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Confesercenti: col divieto di vendita delle birre si è partiti dalla parte sbagliata Il problema sicurezza nella città va affrontato in modo diverso
21 agosto 2008

MOLFETTA - La Confesercenti di Molfetta prende posizione sul divieto di vendita di birre e lattine di bevande alcoliche: «Dal divieto di bere birra o altre bevande alcoliche per strada a Brescia e nel centro storico di Genova al divieto di sdraiarsi per terra a Firenze; dal divieto di portare merce in borsoni e sacchetti di plastica ad Alassio al divieto di star seduti, a partire dalle ore 23, in più di tre persone sulle panchine a Novara e, da quattro in su, a Voghera. La “corsa all'ordinanza” dei sindaci italiani, a seguito dei poteri conferiti dal decreto Maroni, in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, è appena partita e, nonostante il Ministro abbia invocato uno sforzo di fantasia, parlando di “sicurezza creativa” (e di esempi in Italia, come quelli citati, ce ne sono tanti), Molfetta, con la recente ordinanza che vieta ai pubblici esercizi la vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e lattine nelle ore notturne, non brilla certo per originalità. Infatti altri Comuni italiani hanno adottato ordinanze analoghe che hanno subito provveduto a rivedere, in accordo con le parti sociali, per le criticità rilevate. Nella nostra città si è deciso affrontare il problema della sicurezza e del decoro partendo dai pubblici esercizi, a cui viene attribuita ingiustamente la responsabilità del crescente degrado urbano. Non si è tenuto conto del fatto che molto spesso gli esercenti locali, di notte, alla chiusura delle loro attività, ripuliscono le aree antistanti le proprie attività, rimuovendo rifiuti di ogni genere abbandonati per terra. Sono questi i soggetti da sanzionare o, al contrario, coloro dediti a sporcare la città, a deturpare l'arredo urbano o a rompere le bottiglie di vetro per strada o, peggio ancora, a gettare cassonetti per i rifiuti sulla spiaggia adiacente al Lungomare?», dice l'avv. Raffaella Altamura, responsabile locale della Confesercenti (Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali Turistiche e dei Servizi) e della Fiepet (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici), esprime la propria contrarietà all'ordinanza sindacale del 6 agosto scorso, con la quale, per motivi di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nel periodo dal 9 agosto al 30 settembre 2008, su tutto il territorio comunale, dalle ore 22:00 fino alle ore 5:00, è vietata la vendita per asporto di bevande in bottiglia e bicchieri di vetro, nonché lattine in alluminio da parte dei pubblici esercizi, con l'obbligo di somministrare e/o consentire il consumo di bevande in bicchieri di vetro solo al loro interno, sulle pertinenze esterne private e su quelle esterne su suolo pubblico. "Comprendiamo le ragioni e ci facciamo carico del grave problema che il Sindaco ha inteso affrontare con l'ordinanza – prosegue l'Avv. Raffaella Altamura - in quanto la pulizia e la sicurezza della nostra città sono questioni a cui tengono molto gli esercenti, più di chiunque altro, interessando la sopravvivenza stessa delle proprie attività commerciali. E' per questo che intendiamo fornire la nostra disponibilità al fianco del Sindaco nell'impegno di contrastare i dilaganti fenomeni di malcostume e inciviltà, prima ancora che di ordine pubblico. E' innegabile che a Molfetta esista un problema di ordine e sicurezza pubblica che deve essere affrontato ma si è partiti dalla parte sbagliata, non essendo condivisibile la pretesa che gli esercenti, oltre a sensibilizzare costantemente i propri clienti alla tenuta di comportamenti civili, si sostituiscano alle forze dell'ordine nell'esigere il rispetto delle norme. Chiediamo pertanto al Sindaco di farsi promotore di un incontro fra Amministrazione comunale, Forze di Polizia ed associazioni delle imprese e dei cittadini/consumatori, organizzando un tavolo tecnico, affinché venga elaborato un piano di coordinamento e controllo del territorio che preveda l'intensificazione della vigilanza nei punti critici della città, anche con l'ausilio dei sistemi di video – sorveglianza, quale eccellente effetto deterrente. Proponiamo inoltre che sia collocato un maggior numero di cestini per i rifiuti, dotati anche di posacenere, in prossimità dei pubblici esercizi al fine di soddisfare, per un verso, i civili costumi dei cittadini educati e rispettosi dell'ambiente e, dall'altro, richiamare al senso civico i maleducati ed incivili (nei cui confronti, e non a carico degli esercenti, dovrebbero essere applicate le sanzioni amministrative) che gettano per terra, non soltanto bottiglie di vetro, con grave pericolo per l'incolumità dei nostri figli, ma anche carte e rifiuti di ogni genere. Sosteniamo infine la necessità di apportare alcuni correttivi all'ordinanza che, se accolti, eviterebbero o limiterebbero un inutile danno alla categoria senza pregiudicare l'efficacia del provvedimento, tenendo conto delle peculiarità di alcuni pubblici esercizi. Le pizzerie e rosticcerie da asporto, per esempio, dovrebbero essere escluse dall'ambito di applicazione dell'ordinanza, dal momento che le bevande in bottiglia o lattina, vendute unitamente alle pizze o altri alimenti da asporto, siano solitamente destinate al consumo domestico. Queste sono alcune proposte di buon senso che intendiamo porre all'attenzione del Sindaco, assicurando, come detto, la nostra disponibilità a sostenere ogni iniziativa volta ad affermare i principi del vivere civile, dell'educazione e del decoro della città”.
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