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Continua la strage delle palme distrutte dal Punteruolo Rosso
15 gennaio 2009

Sono altre quattro le palme colpite dal Rhynchophorus ferrugineus il parassita originario dell'Asia meridionale che da qualche tempo si è stabilito nella nostra città e che ha portato, in poco più di un anno, all'abbattimento di decine di palme secolari. Il numero delle palme abbattute o pronte all'abbattimento continua a salire e solo nell'ultimo mese ha raggiunto le dieci unità. Oltre ai recenti abbattimenti in piazza Vittorio Emanuele II, Banchina S. Domenico e Cimitero comunale, in cui sono state complessivamente abbattuti cinque esemplari (l'abbattimento è stato necessario poiché le palme completamente svuotate dal coleottero al loro interno possono accidentalmente piegarsi su se stesse e compromettere la sicurezza di chi in quel momento si trova nelle immediate vicinanze), si registrano altri casi di palme infette. Le ultime in ordine cronologico, dopo quelle già individuate dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale guidato dal Ten. Gaetano Camporeale all'interno dell'atrio della Scuola Media Pascoli e su via Terlizzi sono le palme che si trovano all'interno del Parco comunale di Ponente. Gli esemplari colpiti, al momento sembrano solo quattro, le sole piante che hanno assunto la classica forma ad “ombrello aperto” e che sono quindi evidentemente state colpite dal Punteruolo Rosso. Già all'indomani dell'abbattimento della prima palma colpita dal Punteruolo Rosso in piazza Aldo Moro, nei pressi della stazione ferroviaria, il sindaco Antonio Azzollini mobilitò subito una squadra di esperti coordinati dal Ten. Camporeale del Nucleo Ambientale per far fronte al problema Punteruolo Rosso, già famoso in tutta la regione per aver decimato decine di palme ornamentali. Si teme a questo punto un effetto domino, soprattutto per le palme situate su Banchina S. Domenico visto che una palma è già stata colpita dal Rhynchophorus ferrugineus e le altre palme sono a pochi metri l'una dall'altra. Infatti, il parassita è noto per la sua capacità di poter volare fino ad un chilometro di distanza senza fermarsi e anche se la palma è stata prontamente abbattuta, non si esclude che il coleottero abbia potuto infettare anche altri esemplari vicini. Sarebbe un peccato perdere un patrimonio arboreo di tale portata e soprattutto di tale bellezza caratteristico di quello scorcio di Molfetta e soprattutto senza poter far nulla. Si spera solo che le temperature rigide dell'inverno possano rallentare l'attività del coleottero che sembra essere particolarmente attivo nelle stagioni più calde, sperando almeno di rallentare la fine ormai segnata delle nostre palme cittadine.
Autore: Giovanni Angione
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