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Compostaggio: il sindaco commenta la sentenza, ma non spiega il rifiuto di costituirsi parte civile Dopo la condanna penale della Ditta Mazzitelli, ora si apre un procedimento civile di risarcimento da parte del Comune di Molfetta
24 febbraio 2007

MOLFETTA - A conclusione del procedimento penale, a carico della Ing. Orfeo Mazzitelli Spa, riguardante la gestione dell'impianto comunale per il compostaggio dei rifiuti (foto), il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini ha inviato una nota in cui commenta la sentenza. «La sentenza del Tribunale di Trani – dice Azzollini - rappresenta un necessario momento di chiarezza rispetto a una vicenda complessa che in tutti questi anni ha reso complicato il ciclo di trattamento e smaltimento dei rifiuti della nostra città. Peraltro, questa controversia – in cui l'azienda comunale Asm era costituita parte civile con la richiesta di un cospicuo risarcimento che le è stato poi riconosciuto – prosegue ora sul binario del procedimento civile con una ulteriore domanda di risarcimento avanzata dal Comune di Molfetta ». «Adesso, dopo l'esito del processo penale, è il momento pensare a un modello di gestione dell'impianto di compostaggio che dia in futuro serie garanzie di sostenibilità ambientale ed eviti alla città il dover dipendere da altre discariche, con tutte le maggiori spese che ne conseguono. E, soprattutto, è il momento di pensare a non caricare la gestione dei rifiuti sulle tasche dei cittadini». Con riferimento alla transazione fra Comune e l'impresa Mazzitelli recentemente approvata dal consiglio comunale, Azzollini sottolinea che «l'azione politica di questa amministrazione comunale – conclude la nota - si sta concentrando su due punti fondamentali: in primo luogo, annullare il rischio derivante dalle pesantissime richieste risarcitorie a carico della comunità avanzate dalla Mazzitelli, sia in sede civile che in sede arbitrale (nella misura di decine di milioni di euro); nel contempo consentire il ripristino dell'impianto di compostaggio in un quadro di garanzie positive per l'impatto ambientale e per una significativa riduzione dei costi operativi. Naturalmente, sulle relative questioni tecniche abbiamo aperto un canale di costante confronto con la magistratura per un'azione coordinata ed efficace che possa portare presto a un'adeguata e completa esecuzione della transazione». Fin qui il comunicato del sindaco, ma non possiamo non esprimere forti perplessità sulla scelta di fare un accordo con la ditta Mazzitelli, alla quale viene riaffidato l'incarico di gestire l'impianto di compostaggio. Ci chiediamo se non sia un assurdo privilegiare una ditta già condannata e questo, contrariamente a quanto afferma il sindaco attraverso i suoi comunicati affidati all'ufficio propaganda, a tutto danno dei cittadini, che dovranno chiedere conto di questa scelta, che alla fine ricade proprio sulle loro tasche. Forza Italia, partito a cui appartiene il sindaco, si vanta sempre di non mettere le mani in tasca ai cittadini, ma forse, come dimostra questa vicenda, riesce a farlo in modo elegante con qualche giustificazione di comodo, ma che rappresenta solo fumo negli occhi. Grosse perplessità sulla conclusione di questa annosa vicenda ha manifestato anche il WWF che, pur soddisfatto della sentenza di condanna della ditta Mazzitelli esprime «un grande rammarico, per il comportamento del Comune di Molfetta, il quale inizialmente costituitosi parte civile, ha poi di fatto non solo lasciato decadere la propria costituzione, ma ha altresì sottoscritto un nuovo accordo con l'impresa oggi condannata. Purtroppo, l'accordo sottoscritto e ratificato dal Consiglio Comunale di Molfetta lo scorso 18.01.2007, consegna l'impianto comunale di trattamento rifiuti attraverso il compostaggio, sino all'anno 2012 nella mani di attori che hanno dimostrato, sino ad ora, di non essere in possesso delle necessarie qualità e competenze».
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