Colore e materia di una «Preghiera infinita», in un’antologica l’opera di Ignazio Gadaleta a Molfetta
L’artista pugliese espone dal 23 gennaio al 19 aprile nel Museo Diocesano
Ignazio Gadaleta
MOLFETTA - S’intitola «Preghiera infinita» la mostra antologica di Ignazio Gadaleta, l’artista molfettese considerato sin dagli anni Ottanta tra gli esponenti di punta della pittura aniconica, prima della svolta verso la dimensione dell’arte ambientale nel Terzo Millennio. In programma al Museo Diocesano di Molfetta dal 23 gennaio al 19 aprile per iniziativa della Fondazione Museo Diocesano, l’esposizione sintetizza storicamente tutta l’opera di Gadaleta, del quale si potranno ammirare 23 lavori rappresentativi di un arco temporale compreso tra il 1979 e il 2021. Dunque, si passa dagli anni della prima formazione ai nostri giorni attraverso la consacrazione degli anni Ottanta e Novanta, periodo segnato da una un’intensa presenza espositiva su scala nazionale e una crescente attenzione da parte della critica e di alcuni suoi illustri esponenti, Enrico Crispolti, innanzitutto, che ha seguito l’artista pugliese per quasi quarant’anni, ma anche Luciano Caramel e Gillo Dorfles.
In occasione della mostra, curata dallo stesso Gadaleta, verrà pubblicato un volume omonimo edito da Silvana Editoriale, ulteriore opera dell’artista, che nel suo progetto di display propone agli sguardi attenti un’interazione tanto analitica quanto emozionale. Nella sua ultra-cinquantennale esperienza di pittore, aderendo alle motivazioni più profonde del fare arte, con il suo meticoloso metodo di ricerca fondato sulla strutturazione linguistica «tissulare», sulla ricchezza delle trame e dei ritmi, Gadaleta esprime la propria maestria finalizzata alla «costruzione di ebbrezze percettive» cromatiche.
Le opere d’arte, per quanto riproducibili grazie al mezzo fotografico, vanno osservate direttamente, senza mediazione e senza filtri, per poterle assaporare pienamente. Così, se nel libro i dettagli dei dipinti saranno ‘fotografati’ e riprodotti in scala 1:1, la vista delle opere ‘dal vivo’ risulterà fondamentale per la comprensione interagente, con l’unica condizione di essere disposti al sensibile e a lasciarsi pervadere. «Praticando una ‘poetica del vedere’, ogni riguardante può rivivere le tracce dei gesti delle mie performance di pittore, raccogliendosi in silente meditazione per elevarsi e trascendere spiritualmente ogni mera materiale contingenza, oltre ogni convenzione temporale», scrive Gadaleta.
Negli anni più recenti l’artista ha maturato la consapevolezza che tutta la sua opera è nel suo complesso una «preghiera infinita». L’intreccio di pensieri e di atti gioiosi non sono solo quelli dell’autore, ma anche quelli «nella condivisione armoniosa» tendenzialmente infinita di tutti coloro che la osservano e interagiscono con essa. L’artista risponde a una ‘chiamata’ vocazionale e il suo operare «per struttura e vissuto esperienziale può presentare analogie a quello della preghiera devozionale del Santo Rosario, con la successione di invocazioni scandite dalla parallela azione del lento ritmico progredire delle dita sui grani della corona».
La mostra sarà visitabile gratuitamente dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Lunedì chiuso.
Per maggiori informazioni è possibile contattare il Polo Culturale Diocesano al 348.4113699.