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Ecclesiadi: sarà San Gennaro-Cuore Immacolato la finale del calcio a 5. Terminato il Burraco Solo finale per il terzo posto per Sacro Cuore e San Domenico. E per il Cuore Immacolato arriva anche un oro dal Burraco
04 giugno 2009

MOLFETTA - Quello che non t'aspetti: saranno San Gennaro e Cuore Immacolato di Maria a giocarsi l'oro nel calcio a 5 maschile delle Ecclesiadi, dopo le semifinali giocatesi ieri sera. E se per San Gennaro si tratta di una dolce, prevedibile consuetudine (anche le donne sono in finale, sabato prossimo contro Sant'Achille), nonostante il divario nel punteggio di quella che era etichettata come la finale anticipata sia più grande del preventivabile, altrettanto non si può dire del Cuore Immacolato di Maria, che assolutamente a sorpresa (si era classificato seconda nel girone proprio dietro San Gennaro) supera il Sacro Cuore che si era piazzato primo nel girone A, addirittura davanti a San Domenico, una delle squadre che fino a ieri sera aveva impressionato di più. Fino a ieri sera. Logico allora che, fra una settimana, i favori dei bookmakers vadano a San Gennaro, che già ha superato nel girone, per 6-3, i celesti del Cuore Immacolato: ma attenzione a questi “ammazza grandi”, per cui la finale rappresenta già un risultato storico, mai raggiunto in precedenza. Sarà battaglia vera. Per il bronzo, remake di San Domenico-Sacro Cuore, la partita che forse ha emozionato di più in queste Ecclesiadi. Nel girone fu 5-5, c'è da augurarsi che le due blues si divertano e facciano di nuovo divertire, senza pensare troppo alla medaglia. Ecco cosa è successo nei due incontri. SACRO CUORE – CUORE IMMACOLATO DI MARIA 2-4 Il “derby del Cuore” parte molto prima di oggi, con promesse di battaglia leale in campo e una sorta di gemellaggio tra le due formazioni, tra diversi componenti. Alla fine, un “quasi terzo-tempo” con annesso scambio di maglie. Inizia molto meglio il Sacro Cuore, il Cuore Immacolato di Maria sembra avvertire la tensione di giocarsi l'accesso al punto più alto della sua storia calcistica, e gli avversari sembrano far valere una maggiore intesa. Ma qualcosa cambia con il vantaggio dei celesti, con il n.10 Mirto, che segna un gran gol e carica i suoi. E pensare che era dato in dubbio fino all'ultimo. Pretattica? Il Sacro Cuore si riorganizza e torna a spingere, ma la difesa degli avversari sembra invalicabile: è l'unica Difesa in cui i Ministri sembrano due. A Lucanie, tra gli uomini più attesi, manca sempre lo spunto giusto, l'ultimo passo per andarsene via palla al piede. Due le tesi: o lui non è lui, o lì dietro Serlenga e Allegretta, e Farinola più tardi, giganteggiano. O entrambe le cose. Fatto sta che si resta a lungo sull'uno a zero, e il raddoppio nella ripresa del giovane Altamura ha due effetti opposti, quello di affossare il morale del Sacro Cuore e di far pensare agli outsider “Sì, si può fare”. Belgiovine si moltiplica, si fa trovare quasi sempre puntuale in difesa e si sbatte sulla fascia, ma non basta: su palla vagante Azzollini legge bene un mezzo pasticcio difensivo degli avversari e mette dentro il 3-0, con gioviale dedica alla curva. Poi il mister celeste inserisce l'ariete Binetti per tenere alta la squadra e favorire il gioco di sponda, complice la stanchezza dei suoi. Sembra chiusa ma Lucanie batte un colpo e col 3-1 fa vivere qualche minuto di sudore freddo agli avversari. Ma ci pensano in combinazione Mirto e Altamura, con il gol della doppietta di quest'ultimo, a ridare tranquillità. Tranquillità subito perduta, perché su rimessa laterale invertita il Sacro Cuore segna ancora, ma è l'ultimo boato dalla panchina dei favoriti. Non che il Sacro Cuore non ci abbia provato, specie nel secondo tempo: ma il portiere del Cuore Immacolato, Tattoli, lì dietro è un mostro. In uscita, di piede, con mano di richiamo, le prende quasi tutte. Il man of the match è proprio lui. Il Cuore Immacolato controlla il 4-2 e conta i minuti, c'è tempo solo per uno scontro testa contro testa che causa a Serlenga un taglio all'arcata sopraciliare, la ferita tipica dei gladiatori della difesa. “Una partita da cinque punti”, si scherza alla fine, perché il difensore riporta cinque punti di sutura per la ferita. Ma non smette di sorridere: nella serata di un traguardo storico c'è posto solo per la felicità. SAN GENNARO – SAN DOMENICO 6-1 Difficile sapere, in una delle sfide più attese fin dall'inizio, fino a che punto mancano i perdenti o sono perfetti i vincenti. Sta di fatto che un punteggio del genere era difficilmente prevedibile. San Domenico, perfetto o quasi (Sacro Cuore docet) sul piccolo campo di casa, ha sofferto gli spazi più larghi del calcio a 11, e viene eliminato dal campo più grande su cui si sono giocate le semifinali. Un caso, o una importante chiave di lettura su cui riflettere ? Il primo gol è già il quadro della imprevista facilità con cui San Gennaro finirà per accedere alla finale: assist servito con il portiere in uscita, il gol, del numero 7, arriva addirittura di petto, a porta vuota. San