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Di Gioia convoca il centro sinistra Dai partiti appoggio sulla sua idea di opposizione, ma anche molte critiche
06 luglio 2006

MOLFETTA - La riunione convocata ieri sera da Lillino di Gioia è stata assieme la più tradizionale delle analisi del voto, che pare obbligatoria soprattutto in caso di sconfitta, e tentativo di abbozzare l'azione futura per il centro sinistra. Invitati i partiti della coalizione, anche quelli con cui c'è stata intesa al ballottaggio, e i condidati più suffragati delle liste. In queste categorie non rientrava evidentemente Matteo d'Ingeo, materializzatosi nell'ultima fila della sala appena iniziata la riunione ed esortato da Di Gioia ad andar via, proprio perché non invitato, cosa che D'Ingeo ha fatto. Dopo questo episodio, Di Gioia ha iniziato appunto l'analisi di quella che ha definito una “normale sconfitta elettorale, non una debacle, come qualcuno pure ha detto”, dovuta all'atteggiamento contraddittorio di alcuni partiti dopo le primarie; per usare le sue parole “ci sarebbe molto da dire sul tempo che il centro sinistra ha impiegato a ritrovarsi attorno al suo candidato” con, per sopraggiunta, la “mina vagante D'Ingeo, cancrena del centro sinistra”. Poi ha puntato il dito contro il risultato deludente di alcuni partiti, di Rifondazione e soprattutto dei minori della sinistra; per finire alla “questione socialisti”, spaccati fra due schiaramenti e non riunificati nemmeno con l'accordo prima del ballottaggio, fatto, per utilizzare una sua colorita espressione, quando i “topi erano già scappati”, sarebbe a dire quando alcuni consiglieri si erano già spostati su Azzollini. Questo per ciò che è stato, ma Lillino di Gioia è pronto a ripartire, dal Consiglio Comunale e dalla città, per un'opposizione dura, che contempli una sinergia con i livelli istituzionali in cui il centro sinistra governa - Provincia, Regione, Parlamento nazionale - determinante per molte questioni con cui la giunta Azzollini intende presto misurarsi. Ad iniziare da quella del porto. Per Di Gioia sarebbe essenziale che la Regione avocasse a sé la gestione dei finanziamenti per i lavori previsti, trattandosi appunto di un porto regionale. Ma vale anche per l'Asi, per la sanità, per l'impianto di gestione delle acque reflue. Questo un livello, cui aggiungere poi la formalizzazione di una sorta di “governo alternativo”, fatto dai consiglieri comunali di opposizione, circondati da un team di esperti provenienti dai partiti, che porti alla città non solo il controllo dell'azione degli assessori di Antonio Azzollini, ma anche proposte di diversa gestione. Con una consapevolezza, a dir la verità condivisa da tutti gli intervenuti, che un'opposizione, fatta solo nell'aula “Carnicella” da 12 consiglieri comunali, ridottisi già a 9, qualcuno in sala scendeva pure ad 8, rischierebbe di essere sterile e nemmeno percepita dai cittadini. Proposte dell'ex candidato sindaco che sono state sostanzialmente accolte da Annalisa Altomare, del Riscatto della città, Angela Amato del Movimento del Buon governo e pur con l'aggiunta della richiesta di una sorta di resa dei conti all'interno del centro sinistra, per capire cosa non abbia funzionato nell'appoggio a Di Gioia, da Mauro de Robertis dell'Udeur. Di tutt'altro tono l'intervento di Franco Visaggio, consigliere regionale per la Rosa nel pugno, al quale più che l'opposizione, è sembrato interessare il futuro del centro sinistra. “Questa sconfitta ci deve servire per trovare un'intesa vera per il futuro – ha affermato Visaggio -. Siamo stati sconfitti da noi stessi e dalla nostra presunzione”. Lamentandosi, poi, della incapacità dei livelli regionali e provinciali dei partiti ad imporre ai circoli locali la riunificazione di tutto il centro sinistra. Visaggio ha chiuso il suo intervento invitando tutti a “superare quei preconcetti, quelle riserve mentali che continuano a persistere nel centro sinistra, con i quali non riusciremo mai a riproporci al governo della città”. Diversa la posizione degli altri partiti. Antonello Zaza, neo assessore provinciale di Rifondazione comunista, ha ritenuto una fuga in avanti quella di Gioia, il centro sinistra dovrebbe affrontare prima i nodi politici al suo interno, interrogandosi sui quattromila cittadini che non sisono recati a votare al ballottaggio o sui 1200 che, pur di centro sinistra, hanno fatto scelte diverse, con chiaro riferimento ai voti andati a Matteo d'Ingeo. Confronto tutto politico, piuttosto che tuffo a testa bassa nelle questioni amministrative, chiesto anche da Cosimo Altomare, coordinatore cittadino della Margherita, che ha auspicato anche un rinnovo della classe dirigente. Ancora più netta la posizione di Mimmo Favuzzi, presidente cittadino dei Democratici di sinistra che ha iniziato il suo intervento con due bordate, prima affermando: “La convocazione di questa riunione non ci è piaciuta”; e rincarando la dose nel dire a Di Gioia: “Il ruolo di leadership venuto fuori dalle primarie si è concluso con il ballottaggio”. Rifinendo il tutto con il riferimento ad una coalizione che “deve ridefinire con chiarezza la sua identità ed i suoi confini". Per Mimmo Favuzzi prioritaria rispetto all'organizzazione dell'opposizione nel senso chiesto da Di Gioia, è la questione tutta politica di sanare le ferite ancora aperte nell'Unione, senza affrettare i tempi, ridando un ruolo ai partiti. Lillino di Gioia ha ascoltato e incassato, rintuzzando l'accusa di aver voluto compiere una fuga in avanti convocando la riunione e negando di voler rivendicare per sé la leadership del centro sinistra, anzi, si è detto disposto ad un passo indietro, ventilando addirittura l'ipotesi di poter rinunciare anche alla presenza in Consiglio Comunale.
