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Federico Ancona a Comitando: Estate molfettese un successo
15 dicembre 2014

Che l’Estate Molfettese sia stata un successo non è più in discussione e noi di Quindici, che abbiamo seguito il progetto fin dal bando indetto a giugno, lo abbiamo già dimostrato con l’intervista all’assessore al turismo ed alla cultura Betta Mongelli a settembre, ma per un’analisi completa mancava ancora il confronto diretto tra la cittadinanza e gli organizzatori. Bene, durante ormai il consueto appuntamento con il Question-time, presso la sede di Comitando, Federico Ancona, direttore artistico dell’Estate Molfettese, ha fatto il punto della situazione riportando anche dati precisi riguardo alla rassegna ed ha risposto alle domande dei più curiosi riguardo a ciò che si poteva migliorare o cambiare e quali sono gli eventuali programmi per il prossimo anno. A chi gli ha chiesto se, date le critiche subite dopo la sua nomina, sarebbe stato meglio scegliere addirittura il direttore artistico tramite un bando di concorso, Ancona ha risposto che per la buona riuscita del programma serviva una persona che ben conoscesse la realtà molfettese piuttosto che un esperto con molti titoli, perché il pubblico di Molfetta è molto esigente quindi tutto doveva essere ben calibrato seguendo anche una precisa direzione politica. Entrando nello specifico del bando, ha sfatato la falsa notizia dell’esclusione di artisti singoli sollevata in questi mesi da un artista che in realtà non aveva nemmeno partecipato a questo bando; le richieste pervenute al Comune sono state in tutto 114 ed, in collaborazione con l’assessore Mongelli, ha cercato di includere quante più iniziative poassibili nella rassegna, ma tutte dovevano rispondere, tra le altre cose, a due criteri imprescindibili: l’originalità del progetto, perché a suo avviso l’arte deve stupire e l’esistenza di un conto corrente intestato all’organizzazione artistica e non al principale referente, in modo tale da rendere trasparenti i pagamenti. Quanto invece ai finanziamenti (in tutto 100 mila euro di cui 30 mila alla Fondazione Valente, 54 mila per l’eventistica tra giugno e settembre e 20mila per la rassegna “Ti fiabo e ti racconto”), Federico ha spiegato che si tratta di cifre onnicomprensive e che solo una parte degli artisti è stata pagata. Da qui il discorso riguardante in generale il lavoro di artista, che è un lavoro di serie A come tutti gli altri e che quindi non si può più transigere una situazione come quella che vige in Italia. Non ci si ritiene artisti, è il pubblico che deve riconoscergli in quanto tali, ma tutti devono avere la possibilità di seguire le proprie passioni e, perché no, tramutarle anche in lavoro. Tornando alla rassegna, c’è chi ha affermato che mancasse un po’ di anima, forse di un tema; a questo Ancona ha risposto ribadendo le difficoltà di riempire tre mesi di rassegna artistica basandosi solo su un tema perché il fine principale dell’Estate Molfettese era quello di coinvolgere la cittadinanza tutta e perché no, anche i turisti, ed è normale quindi che bisognasse variegare le scelte, creando un programma per tutte le fasce, dai più piccoli ai più grandi, che mettesse in relazione magari frange di concittadini che nel resto dell’anno non entrano mai in contatto; l’arte è aggregazione e, come ha sottolineato Federico, non deve essere protagonista nel solo arco dell’estate. Altra critica sollevata è quella di un mancato confronto tra gli organizzatori e gli operatori del turismo, cosa forse che ha contraddistinto in negativo l’Estate Molfettese dai programmi estivi delle città limitrofe, ma Ancona ha tenuto a spiegare che è entrato a far parte del progetto solo a giugno quindi c’è stato poco tempo per organizzare il tutto e forse questo aspetto è stato poco curato; ma ha comunque tenuto presente l’importanza turistica della rassegna concentrando le iniziative più corpose in piena estate, in modo tale da attirare quanti più turisti possibile, lasciando un po’ più scarno il mese di agosto. Ancona aveva già raccontato a noi di Quindici che desiderava seguire da vicino gli artisti emergenti locali, anche gli esclusi dal bando, perché la riteneva la strada più giusta per creare un dialogo costruttivo; bene, a poco tempo da questa affermazione è nato un forum, su cui lui punta moltissimo pur non essendo lui il responsabile dell’iniziativa, in cui artisti di ogni genere potranno confrontarsi perché, ribadiamolo, di arte bisogna parlare tutto l’anno. Infine a chi gli ha chiesto se a posteriori rifarebbe tutto e se addirittura si riproporrebbe per l’Estate Molfettese 2015, Federico ha risposto che è stato molto complicato già quest’anno perché non ha lavorato tranquillamente, anche se poi le soddisfazioni sono state moltissime tanto da togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. È troppo presto per parlare dei progetti della prossima estate, ma quel che è certo è che lui ha voglia di tornare al suo lavoro di artista e che se dovesse riproporsi questa opportunità dovrà essere libero di fare le sue scelte perché lui rimane se stesso, anche se a volte può risultare scomodo. Chiude il Question-time affermando che si profila anche un’altra possibilità, quasi una speranza, quella magari di presentarsi al bando dell’Estate Molfettese si, ma stavolta da artista.

Autore: Daniela Bufo
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