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Ecco perché il “Molfetta calcio” è in Eccellenza Facciamo il punto sulla promozione
19 maggio 2006

MOLFETTA - Spesso i giornalisti sono tentati, per comodità o pigrizia, a prestare attenzione più alle ciance, magari per fiducia nell'interlocutore, che alle fonti. È il caso della promozione in Eccellenza del “Molfetta calcio”, a seguito della vittoria nella finale play-off di domenica scorsa contro il Conversano, per 2-1. Una notizia che alcune emittenti televisive locali e ”La Gazzetta del Mezzogiorno”, in maniera contraddittoria, hanno dato al condizionale: probabile ma non certa. Il condizionale sarebbe stato d'obbligo se non fossero state modificate le norme che disciplinano quelli che, fino l'anno scorso, venivano chiamati “ripescaggi”. Negli anni passati per l'effetto dei meccanismi delle promozioni, delle retrocessioni e soprattutto a seguito di mancate iscrizioni nei vari campionati sia professionisti che dilettanti, si determinavano posti vacanti che a catena si ripercuotevano nei tornei inferiori. Per esempio, se si liberava un posto in C2, veniva ripescata un club dal girone del Nazionale Dilettanti. Essendo questo un campionato interregionale, nel girone d'Eccellenza della regione della squadra ripescata si liberava un posto, che automaticamente veniva occupato da in club ripescato dalla Promozione, e così a catena fino alla 2ª categoria. Per decidere quali squadre ripescare, la federazione considerava vari parametri, alcuni desunti da dati certi, come la classifica in campionato, altri indefiniti come: bacino d'utenza, blasone, solidità economica. Al punto da lasciare molta discrezionalità ai dirigenti federali. Queste procedure, in effetti poco trasparenti, alimentavano il sospetto che si praticassero favoritismi di ogni sorta. Con saggezza quest'anno la Federazione ha introdotto il meccanismo dei play-off (promozioni) e play-out (retrocessioni), al termine dei quali si determina una graduatoria sia per l'eventuale ammissione al campionato superiore, sia per evitare di scendere di categoria (comunicato n. 4, pag.24-25-26, www.figcpuglia.it). Per quanto riguarda i tornei nostrani di Eccellenza e Promozione, le eventualità per l'ammissione al massimo torneo regionale a completamento del girone, dipendono da quante squadre pugliesi retrocederanno dal Dilettanti Nazionale. Per capire meglio facciamo ricorso alla matematica. L'Eccellenza è formata da 18 squadre. Al termine del torneo si liberano 4 posti per effetto di una promozione e di tre retrocessioni. Due caselle vengono occupate dalle squadre vincitrici dei tornei di Promozione del Girone A e B, mentre i rimanenti due posti sono destinati per accogliere eventualmente due squadre pugliesi che dovessero retrocedere dal campionato superiore. Nel caso fossero più di due, aumenterebbero le squadre da retrocedere. Quest'anno al termine del Campionato Nazionale Dilettanti si è determinata la seguente situazione: potrà retrocedere una sola squadra pugliese, in particolare Real Altamura oppure il Noicattaro, che si scontreranno nei paly-out. Ne consegue che è già disponibile un posto nel prossimo girone d'Eccellenza, che sarà occupato dalla squadra in testa alla graduatoria dei play-off, cioè il “Molfetta calcio”. La graduatoria finale dei Play-off Promozione riguarda le quattro squadre finaliste ed è la seguente: Molfetta, Galatina (vincitore della finale del Girone B, ma piazzato al 3° posto in campionato a 57 punti, mentre i biancorossi hanno chiuso al 2° con 63 punti), Conversano (per la miglior differenza reti) e Novoli. Certo, il tutto sarà formalizzato alla composizione dei girone dei prossimi campionati che non potrà che essere conforme ai regolamenti, indifferentemente dalla data della comunicazione ufficiale. È una fatto di legalità, di diritto inteso come norma giuridica e in quanto tale tutelato nelle sedi competenti. C'è una sola possibilità che il “Molfetta calcio” non disputi il prossimo campionato d'Eccellenza: una propria ed autonoma rinuncia. Sui festeggiamenti Domenica scorsa al termine della vittoriosa gara contro il Conversano, i tifosi hanno festeggiato prima al“Paolo Poli”, con una spettacolare scenografia, e poi le vie della città, con caroselli di auto imbandierate. I soliti perbenisti hanno parlato di cagnara dal dubbio gusto. Forse non si è trattata solo della solita esuberanza degli ultras, ma qualcosa di più. Un sentimento che ha contagiato anche gli sportivi più sobri, nonostante si trattasse di una promozione comunque in un torneo dilettantistico regionale. Dai discorsi sentiti allo stadio e in città dagli sportivi, la vittoria è stata percepita come la ricucitura di una ferita: il crollo verticale in pochi anni dalla C2 fino alla radiazione, della “Molfetta sportiva”, cui idealmente il “Molfetta calcio” ha ereditato il testimone, Insomma, il recupero di una dignità calcistica che sembrava perduta. Se ciò potrà essere il primo tassello, per riportare la prima squadra cittadina a riappropriarsi di una dimensione più consona alla propria storia e alla realtà sociale ed economica, si vedrà nei prossimi mesi. Per ora godiamoci questo momento.
Autore: Francesco Del Rosso
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