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Edilizia convenzionata l'impresa Altalucedue replica alle accuse degli assegnatari
15 aprile 2012

L’impresa edile Altalucedue replica agli assegnatari acquirenti sulla vicenda degli alloggi di edilizia convenzionata del comparto 5 (tra l’hotel Garden, via Terlizzi, la SS16, e lama Martina Cupa) che sul numero di “Quindici” di marzo avevano accusato la stessa impresa di irregolarità. Ecco la replica dell’impresa: «Con la presente intendiamo replicare al contenuto dell’articolo giornalistico comparso su Quindici del 15.03.2012 per ripristinare la verità sulla vicenda ed evidenziare il corretto operato degli operatori del settore, che hanno agito nell’ambito della legalità e della correttezza. È bene che i lettori sappiano sino in fondo la verità e che valutino la correttezza degli operatori del settore, nonché gli intendimenti che si celano dietro le polemiche relative questa vicenda. La questione sta assumendo per la società che rappresento, il cui buon nome commerciale è notorio nel contesto locale, i toni di una vera e propria farsa. Si sta passando da un eccesso all’altro: da una notoria situazione di diffusa illegalità che ha contrassegnato la gestione della edilizia convenzionata locale negli anni novanta, quando i prezzi “in nero” erano una prassi purtroppo diffusa e tollerata a tutti i livelli e che ha permesso a più di un soggetto di arricchirsi oltremodo ed impunemente, a quella attuale, rigorosa ed ossequiosa della legalità e con margini di guadagno per gli imprenditori edili davvero risicati. La farsa consiste nella circostanza secondo cui l’impresa che rappresento, che ha sempre agito nella massima legalità e nell’osservanza rigorosa della normativa in materia di edilizia convenzionata e delle prescrizioni della Convenzione Comunale, si ritrova a essere tacciata di irregolarità in danno degli acquirenti degli alloggi ed a barcamenarsi in varie situazioni, da ultimo quella in sede giornalistica, per far acclarare la bontà del proprio operato contro le angherie che sta subendo. Ciò che si cela dietro questa subdola polemica è il solito gioco di un vecchio politico della cosiddetta “Prima Repubblica”, che cerca di riemergere dopo anni di obnubilamento, strumentalizzando altrettanto subdole recriminazioni economiche di alcuni soggetti che intendono acquisire un appartamento signorile, richiedendo materiali ed accessori di lusso, cantinole o box auto, al posto del semplice posto auto previsto, verande più ampie, ma poi pretendono di pagare il prezzo di una casa popolare (120mila- 130mila euro), quasi che l’impresa Altalucedue srl fosse l’Iacp e debba necessariamente rimetterci da detta operazione commerciale pur di assecondare le loro esigenze che, a questo punto, definirei meramente voluttuarie. Senza ombra di smentita, ma anche perché lo si afferma nello stesso articolo giornalistico contestato, questi soggetti intendono pagare un alloggio addirittura in misura inferiore a quello che è stato da loro stesso accettato alcuni anni addietro in sede di contratto preliminare, contratto che è stato redatto sulla base di rigorose direttive e parametri economici forniti dal Comune di Molfetta. Questi soggetti, che per fortuna non sono la totalità rispetto ai nominativi forniti dal Comune di Molfetta e tratti da apposita graduatoria, inizialmente non avevano mai sollevato contestazioni di sorta in un regime di piena armonia nel contesto di quello che sarebbe diventato il loro futuro condominio. Purtroppo, si sono imbattuti in un personaggio ben noto per le sue vicende politiche nella passate amministrazioni, il quale, senza rischiare nulla personalmente, ha convinto detti soggetti che vi è del marcio nella gestione dell’edilizia convenzionata e che l’impresa costruttrice stia facendo dei giochi loschi. È così iniziata una dura battaglia da parte di detti soggetti, capeggiati da questo personaggio politico, i quali con cadenza quasi quotidiana si recano presso l’UTC, costituendo un folto gruppo tra amici e parenti, gridano, inviano lettere minacciose ed attuano iniziative del tutto gratuite (interpellando organi di stampa, banche, notai e chiunque si interessi della vicenda), creando solo panico, ma senza attuare alcuna azione serie, che non possono realizzare perché non hanno valide ragioni da far valere. È così accaduto che, approfittando della caduta in disgrazia dell’ing. Rocco Altomare, questi soggetti hanno iniziato a scagliarsi contro l’operato comunale, quasi il Comune di Molfetta si incarnasse nella figura dell’ing. Altomare, contestando ogni passaggio del percorso dell’ormai stereotipata edilizia convenzionata e mettendo in discussione l’operato di chiunque non desse loro ragione. Questa loro strategia ha inizialmente pagato, perché ha costituito una forte arma di pressione verso il Comune di Molfetta, i cui componenti, sia pur senza valida ragione e in un clima già teso per le note vicende dell’ing. Altomare, hanno assecondato le velleità di detti contestatori, adottando dei discutibili provvedimenti, che la ditta Altalucedue srl ha impugnato presso le sedi competenti, al fine di far valutare la legittimità degli stessi. Questa strategia si è rivoltata contro gli stessi contestatori, che oggi non ricevono la consegna degli alloggi proprio in attesa che si faccia luce nelle giuste forme di legge. I danni sono fatti anche all’amministrazione comunale, costretta quotidianamente a recepire le continue rimostranze di detti soggetti o a rispondere alle loro reiterate richieste o a subire passivamente le loro grida e minacce per amor di quiete. Grave danno questi soggetti lo stanno facendo alla ditta Altalucedue srl che, non riuscendo a concretizzare in termini economici il suo operato, non ha la giusta liquidità per cimentarsi in altre operazioni commerciali ed è costretta così a licenziare molti operai, validi e meritevoli, con carichi di famiglia notevoli. È questo il regalo che un politico senza scrupoli compie all’economia molfettese. Inoltre, fa davvero rabbia leggere che i danni li stanno subendo i contestatori per l’accollo del mutuo, quando è esattamente il contrario, perché fino ad oggi è l’impresa che sta pagando circa 15mila euro di ratei mensili del mutuo, che fino a quando non sarà risolta la contestazione, graverà solo sull’impresa e non sugli acquirenti, che non se lo sono ancora accolto. Come pure fa rabbia leggere che l’impresa ha aumentato le superfici degli alloggi di 50 o 60mq, quando gli ampliamenti hanno riguardato solo pertinenze di pochissimi appartamenti, quali balconi, verande, continole, box auto che hanno un abbattimento sul costo a mq del 60% per Convenzione e detti ampliamenti sono stati richiesti dagli interessati e non certo imposti dall’impresa. Infine, l’impresa non ha realizzato dei vani tecnici sul lastrico solare che intende trasformare in abitazioni in occasione di una probabile sanatoria e venderle a terzi al di fuori della graduatoria comunale; basterebbe verificare i rigoroso controlli che il Comune sta facendo anche sui vani tecnici o i vincoli di asservimento richiesti all’impresa per smentire l’assunto. Rigoroso è stato l’assunto comunale sulla regolarità amministrativa e giuridica del subentro dell’impresa Altalucedue srl nell’edificazione del fabbricato ad altra impresa, subentro contrassegnato da atti pubblici e provvedimenti amministrativi da tutti verificabili, nonché espressamente assentito dagli interessati».

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