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Consiglio comunale avvilente: il sindaco non molla la poltrona e tiene in ostaggio la città
16 luglio 2021

Tra le reazioni più dure al discorso del sindaco in consiglio comunale, c’è stata quella del Movimento ‘‘Rinascere’’ che fa capo a Felice Spaccavento. «È stato un consiglio comunale avvilente quello andato in scena lunedì scorso, 28 giugno, e aperto con le comunicazioni del sindaco Tommaso Minervini sulla grave situazione politica e amministrativa venutasi a creare a Molfetta, a seguito dell’indagine della Procura di Trani su un vorticoso giro di mazzette e tangenti che ha portato all’arresto di 16 persone tra amministratori pubblici, funzionari comunali, tecnici e imprenditori. Dinnanzi a questo scenario inquietante che ha travolto la credibilità delle nostre istituzioni locali e oltraggiato la dignità della nostra città, il sindaco Minervini non ha trovato di meglio da fare se non dire che? non molla la poltrona. A nulla sono valse le richieste di dimissioni provenienti da più parti o le (tardive) prese di distanza da parte di pezzi della maggioranza. Il sindaco Minervini, in un intervento fiume caratterizzato da lunghe e teatrali pause e da silenzi abilmente studiati a tavolino, non ha fatto altro che ripetere la trita e ritrita tiritera sulla ‘‘fiducia nella magistratura’’, dichiarandosi innocente dinnanzi al tribunale della sua coscienza. Niente di più. Nessun accenno alla responsabilità politica del capo di un’amministrazione travolta da uno scandalo giudiziario di queste proporzioni, senza precedenti per la città, ma solo un finto garantismo di facciata. Le responsabilità penali saranno accertate dalla magistratura nei tribunali competenti, ma quelle politiche sono evidenti e il tentativo di sottrarsi a un atto dovuto di dignità istituzionale dimostra solo la pervicacia nel voler continuare a gestire il potere, pur in una situazione ormai al limite del sostenibile. Mortificanti anche gli interventi delle forze di maggioranza, chiamate a una difesa di ufficio dell’indifendibile, o le parole di quei consiglieri comunali che hanno dichiarato la fuoriuscita dalla compagine amministrativa, salvo poi confermare la loro fiducia a sindaco e giunta. Siamo davvero oltre ogni limite di decenza. È indispensabile, per un banale principio di salvaguardia dell’etica pubblica, che si ponga fine a questo strazio che sta tenendo in ostaggio la città, in un clima da “fine impero”. Noi, nonostante le ingiurie che un sindaco ormai disperato ha riservato a chiunque osi criticarlo (se ne faccia una ragione, non ci faremo zittire), lavoreremo da subito per la costruzione di una alternativa forte e credibile che possa restituire a questa città un progetto di buona amministrazione, fondato su legalità e trasparenza. Il futuro di Molfetta comincia ora».

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