Autore: Lella Salvemini
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caro santoro, questi commenti rimangono riflessioni in libertà non essendo gravate da obiettivi o responsabilità alcuna per cui l'anonimato, per me, garantisce solo maggiore serenità del lettore che conoscendomi potrebbe avere preconcetti. mi scuso comunque per questo, sò che non è condivisibile. detto ciò noto che non sono riuscito a chiarirmi appieno, riprovo: se d'ingeo fà attacchi personali, infamanti e non supportati da alcun fatto...il luogo per chiarire certe cose non è certo il conclave del centro sinistra o la stampa. potrei facilmente interpretare che d'ingeo cercasse solo facile e meschina visibilità. altro senso ai suoi comunicati e a buona parte della campagna elettorale, non trovo. bene ha fatto Lillino ad evitare "la rissa" in pubblico. riguardo i suoi suggerimenti alla sinistra:alla fine la sinistra è riuscita a ricompattarsi, a rispettare le regole che si era data e ad arrivare a 3000 voti dalla vittoria. 5 anni fà, e non oggi, la sconfittà fù una debacle. non perdiamo la memoria e riconosciamo a lillino qualche merito. il d'ingeo, invece, mi è sembrata solo una "prima donna" che un buon allenatore mette sempre fuori squadra. si è sempre preoccupato che i suoi veleni avessero la massima risonanza, ha chiamato i fotografi pure a immortalare il suo "non voto". che poi sappia giocare o meno non l'ha mai dimostrato nè credo gli interessi, non ricordo grandi idee o proposte nè capacità di mediazione che è necessaria per fare il leader. giusto per giocare ai paragoni, bbandonando quelli calicistici, paragonerei lillino a napoleone, giunto al potere in modo anche criticabile ma che seppe dimostrarsi il sovrano più illuminato della storia di francia (almeno così l'ho immaginato io in campagna elettorale) mentre d'ingeo mi ricorda solo Tomàs de torquemada, sperando che zaza e favuzzi non diventino Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona...
Caro "Sbalordito" da me... Le consiglio di firmarsi perché io esprimo sempre le mie opinioni dicendo chi sono, mentre gli anonimi si nascondono perché non hanno il coraggio delle proprie idee. Comunque: facevo solo una riflessione, cioè quella che l'Ing. Di Gioia, se avesse la statura politica che taluni nella sinistra molfettese (compreso Lei a quanto ho capito) continuano a riconoscergli, avrebbe preso la presenza di D'Ingeo come un passo in avanti dopo la campagna elettorale del "GOGGIONE MAI" che ha fruttato al D'Ingeo esattamente i voti che mancano all'Ing. DiGioia per raggiungere la somma della sua coalizione. Anzi, era una occasione che una mente POLITICA VERA non si sarebbe fatta sfuggire! Comunicativamente l'ing. DiGioia avrebbe potuto accettare la presenza di D'Ingeo e avrebbe potuto invitarlo a proporre politiche di sinistra per compattare l'opposizione di cui Lui si faceva parte fondante. Risultato possibile n. 1: D'ingeo non accettava = si sarebbe detto: DiGioia colloquia e si mostra "superiore" e D'Ingeo gioca a sfasciare. Risultato possibile n. 2: D'ingeo accettava = si sarebbe detto: Di Gioia promotore del colloquio, D'Ingeo rientra all'ovile riconoscendo in DiGioia un interlocutore privilegiato. Risultato ottenuto nella realtà da DiGioia: D'ingeo cacciato = tutta la coalizione che si domanda chi è Di Gioia...insomma una situazione alla TAFAZZI (ricordate il comico portato avanti dal trio Aldo-Giovanni-Giacomo divenuto famoso per le botte negli adorati Zibidei?) Sono io lo sbalordito: fra tutte le scelte possibili la sinistra ed i suoi elettori, compreso Lei, continuano a non capire le riflessioni che - mi permetta di dirLe - erano dettate dal più alto spirito obiettivo e disinteressato. Solo una concessione ho fatto alla mia parte politica, ovvero che, finché gli elettori ed i dirigenti della sinistra (o coloro che si reputano tali) continueranno a comportarsi così vi sarà un lungo governo cittadino di destra. Francamente, però, credo che questa appena detta sia affermazione di una qualche verità riconosciuta persino da molta parte degli elettori di sinistra e ciò comporta un vulnus grave per la città, perché una opposizione dormiente è una opposizione inesistente. Un'ultima riflessione: se fossi un elettore di sinistra, conoscendo i consiglieri eletti in mia rappresentanza, preferirei affidarmi ad un controllore attento (talvolta sbracante) ma comunque puntuto e stakanovista come D'Ingeo. Se, invece, volessi creare una squadra capace di vincere sceglierei un "allenatore" capace di gestire uno spogliatoio e non di ecludere giocatori... Ecco perché, l'aver scelto un allenatore come DiGioia, rimane un aspetto della vicenda "Elezioni" che è sembrata una volontà precisa di giocare a perdere. Una sorta di GARRAFFA ELETTORALE in cui si voleva dare a bere a buona parte degli elettori un vino che, come ha dimostrato l'Ing. DiGioia, è andato all'ACETO! Ed ora basta con i suggerimenti alla parte avversa: se continuerà a non capire io sarò contento comunque. Anzi, forse di più!


