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Corsivi Colpevole superficialità
15 febbraio 2007

Stupore, sconcerto e l'inizio di un drammatico incubo per quei cittadini che hanno acquistato gli appartamenti sotto sequestro preventivo. Soprattutto tanta rabbia per una vicenda piombata sulla città non certo come un fulmine a ciel sereno, anzi. I rischi di possibili scenari inquietanti erano stati annunciati pubblicamente a partire dal 2004, con un crescendo d'iniziative: dibattiti, manifesti, interpellanze e discussioni accese in Consiglio comunale. Ma ad ogni esortazione del centrosinistra a fermare l'azzardo, la maggioranza lesinava risposte. Dopo una prima relazione, avvallata dalla maggioranza, del Capo dell'Ufficio Tecnico, Ing. Giuseppe Parisi (8 febbraio 2005), in Consiglio comunale l'argomento fu sempre rinviato. Una melina che spinse i consiglieri d'opposizione a chiedere alla Regione il controllo della legittimità degli atti relativi all'espansione edilizia nelle Zone B4. Insomma chi poteva farlo non si assunse la responsabilità di fermarsi un attimo, per fugare ogni ragionevole dubbio, non solo per i rilevanti interessi economici in gioco, ma soprattutto per ricadute sociali, nella malaugurata ipotesi, remota, ipotetica o fantasiosa, che le cose potessero andare per il verso sbagliato. Invece si è lasciato che il fiume scorresse libero e alla fine è arrivata l'alluvione, anzi lo tsunami. QUINDICI di questa vicenda ha sempre dato conto ai lettori, riportando i fatti così come si evolvevano sotto gli occhi di tutti, sulla base di fonti documentali pubbliche, senza dare giudizi di valore sulle varie posizioni. Ad un certo punto, la contrapposizione tra maggioranze ed opposizione era tale che s'era superata la soglia di ogni mediazione sul da farsi. Le tesi contrapposte partivano da diverse visioni concettuali. Per l'ing. Parisi e per l'amministrazione comunale il contesto (167 e Lotto 2) era dotato di urbanizzazioni sufficienti ad assorbire nuovi insediamenti per almeno 1.000 abitanti (ad occhio circa 250 nuovi appartamenti), una condizione che non rendeva necessario un Piano Particolareggiato. L'opposizione asseriva il contrario e che senza un Piano, i nuovi insediamenti avrebbero appesantito le urbanizzazioni esistenti con il peggioramento della vivibilità qualità di tutta la zona. Il centrosinistra chiedeva chiarimenti, la sospensione dei cantieri e dei rilasci dei permessi a costruire, il centrodestra rispondeva picche, come se le argomentazioni degli avversari politici fossero delle fesserie o eresie. In questo scontro una cosa era chiara: l'affare B4 o era una cosa grossa oppure una grossa balla arditamente costruita. Per ora il pendolo si è fermato dalla parte sbagliata, perché la questione, da diatriba politica, si è trasformata in dramma sociale.
Autore: Francesco Del Rosso
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