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E’ Molfetta! La città dei cantieri perenni. Piazza Cappuccini devastata
Piazza Cappuccini devastata
26 dicembre 2021

MOLFETTA - Nella nostra città, da alcuni anni, sono in corso attività importanti di trasformazione del suo aspetto: aspetto che la renderà ‘diversa’, migliore? da come eravamo abituati a vederla. Questo, secondo le intenzioni di coloro che ci stanno mettendo le mani.

L’Amministrazione in carica dal 2017 (finirà, a dio piacendo, il prossimo anno!) sta portando avanti un’intensa attività di trasformazione - miglioria: viene venduta/definita dai suoi attuatori - del tessuto urbano. Molte opere hanno coinvolto anche artisti illustri. Tipico è quanto realizzato alla nuova rotatoria di via Terlizzi; dove oltre alla rotatoria – necessaria per regolamentare l’incrocio fra, appunto, via Terlizzi e le intersezioni di vie, sorte a servizio dei nuovi quartieri, sviluppati nella parte sud della città, sono state realizzate due torri che ricordano le torri di accesso ad una città ‘egizia’. L’artista di origini molfettesi Gaetano Grillo, ha voluto ‘regalare’? alla città ed ai suoi cittadini, un’opera originale che non tutti hanno compreso; ben fatto, comunque.

Sembra che altri “regali” – di questo tipo - siano in serbo per noi cittadini.

Il corso Umberto, ormai da anni, è interessato al restauro dei marciapiedi e del fondo stradale, con installazione di un nuovo impianto luci a led e piantumazione di nuovi alberi di oleandro in sostituzione di quelli esistenti… anziani ed in gran parte infestati e/o malati. Quest’ultima opera, c’è da sottolinearlo, non sembra aver invertito la tendenza in atto in questa che era considerata la ‘via dello shopping’: sta perdendo tale connotazione, per la chiusura di tanti dei rinomati negozi che c’erano. Verosimilmente diventerà solo la ‘via dello struscio’.

In p.zza A. Moro, è sorta una fontana; a proposito: Molfetta era l’unica città metropolitana di Bari, che non aveva alcuna fontana; lacuna colmata!). Un’opera notevole, di cui non siamo in grado di valutare il valore artistico. Una notazione: per le giornate ventose, (vedi foto) è stato previsto un impianto (leggermente… nascosto fra alberi e lampioni dell’illuminazione pubblica: quindi, probabilmente non molto efficace) con anemometro che, nel caso di vento gagliardo, dovrebbe ridurre il flusso dello zampillo centrale. Ciò, non sempre succede (come detto, l’anemometro è un po' coperto… legge poco il vento): in alcune giornate con vento particolarmente forte, le auto in transito subiscono un lavaggio gratis; i pedoni? è meglio che girino al largo, pena una doccia indesiderata.

Sono state realizzate altre rotatorie viarie, in strade nelle quali, alcuni incroci, anche a causa della scarsissima propensione di noi cittadini, alla correttezza… urbana, creavano problemi di precedenze e conseguenti conflitti. Questo, in particolare – ad esempio – in zona antistante i ‘Licei Einstein e Leonardo da Vinci’. Ci permettiamo di segnalare un altro incrocio (ben cinque intersezioni) via M. dei Martiri, viale dei Crociati, S.S. 16 litoranea, via C. Salvemini e viale del Cimitero, in cui, malgrado il semaforo, in alcuni giorni, si creano ingorghi indegni. Abbiamo fiducia che ci si stia pensando su! Lo spazio per un’ampia rotatoria, c’è.