Da elettore del centro-destra questa questione della CACCIATA DAL PARADISO DI D'INGEO mi spinge a fortissima ilarità perché sono convinto che, alla destra, aspettano decenni di governo della città. Alcune riflessioni voglio però farle. Delle due l'una: o l'incontro era pubblico e quindi chiunque poteva intervenire oppure era riservato ed i giornali non avrebbero dovuto darne conto perché aveva la necessità d'essere reso pubblico quanto una pizza tra amici. Siccome penso che i giornali ne abbiano avuto conoscenza per comunicati stampa è evidente che l'incontro era "aperto" alla cittadinanza. Quindi per me D'ingeo ha ragione. Poi una riflessione POLITICA potrei farla: l'opposizione di chiama UNIONE, è spaccatissima per colpa dell'Ing. Di Gioia, il quale, PROPRIO DALL'INTERVENTO DI D'INGEO avrebbe potuto cogliere l'occasione di aggregazione. Cosa sarebbe costato a DiGioia dire: "Visto che il Prof. D'ingeo è intervenuto a questo dibattito apriamo un dialogo". Sarebbe stato visto, addirittura come colui che ACCETTA il PRIMO PASSO FATTO DAL D'INGEO! Il problema è che, forse, non vi è la STATURA POLITICA nella sinistra molfettese per effettuare tali scelte, a tutto vantaggio PER FORTUNA della destra, sicuramente con la presenza di persone che attorno ad un tavolo si mettono, discutono e realizzano sicuramente migliaia di cose di più di una opposizione che vuole fare una Giunta-ombra per la formazione della quale ci sono cacciate, lotte intestine, parole a vanvera come i nomi dei partiti: come l'UNIONE.



Amici della rete, del centro sinistra e della stampa , volevo informarvi che ieri sera è accaduto quello che prevedevo e che era già scritto. Il" leader maximo" del centro sinistra, un certo Lillino Di Gioia, aveva appena cominciato il suo intervento introduttivo sull'analisi del voto, quando mi sono materializzato, tra le poche decine di presenti, nella sala di san domenico, per la riunione che mi sembrava pubblica, dal momento che le redazioni dei giornali ne davano notizia. E cosa è accaduto? Non potreste mai immaginarlo!! Il leader di Gioia ha interrotto il suo intervento per invitare il " d'Ingeo " ad abbandonare la sala perchè non gradito e non invitato. Non avevo capito! Perchè poteva esserci anche qualche altro d'Ingeo. Invece no! Che sfiga essere l'unico matteo d'Ingeo . Ora, io non sono preoccupato per me stesso, perchè non mi umilia essere invitato a lasciare un'assemblea da persone come Di Gioia. Anzi mi ha fatto un regalo, mi ha dato ragione dei suoi silenzi. Sono preoccupato, invece, per chi ritiene che questo signore possa essere per i prossimi anni il " condottiero" dell'opposizione. Ma che uomo è questo che ha paura di confrontarsi. La riunione era pubblica, perchè pubblica era la sala utilizzata e perchè pubblicizzata era la riunione sulle testate giornalistiche locali on-line. L'uomo si è presentato nella sua veste più arrogante. Ho ascoltato comunque dall'esterno tutto il suo intervento e lui ha ribadito che con il suo governo ombra vuole ripristinare" il rispetto delle regole e della legalità" a Molfetta. LUI!! Amici del centro sinistra siamo e siete ancora in tempo ad isolare questo personaggio della peggiore tradizione democristiana. Se Matteo d'Ingeo è " la cancrena" del centro sinistra ( a dire del Di Gioia) andate tutti a farvi dei controlli e delle vere "analisi" , potreste aver contratto il morbo del secolo, la L .d. D. che produce monossido di carbonio nell'intestino. Che dirvi! Spero solo che ci sia una vera auto-convocazione del centro sinistra a breve non convocata da certi personaggi preistorici. matteo d'Ingeo




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