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Cittadinanza onoraria di Molfetta a Mons. Luigi Martella Conferita con delibera di Giunta comunale, approvata all'unanimità dal Consiglio comunale, la cittadinanza onoraria di Molfetta a Mons. Luigi Martella. Azzollini: «una scelta razionale e fatta con le corde del cuore»
09 aprile 2011

MOLFETTA - Autorevole uomo di Dio, padre affettuoso verso la sua comunità. Autentica testimonianza cristiana, Mons. Luigi Martella, vescovo della Diocesi di Molfetta-Giovinazzo-Ruvo-Terlizzi, ha ricevuto in aula consiliare la cittadinanza onoraria di Molfetta alla presenza della Giunta Azzollini, del Consiglio comunale, dei sindaci di Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, del dott. Antonio Nunziante, prefetto di Foggia, delle autorità ecclesiastiche, delle forze dell’ordine e della comunità diocesana.
Non una mera coreografia politica o residenziale, ma «una scelta razionale e fatta con le corde del cuore», ha sottolineato il sindaco Antonio Azzollini. Costante il dialogo con la comunità civile e religiosa: «la politica necessita di valori condivisi sotto il profilo etico», ha aggiunto Azzollini, il suo ancoraggio dev’essere «l’operare per il bene comune», altrimenti «si degrada e diventa mero esercizio del potere». Riferimento immediato ai valori della cristianità: riconoscimento della persona umana, accoglienza, dialogo, amore per il bello come prospettiva di miglioramento sociale.
Un vescovo sempre più innamorato della città di Molfetta, dopo 10 anni di vescovado in cui ha costruito un intimo rapporto con il cuore della diocesi, consolidatosi con la vista pastorale dal 2006 al 2008. Massima l’attenzione di Mons. Martella al valore della famiglia e della cultura (restituito nel giugno 2009 alla città di Molfetta il Museo Diocesano), al rispetto delle tradizioni diocesane. Intensa opera pastorale e civile, soprattutto per i giovani: un vescovo che continua la florida tradizione vescovile di Molfetta, innestandosi e fecondando la tradizione culturale e intellettuale della città.
«Per il suo essere sempre assiduo nel contatto diretto con la comunità e con le istituzioni civili, immancabile con la sua parola sicura e illuminante nelle occasioni e negli incontri rilevanti per la crescita della qualità sociale cittadina e per l’abbraccio fraterno e collettivo in occasioni di eventi particolarmente drammatici. Per il suo costante dialogare con la comunità civile e politica sui temi sociali. Per aver portato nella sua missione pastorale la diffusione della conoscenza della storia, dell’arte, della cultura, anche attraverso la restituzione alla città del Museo Diocesano. Per l’aver costruito un ponte di solidarietà, fratellanza e fede con le comunità cittadine residenti all’estero». Le motivazioni di questa onorificenza, lette dal sindaco Azzollini e incluse nella delibera di giunta approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.

© Riproduzione riservata
Autore: Marcello la Forgia
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