'una devozione profonda per il “cercatore cercato”, sempre dedito al dispensare consigli e compiere guarigioni, oltre che capace di guadagnare ai cappuccini barlettani la benevolenza della gente. Lo studio del di Napoli, agile nella lettura, interessante, discreto negli apprezzamenti, che pure si levano dal milieu dell'ordine, si compone di differenti sezioni. Alla prefazione di fra' Francesco Neri, ministro provinciale OFMCap, che si sofferma sui concetti cardine di 'santità' e 'minorità', segue un primo approfondimento sulla storia dei conventi dei Cappuccini in Barletta, quello di Santa Maria della Grazia – poi santa Maria degli Angeli – e il Santuario dell'Immacolata, nel quale furono traslati i resti di Fra' Dionisio. La vicenda si snoda tra dispersioni e attestati d'amore nei confronti dell'ordine da parte della città. Il successivo scritto di Sabino Lattanzio ricostruisce il rapporto tra Dionisio e Barletta, con l'innesto, tra l'altro, d'alcune deposizioni rese al Palmitessa. Spicca la risurrezione d'un bambino, Nicolò, fi glio della “quaratina” Teresa Scarlucci, caduto da cavallo; i prodigi si verifi cavano sempre in seguito a preghiere “in virtù del S.S. Nome di Gesù”, in particolare. Segue il contributo di Criscuolo, una “commemorazione di fra' Dionisio da Barletta nel 250° anniversario della morte”, che c'introduce nella quotidianità della vita dell'ordine e del frate, ricostruendone, con l'ausilio del De sacris ritibus di Zaccaria Boverio, le mansioni di cuciniere prima, di ortolano poi e, infi ne, di cercatore. Alla sezione relativa alla 'fortuna' dell'immagine di Fra' Dionisio, in cui spiccano le belle e tecnicamente ineccepibili illustrazioni di Mario Barberis, succede un approfondimento in merito alla spiritualità di Frate Dionisio e all'importanza, cui già accennavamo precedentemente, del culto del “nome di Gesù”. A fare da corollario la pubblicazione d'alcuni versi del Filisio stesso, intrisi di commossa devozione e profondo senso morale, sebbene, in alcuni passaggi, metricamente claudicanti. In chiusura di volume le appendici di Marina Ruggiero, che non manca di far rivivere il “miracolo delle Saline”, e del di Napoli stesso, con il fi ne di “fare il punto” in merito agli studi relativi a Fra' Dionisio. Tra agiografi a, devozione individuale e cittadina, antichi ricordi, che ormai trascolorano in leggenda, ma s'imprimono nella memoria con quella verità che la fede attribuisce loro, ripercorriamo, sulle orme di ben tre secoli, un tratto di storia barlettana. Tra luci e ombre.
Autore: Gianni Antonio Palumbo
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