Recupero Password
Da grande volevo la Leica Addio Novecento - Eventi di un secolo a Molfetta attraverso le foto
15 ottobre 1999

di Ignazio Pansini Da anni si parla a Molfetta della necessità di creare un centro di documentazione iconografica, che raccolga, selezioni, e cataloghi il materiale già noto, e quello che potrebbe aggiungersi grazie ad una razionale campagna di sensibilizzazione. Certamente i contenitori già esistenti, e soprattutto la Biblioteca comunale, offrono in merito un primo consistente riferimento, anche se in genere si tratta di materiali stampati a corredo di testi scritti. D’altra parte un’eventuale decisione di impiantare un centro di questo tipo deve prevedere una gestione che assicuri una durevole e agevole fruizione da parte del pubblico. Inutile nascondersi le difficoltà che presenta un progetto di questo genere: scarsità di personale comunale, perplessità sulle cogestioni con sponsor privati o agenzie specializzate, limiti di un approccio che privilegi eccessivamente la multimedialità. Devo dire che vi sono diversi segnali positivi: una stampa locale da tempo attenta all’iconografia storica; il personale della Biblioteca comunale, dell’Archivio storico e di quello Diocesano; l’Archeoclub; il centro studi molfettesi; il grande progetto Comunale, in via di attuazione, del contenitore polivalente di San Domenico. Ma non voglio certo rifare la parte di Candido e Pangloss nel migliore dei Mondi Possibili. Sappiamo tutti, e lo abbiamo verificato, quanto sia difficile conciliare storie, ruoli, esigenze diverse, e spesso anche incomprensioni. E tuttavia bisogna tentare: la questione è vitale per la futura memoria storica di Molfetta e merita un confronto, anche duro, ma sempre costruttivo, che mi auguro possa svilupparsi sulle pagine di QUINDICI. Vediamo intanto di aggiungere anche noi qualche nuova tessera al mosaico iconografico della Molfetta novecentesca. In questo e nei numeri di “Quindici” che seguiranno, mostreremo immagini di alcuni eventi, personaggi e quant’altro, che nell’arco di più o meno un secolo ci sono sembrati meritevoli di pubblicazione. Intendiamoci: le cosiddette “storie fotografiche”, comprese quelle locali, hanno dei grossi e notissimi limiti: la “visione” di chi sceglie, il materiale disponibile, la sensibilità, le intenzioni (e la bravura) di chi all’epoca scattò, gli ambiti scelti e la possibilità di documentarli esaurientemente. Perfettamente consapevoli di tutto ciò, offriamo comunque ai lettori alcune “schegge” visive di questo tormentato Novecento, con l’auspicio che qualcuno voglia cavarne altre, magari splendide, dai suoi polverosi cassetti, ed offrirle alla conoscenza di tutti. Didascalie delle foto 1) 1905. Un intellettuale socialista, o forse repubblicano, va dal fotografo Michele De Gennaro di Molfetta, e si fa fotografare con lo sguardo truce ed il saio francescano di Giordano Bruno (che in realtà fu domenicano). Sul retro scrive alcuni versi inneggianti alla redenzione del popolo, e alla memoria del grande filosofo vittima dell’Inquisizione. Riportiamo l’ode dell’anonimo vate di provincia (Gioacchino Poli?), come inconfondibile “segno” di un’epoca. Gemer, o fratelli, nel fatidico pianto, E’ quant’oggi dona civil società, Ma già sento l’armonia del canto, Frutto novello di nuova età, Canta l’augello, compone l’autore, Per ambo è l’alba, è vita migliore! Pel popol negletto è redenzione, Annuncia lo splendor del raggio, Già s’approssima la stagione, E’ per sorrider il 1° Maggio, Se d’epopea precursor v’è uno, Non frate sarà, ma un altro Bruno! 2) Ecco Piazza Municipio, assurta recentemente agli onori delle cronache cittadine per una ristrutturazione ancora in corso, che ha provocato da una parte critiche strumentali e storicamente claudicanti, dall’altra reazioni stizzose. Aspettiamo di vederla a lavori ultimati. La fotografia dovrebbe essere di poco successiva al 1910, perché sul muro di Palazzo Giovene sono visibili tracce di calce. In quell’anno, e per l’ultima volta, la nostra città, come altre, fu sconvolta da un’epidemia colerica, che provocò numerose vittime e qualche tumulto, dovuto a provvedimenti di pubblica igiene, generosamente organizzati da giovani volontari, e fraintesi dalla plebe. Fra le misure profilattiche adottate, vi fu quella di imbiancare di calce i muri delle case, “quasi un’imitazione allusiva all’orrida candidezza dei sudari”, come scrive Orazio Panunzio nella sua bella “Storia per Molfetta”. 3) Le statue dei nostri monumenti giacciono nelle piazze di Molfetta, esposte alle ingiurie del tempo, delle intemperie, e anche dello smog. Le figure, e soprattutto i volti dei nostri maggiori, specie quelli bronzei, sono ricoperti da patine multicolori, che ne alterano i lineamenti, già difficilmente visibili per la lontananza. Credo che la statua meno fruibile dai cittadini sia oggi quella di Vito Fornari, opera di Filippo Cifariello, inaugurata nel 1913. Questa fotografia, tratta dal volume “Cifariello” di Guido Marangoni (Milano, Ceschina, 1936), ci restituisce da vicino, in tutta la sua bellezza e intensità espressiva, la figura dell’abate, nell’atto di sfogliare la sua opera più famosa, e dall’alto del più bel monumento di Molfetta. 4) 27 luglio 1916. Alle cinque del mattino una formazione aerea austriaca bombarda Molfetta. Le bombe cadono nei pressi di Largo Principe di Napoli e di Corso Umberto. Molti danni alle abitazioni, sei morti, decine di feriti. Due giorni dopo si svolgono in forma solenne i funerali. I sei feretri, portati a spalla dai parenti, e scortati da militari delle varie armi, sono fermi davanti al Seminario Vescovile, in attesa che il fotografo fissi sulla lastra il mesto corteo. Particolari di un mondo scomparso: donne acconciate tutte allo stesso modo, borghesi in paglietta, bambini aggrappati all’inferriata del Seminario per vedere meglio.
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2023
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet