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Emergenza mucillagine stato di agitazione delle marinerie pugliesi
05 aprile 2007

MOLFETTA - Marinerie pugliesi in agitazione per il problema delle mucillagini. Le organizzazioni di categoria della pesca - è detto in un comunicato - nella riunione della commissione consultiva regionale della pesca, istituita ai sensi del decreto legislativo 154/2004, appositamente convocata per l'emergenza in atto, alla quale hanno partecipato oltre ai membri effettivi della suddetta commissione anche i sindaci dei paesi costieri e gli assessori provinciali, hanno preso atto del formale impegno assunto dall'assessore regionale Enzo Russo per la difficile situazione del fenomeno della mucillagine. L'assessore Russo - dicono le categorie interessate - ha svolto un'azione di forte sensibilizzazione nei confronti del ministro De Castro per la costituzione di una unità di crisi presso l'assessorato che coinvolgerà tutti i sindaci dei Comuni costieri, le province e le organizzazioni di categoria. Prendono altresì atto della posizione critica assunta dallo stesso assessore Russo nei confronti dell'Icram, che per l'occasione sarà formalmente diffidato per l'ingiustificato ritardo nella necessaria verifica del fenomeno calamitoso in atto nei mari della nostra regione, nonché nei confronti della stessa struttura ministeriale; - della volontà espressa dall'assessore di intraprendere tutte le iniziative e azioni, insieme con le organizzazioni, finalizzate alla positiva soluzione della grave crisi, ivi comprese le forme di protesta civile che potranno essere assunte nell'eventualità di ulteriori ingiustificati silenzi dell'amministrazione centrale; - della dichiarata intenzione da parte della Regione di individuare misure aggiuntive a favore dei pescatori danneggiati dal fenomeno della mucillagine. Le marinerie nel un comunicato «manifestano disappunto, indignazione e preoccupazione per le modalità di approccio del governo alla grave situazione di crisi del comparto pesca pugliese e per la imperdonabile leggerezza, che non trova peraltro precedenti in analoghe situazioni di emergenza ambientale verificatesi in passato presso altre regioni». Le associazioni di categoria lamentano la mancata adozione del fermo tecnico pesca conseguente all'emergenza ambientale in atto, ai fini dell'attivazione delle indennità previste anche dal nuovo regolamento (CE) 1198/2006 (FEP), per la mancata attivazione del fondo di solidarietà previsto dal decreto legislativo n. 154/2004 e si dichiarano sconcerate per la scarsa attenzione alle emergenze del settore dimostrata dal ministero, in particolare «per il ritardo nella adozione di un “vero” ed efficace piano triennale della pesca; per il ritardo nell'applicazione del regime Iva agevolata; per l'inspiegabile esclusione della pesca dai benefici del credito d'imposta; per la mancata sospensione dell'applicazione degli “studi di settore” di cui alla legge 427/93 al nostro settore già mortificato dal caro costo del gasolio» e sensibilizzano il presidente del consiglio e della giunta regionale, l'assessore alle risorse agroalimentari, i presidenti delle province e i sindaci dei comuni costieri, a intraprendere tutte le azioni politiche atte a sostenere le ragioni delle marinerie pugliesi per una rapida soluzione della crisi che potrebbe irrimediabilmente sfociare, altrimenti, in forti tensioni e disordini sul territorio regionale.
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