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Decreto Minniti-Orlando: Oasi2 (Molfetta, Bisceglie, Trani)si unisce alla protesta del mondo del sociale
15 aprile 2017

MOLFETTA - Il 12  aprile la Camera ha approvato il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione con 240 voti a favore, 176 voti contrari e 12 astenuti. Il decreto contiene “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Secondo le dichiarazioni degli stessi ministri, il decreto nasce dall’esigenza del governo di accelerare le procedure per l’esame dei ricorsi sulle domande d’asilo, che nell’ultimo anno sono aumentati e hanno intasato i tribunali. Dall’altra parte il governo vuole aumentare il tasso delle espulsioni di migranti irregolari.

I punti principali del decreto sono quattro: l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno fatto ricorso contro un diniego, l’abolizione dell’udienza, l’estensione della rete dei centri di detenzione per i migranti irregolari e l’introduzione del lavoro volontario per i migranti. Nel primo grado di giudizio l’attuale “rito sommario di cognizione” sarà sostituito con un rito camerale senza udienza, nel quale il giudice prenderà visione della videoregistrazione del colloquio del richiedente asilo davanti alla commissione territoriale. Senza contraddittorio e senza che il giudice possa rivolgere domande al richiedente asilo che ha presentato il ricorso.

Il piano prevede inoltre un allargamento della rete dei centri per il rimpatrio, gli attuali Cie si chiameranno Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio). Si passerà da quattro a venti centri, uno in ogni regione, per un totale di 1.600 posti. Il Ministro dell’Interno Minniti ha assicurato che i nuovi centri saranno piccoli, con una capienza di cento persone al massimo, sorgeranno lontano dalle città e vicino agli aeroporti e soprattutto saranno “tutt’altra cosa rispetto ai Cie”.

Arci, Acli, Fondazione Migrantes, Baobab, Asgi, Medici senza frontiere, Cgil, A buon diritto, Centro Astalli, hanno promosso una protesta contro il decreto, che non è bastata a fermarne l’approvazione. La Comunità Oasi2 San Francesco Onlus si unisce alla protesta di chi da anni lavora nel settore rilevando le numerose criticità dell’impianto legislativo.

Annullare la possibilità del ricorso  e abolire l’udienza significa negare la possibilità di avere un giusto processo, il diritto al contraddittorio e  legittimare l’applicazione di un diritto differenziale a seconda della “categoria sociale”.  Ribattezzare i Cie come Cpr, con modalità apparentemente nuove, favorisce una ghettizzazione che segue le logiche securitarie, piuttosto che quelle umanitarie.

Per migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema avrebbe molto più senso investire risorse nella creazione di canali umanitari, rivedere la legislazione attuale, lacunosa in molte parti, puntando anche sulla regolarizzazione dei lavoratori già presenti sul territorio italiano che sempre più numerosi affollano ghetti metropolitani e rurali.

In qualità di lavoratori esperti del settore, da anni critichiamo fortemente la filosofia ispiratrice il nuovo decreto, che “rischia di trasformarci da operatori sociali in pubblici ufficiali”: l’immigrazione non è un fenomeno ascrivibile e da esporre alle sole politiche securitarie, ma una questione molto più complessa, che impone approcci integrati e ispirati maggiormente alla tutela dei diritti inviolabili della Persona, a visioni di società aperte e multiculturali e basate sul welfare.

La Comunità Oasi 2 San Francesco onlus (Molfetta, Bisceglie,Trani)

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