Domenico per la verità avrebbe subito l'opportunità di pareggiare, ma il destro del n.4, servito da un bel numero del n.7, termina alto. E' un manifesto del calcio espresso da San Gennaro il 2-0 che indirizza definitivamente la partita: lancio lungo del portiere, difesa avversaria presa controtempo, e il n.8 solo davanti al portiere avversario lo supera con un tocco morbido rasoterra. San Domenico è costretto allora ad impostare il gioco, San Gennaro fa buon viso a cattivo gioco e si crogiola con la possibilità di ripartenze veloci. Per giunta, capitan Minervini lì dietro è il solito: sacchi di sabbia, trincea scavata, e un messaggio sul cartello: “di qui, non si passa”. Ci prova, una volta, il 6 di San Domenico, ma trova l'ottimo spunto del portiere avversario. Finale di tempo tutto di San Gennaro, che di fatto chiude il match con abbondante anticipo: una bella azione corale, terminata dalla doppietta del n.7, porta al 3-0. E' una fotocopia dell'azione del 2-0 il gol poker, cambia solo l'interprete: lancio lungo del portiere, tocco del n.5 e gol. Il portiere di San Gennaro fa capire perché si chiama calcio a 5 e non calcio a 4. Solo la traversa, sugli sviluppi di una punizione, e un miracolo del portiere di San Domenico evitano che il passivo sia più pesante, al momento dell'intervallo. San Domenico tenta di affrettare i tempi battendo in porta a sorpresa sul calcio d'inizio della ripresa. Ancora il n.6 si libera bene, concludendo alto col destro, e iniziando a far meritare a San Domenico almeno il gol della bandiera, che difatti arriva poco dopo: passaggio filtrante, ed è il n.7 a trafiggere il portiere in uscita. C'è un momento in cui la partita sembrerebbe poter cambiare, perché San Gennaro si scopre vulnerabile e perde un po' il sangue freddo, San Domenico invece prende coraggio. Dura poco, però: è il n.8 a porre la firma sul 5-1 che chiude le residue speranze di vedere un finale di fuoco. Qualche contrasto molto duro, con conseguente richiamo dell'arbitro, fa da preludio, non prima di un paio di occasioni per San Domenico, alla tambureggiante azione che porta al gol del definitivo 6-1: l'8 dei “mimetici” di San Gennaro supera palla al piede due uomini, scarica per il n.5, miracolo del portiere ma di nuovo l'8 ribatte in rete. Potrebbe segnare di nuovo, nel finale, ma sarebbe stato troppo: 6-1 per San Gennaro, e tanta voglia di mangiarsi gli ultimi avversari che la separano da un oro vicino. BURRACO OVER 30 Era anche la giornata delle finali del Burraco, ed è la conferma che è il gran giorno del Cuore Immacolato di Maria: il risultato di 17-3 premia infatti la coppia Scardigno-Rinaldi (Cuore Immacolato di Maria) nella finale contro Salvemini-Gadaleta (Cattedrale), per un oro che adesso fa credere sul serio alla parrocchia di poter raggiungere il terzo posto nel medagliere finale. Nella finalina per il bronzo, Sgherza e Alborè (Sacro Cuore) superano nel derby interno Gadaleta e Marzo (Sacro Cuore). 1°-Medaglia d'oro - Scardigno-Rinaldi (Cuore Immacolato di Maria) 2°-Medaglia d'argento - Salvemini-Gadaleta (Cattedrale) 3°-Medaglia di bronzo - Sgherza-Alborè (Sacro Cuore)
Autore: Vincenzo Azzollini
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Ora che per noi il torneo è finito (almeno per quanto riguarda la vittoria finale) penso di poter dire alcune cose. Per primo che tutti noi del Sacro Cuore siamo soddisfatti di tutto ciò che abbiamo fatto in queste 4 partite del torneo e siamo consapevoli di essere andati oltre ogni aspettativa iniziale. Infatti a differenza di quanto scritto nell'articolo noi non eravamo per niente i favoriti, nè in questa partita, nè in tutto il torneo. Proprio per questo, visto che per noi già la qualificazione era un grande traguardo, siamo super contenti di essere arriati primi nel girone, prima di San Domenico, e non tanto grazie al criterio delle ammonizioni, quanto grazie alla partita cotro di loro quando perdevamo 5-1 al primo tempo e riuscimmo a recuperare fino al 5-5. Detto questo però, devo dire che sinceramente iniziavo a pensare che non avremmo demeritato la finale e che era un obiettivo alla nostra portata. E il campo lo ha dimostrato perchè abbiamo avuto ben più occasioni del Cuore Immaccolato nella partita. Purtroppo però nel calcio non vince chi crea più occasioni, ma chi ne concretizza anche solo una in più degli avversari. E il rammarico è ancora più grande per come sono arrivati i gol subiti, e mi riferisco ai 2 gol presi per errori evitabillisimi in difesa. Colpa di chi li ha commessi certo (e giuro che in quel momento lo avrei riempito di parolacce, anzi dentro di me l'ho fatto), ma una squadra si chama così perchè formata da tanti giocatori che hanno lo stesso obiettivo, e allora pensando che io avrei potuto fare lo stesso errore tranquillamente, rimangio tutto quello che h pensato in quel momento. Dopo tutto sto papiro, faccio i miei complimenti al Cuore Immaccolato e auguro loro buona fortuna per la finale. Almeno avremo l'onore di essere stati eliminati dai vincitori finali...

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