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Come gli emigrati vedono la città attraverso i siti internet
15 novembre 2007

Il nonno, da un pezzo altrove, riceveva di tanto in tanto qualche lettera. Parole dolci di affetto, rassicurazioni sulla salute della prole. Ottimismo nella “chiusa” con la promessa, la speranza, di riabbracciarsi presto. Di rado c'era spazio per l'aggiornamento sulla realtà cittadina, le vicende dei conoscenti, gioie e dolori di un'amministrazione. Chi avrebbe mai “osato” scrivere di manifestazioni, concerti, consigli e dibattiti comunali? Leggere intere cronache delle gare di basket o di calcio delle squadre biancorosse era impensabile: poteva giusto scapparci il rigo dedicato alla promozione/retrocessione di fi ne stagione. La routine prevedeva missive a scadenze quasi prestabilite. Solo la straordinarietà di un evento rompeva gli schemi. Francobollo e via di postino: buon viaggio. Cambiano i tempi. E con essi i modi di “vivere” la propria città. Oggi digiti la parola “Molfetta” su un qualsiasi motore di ricerca e ti imbatti nei siti di informazione cittadina, Quindici in testa, essendo il più digitato nel mondo. Vi entri curioso, scopri le pagine colorate a seconda dell'argomento, ritrovi i nomi dei conoscenti e apprendi quelli degli emergenti. Non si tratta dell'irraggiungibile parlamentare, né del supermilionario calciatore o della star hollywoodiana: è notizia a dimensione di molfettese, gente che parla come uno dei propri amici d'infanzia, come il proprio fratello. Sono gli angoli di un paese girato in lungo e in largo decine di volte. E tutto grazie alle pagine web. Ecco la grande conquista della tecnologia: il contatto perenne con la propria terra, l'approfondimento senza sosta delle beghe e delle vanterie locali ovunque ci si trovi. L'essere vicini pur essendo lontani, lontanissimi. Il molfettese “fuori sede” del Duemila vive nella Molfetta virtuale. Consulta e “posta” e “linka”; partecipa al forum e al sondaggio. Apre un suo personalissimo blog o disturba la discussione in quello altrui. Semplicemente c'è. Si polemizza e ci si confronta, quotidianamente. Internet azzera le distanze. Scorrono le immagini fresche, la notizia è calda. Basta un “cell” con una fotocamera ed una penna (anzi: una tastiera) veloce e puntuale del giornalista volenteroso e l'“emigrato” torna per un momento a casa. Gioisce delle buone notizie e si cruccia degli appuntamenti a cui mancherà. Tanti da Molfetta si allontanano negli anni, pochi sono quelli che drasticamente “rompono col passato”. La simpatia con cui si guarda alla propria terra non conosce che rare eccezioni. Tutti quanti si fa il tifo per la propria famiglia. Il nonno sarebbe stato lieto di poter navigare in questo mare di novità, di restar impigliato in questa magnifi ca “rete”.
Autore: Eugenio Tatulli
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