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“Concerto per la vita” di Vecchioni questa sera a Molfetta
05 ottobre 2004

MOLFETTA – 5.10.2004 Roberto Vecchioni e la Lega per i tumori per un “Concerto per la vita” questa sera (ore 20,30) nell'Anfiteatro di Ponente a Molfetta. L'iniziativa organizzata dalla Fondazione musicale «Vincenzo Maria Valente» con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari e Comune di Molfetta è finalizzata alla raccolta di fondi a favore della Lilt, di cui è presidente nazionale l'oncologo barese Francesco Schittulli. Il cantautore e scrittore Vecchioni da anni è impegnato sul fronte della solidarietà: «È un impegno che ho sempre portato avanti – ha detto in un'intervista a Nicola Morisco sulla Gazzetta del Mezzogiorno -. La metà dei miei concerti è realizzata per solidarietà, mentre, per l'altra metà guadagno poco o niente. Non dovrei dirlo, ma questa è la verità. Quando c'è stato da fare qualcosa per qualcuno o per qualche associazione, sono sempre stato il primo a farlo. Sia politicamente che umanamente. Poi, si tratta di una causa molto nobile e l'abbiamo presa al volo». Sarà un concerto di straordinaria intensità, come lo stesso Vecchioni ha dichiarato. Accanto alle sue canzoni del passato e del presente, il cantautore milanese si cimenterà in brani di De Andrè, Gaber, invitando anche alcuni spettatori sul palco per un happening. Roberto Vecchioni è nato a Milano nel 1943 da genitori napoletani, è sposato ed ha quattro figli. Nel '68 si è laureato in lettere antiche all'Università Cattolica di Milano dove è rimasto per due anni come assistente di storia delle religioni proseguendo poi per trent'anni la sua attività di insegnante di greco e latino nei licei classici. Ha raggiunto l'età pensionabile come docente universitario presso l'Università di Torino dove per tre anni ha insegnato "Forme di poesia in musica". La sua attività nel mondo musicale inizia molto presto, negli anni '60, quando comincia a scrivere canzoni per artisti affermati (Vanoni, Mina, Zanicchi, Cinquetti). Nel 1971 si propone come interprete delle sue canzoni e nel '73 partecipa al Festival di San Remo con "L'uomo che si gioca il cielo a dadi". Il successo di pubblico arriva nel '77 con l'album "Samarcanda" al quale seguiranno "Robinson" (1980), "Milady" (1989), "Per amore mio" (1991), "Camper" (1992) - che gli fa vincere il Festivalbar con il singolo più ascoltato dell'anno "Voglio una donna" - , "Blumùn" (1993), "El Bandolero Stanco" (1997), "Il lanciatore di coltelli" (2002). Ha composto in tutto 25 album superando i 6 milioni e mezzo di copie vendute. Nel '74 vince con "Il re non si diverte" il premio della critica discografica italiana per il migliore disco dell'anno e nel 1983 è il vincitore del Premio Tenco. Vecchioni è anche autore di alcuni libri: nel 1983 ha pubblicato "Il Grande Sogno", libro di poesie, racconti e testi per canzoni, edito dalla Milano Libri e nel 1996 "Viaggi del tempo immobile", libro di racconti edito da Einaudi. Nel 1998 ha curato la voce sulla canzone d'autore dell'Enciclopedia Treccani. Nel maggio del 2000 ha pubblicato sempre per Einaudi il suo primo romanzo "Le parole non le portano le cicogne", una coinvolgente avventura nel mondo della parola e dei suoi significati. Ancora per Einaudi nel mese di aprile 2004 è uscito, "Il libraio di Selinunte" ispirato ad una delle canzoni dell'ultimo album "Rotary club of Malindi". Roberto è anche impegnato sul fronte della divulgazione culturale della musica: nel 1999 è stato relatore in un ciclo di incontri culturali e musicali sulla canzone d'autore in diverse università francesi e in una sola stagione scolastica (1999-2000) ha promosso oltre 40 appuntamenti con le scuole superiori e le università italiane incontrando oltre 50.000 studenti sul tema "Musica e poesia", illustrando l'evoluzione storica della canzone d'autore e impegnandosi a diversi livelli per il riconoscimento pieno della canzone come forma poetica. La musica di Vecchioni si ispira senz'altro all'amore raccontato in forma lirica e più spesso ironica: nelle sue canzoni si trovano tracce autobiografiche fatte di sentimenti persi o ritrovati, di occasioni non colte, di affetti vicini o dimenticati ma anche di impegno, motivazione e voglia di agire. Sono emozioni sempre autentiche che si fanno talvolta leggere perché inserite in una dimensione di sogno, di ricordo, quasi di favola.
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