Sulla ‘S.S. 16 litoranea’, in entrambe le direzioni - Giovinazzo e Bisceglie - sono stati installati dei totem (muniti di telecamere e sensori di rilievo velocità?) che dovrebbero riprendere le eventuali, numerose violazioni al Codice della Strada che sono regolarmente consumate nei tratti di tale statale e che, in moltissime occasioni, hanno generato incidenti mortali.  En passant, a proposito di tali marchingegni, molti cittadini si chiedono se, appunto gli apparecchi di sorveglianza (telecamere e quant’altro, in aggiunta alla numerosa segnaletica orizzontale/verticale che impone limiti di velocità e divieto di sorpasso) riprendano le violazioni al codice e, di conseguenza poi, tali violazioni vengano giustamente sanzionate! E’ un dubbio giustificato perché, a giudicare della noncuranza con la quale si continua a delinquere (sorpassi azzardati anche in zone cieche dalla strada; superamento del limite imposto di velocità, a 50 km/h persino dai mezzi pubblici che percorrono tali tratti di strada a velocità ben superiori al limite) nasce il dubbio che i totem siano una sorta di tigre di carta, messa lì (solo) per… spaventare; ma una volta capito che si può continuare con le brutte abitudini, la tigre viene ignorata. Addirittura, qualche buontempone ha applicato dell’adesivo su quelli che sembrano essere gli obiettivi di ripresa dei totem! Ci auguriamo che sia solo una nostra impressione; perché, se così non fosse…

Piazza Margherita di Savoia, meglio conosciuta come piazza Cappuccini per la presenza della cappella e del convento, appunto dei frati Francescani Cappuccini.

E’ una piazza esistente da oltre un secolo: al centro vi è il monumento bronzeo del sacerdote Vito Fornari, circondato da un’aiuola – ben curata - protetta da un’inferriata metallica; intorno panchine pubbliche; su un lato lo storico chiosco di un’edicola. Tutto intorno, palazzi ottecenteschi che fanno da cornice alla piazza, molto frequentata, perché abbastanza centrale.

Abbiamo adoperato il tempo verbale presente! Sarebbe stato molto più opportuno il tempo passato perché, adesso, la piazza è letteralmente devastata, come mostra l’immagine ripresa dalla scalinata dell’ingresso della chiesa.

E, questa situazione permane da diversi mesi e, non se ne capisce la ragione. A prescindere dall’aspetto orribile della recinzione di sicurezza provvisoriamente realizzata per il cantiere di restauro della piazza, sul lato C.so Margherita di Savoia – via E. Germano, c’è - più corretto dire: c’era! - la fermata dei mezzi pubblici sia urbani che delle linee interurbane Molfetta-Terlizzi-Ruvo, con relativa pensilina non più esistente sul marciapiedi. I viaggiatori attendono l’arrivo dei mezzi sulla strada, peraltro piuttosto trafficata, in certe ore, con evidenti pericoli. La fermata è stata spostata qualche metro più verso l’imbocco di via Germano.

Non ci sono più operai che lavorano; il cantiere è fermo e non se ne capisce la ragione né, se e quando riprenderà per il completamento dell’opera. La realtà del momento è che avevamo un piazza con un certo decoro; non era il massimo in fatto di ‘piazze capolavoro’, da fotografare o mettere come attrazione turistica di Molfetta; ma c’era e c’è stata da non sappiamo quanti decenni, senza che alcuno, almeno in apparenza, abbia sentito la necessità di modificarne l’assetto o abbia mosso critiche al suo aspetto! Adesso abbiamo un cantiere… perenne? Quando si sbloccherà la situazione e potremo avere nuovamente l’agibilità di una piazza cittadina, che – crediamo – nessuno ne ha richiesto il restauro, almeno non in queste modalità?

Vogliamo accennare alla vicenda, anche essa criptica, intricata, che nessuno si decide a chiarire: ri-avremo mai, noi Molfettesi, nuovamente l’agibilità della PISCINA COMUNALE? realizzata con pubbliche risorse e poi vandalizzata! O dovremo continuare a ‘migrare’ per fare un po' di nuoto fuori stagione?

Sembra che nella nostra città, l’unica cosa che vada… spedita, siano le ‘licenze di costruzione’ e l’edificazione di nuovi fabbricati di abitazioni, nei siti più disparati: in (riva al) mare, palazzoni che ostruiscono la vista (retro Stazione), via XXV Aprile, ecc., ecc. . Servono tanti nuovi vani? Ma, si sa, l’ “impresa privata va!”

Come dire? Molfetta – cantieri perenni!

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Autore: Tommaso Gaudio
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