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Città sempre più sporca: poche risorse e scarso rispetto delle regole Intervista all'ing. Silvio Binetti, direttore dell'Asm: forse occorre aumentare la tassa rifiuti
15 novembre 2006

Può capitare di uscire di casa al mattino e credere che non sia Molfetta, ma Calcutta, quella trovata fuori dal portone. E perché non ci si accusi di esagerare basta guardare la foto di questa pagina, scattata alle 8 di una giornata qualsiasi di questo mese. Un cassonetto traboccante spazzatura, sacchetti ammucchiati attorno, alcuni sventrati a sventagliare immondizia per la strada, per soprammercato un cane che ci razzola dentro, alla ricerca di un osso, di una lisca di pesce, di un qualche bocconcino succulento, insomma. Spettacolo poco gradevole, che è possibile ritrovare ad altri angoli, in altri quartieri, in altre mattine qualsiasi. Si parla di emergenza rifiuti a Napoli, a Molfetta non siamo sicuramente a quel livello, ma non è spettacolo degno di una città civile, con qualche timida ambizione turistica, quello di mostrarsi sporca. Una città più sporca che in passato Che così appaia lo ha ammesso il sindaco/senatore Antonio Azzollini nel suo incontro pubblico all'Odeon di bilancio dei primi cento giorni di governo della città; e non lo nega l'ing. Silvio Binetti, direttore dell'Asm, l'azienda municipale si occupa della pulizia delle strade e della rimozione dei rifiuti. “Sicuramente al nostra città è più sporca che in passato, lo sono strade, marciapiedi, cunette, sono più sporche alcune zone più tipicamente di ritrovo: la parte terminale del Lungomare verso l'Inps, gli scalini del Calvario ma pure Via Giulio Cozzoli, lungo la ferrovia, non so perché, ma attira persone che la lasciano tappezzata di contenitori di pizza, di fazzoletti, di bottiglie. È un dato di fatto, dal quale sarebbe sciocco non partire. Negli anni '98/2000 la situazione era migliore, poi c'è stato un progressivo peggioramento nella pulizia della città”. Acclarato che non si tratta di un'impressione di cronista, ma di problema riconosciuto come tale da chi di questo si occupa per l'incarico che svolge, si tratta di capire cosa è accaduto e cosa si può fare. Risorse insufficienti Silvio Binetti punta il dito sulla carenza di uomini dell'azienda e snocciola dati a sostegno della sua analisi, brandendo il bilancio consuntivo del 2005, recentemente approvato in Consiglio Comunale: a fronte di un ingrandimento della città, è sceso il numero complessivo di ore lavorate. I netturbini debbono spazzare giornalmente una zona molto più vasta che al passato e la differenza non può essere compensata dalla maggiore meccanizzazione. Le ultime assunzioni a tempo indeterminato risalgono al 2002, ora sono 112 i soggetti in servizio, di cui circa 40 lavorano direttamente alla raccolta dei rifiuti ed allo spazzamento, evidentemente insufficienti. Insomma, per Binetti, la scarsa pulizia della città è il risultato di un peggior rapporto fra risorse e lavoro da svolgere. Le regole, queste sconosciute È pur vero che se la città è sporca è anche perché i cittadini non fanno molto per tenerla pulita. Non vi sono dati per porre una correlazione, ma se è diminuito il livello di pulizia della città, altrettanto si può dire dell'educazione dei molfettesi. Un cane che si morde la coda. Da un lato i cassonetti ricolmi, le strade imbrattate non ispirano al rispetto delle regole, dall'altro fino a che i molfettesi non miglioreranno il loro comportamento non ci sarà servizio efficiente che tenga. “Perché non devo gettare le carte per terra? Lo spazzino che sta a fare”, la battuta l'ha raccolta e la riferisce l'ing. Binetti ed inquadra perfettamente l'universo di pensiero di molti concittadini. Da anni esiste un servizio per la rimozione di rifiuti ingombranti, basta chiamare il numero verde 800-139323 perché gli uomini dell'Asm vengano a prelevare dal portone di casa, previo appuntamento, elettrodomestici e mobili, tutto ciò che è troppo grosso per essere infilato in un cassonetto. Un servizio che avrebbe dovuto mettere fine alla pratica diffusissima in passato di disseminare le campagne di tutto quanto non serviva più. Che non lo sappiano o che siano troppo pigri, ma agli angoli delle strade, lo testimoniano le foto, compaiono regolarmente carcasse lavatrici o di tv o addirittura cucine a gas, con tanto di coperchio posato sul cassonetto giallo per la plastica. Per non dire dei cassonetti marrone, destinati alla raccolta dei rifiuti organici in cui si depositano anche bottiglie di plastica o di vetro destinate ai raccoglitori appositi. Dialogo fra due signori raccolto nei pressi: “Con quello che pago di spazzatura, mi devo pure prendere il fastidio di fare la raccolta differenziata?”. C'è una certa allergia alle regole ed anche la tendenza, fa notare l'ing. Binetti “ad atti vandalici, come distruzione dei cestini gettarcarte, cassonetti incendiati, addirittura c'è stato qualcuno che nel periodo di Capodanno e quindi dei botti ha messo una bomba carta dentro un motocarro di un netturbino”. Aggiungendo: “Un netturbino può pulire una strada, ma se dopo passa una classe, lasciando dietro di sé cartacce, lattine ed altro ancora, è come se quel lavoro non sia mai stato fatto e la strada sarà di nuovo sporca. L'ho scritto anche nei bilanci, siamo in presenza di un peggioramento del senso civico”. Regole che nessuno fa rispettare Le regole ci sono, ma i cittadini le ignorano e nessuno li punisce. Lo fa notare Silvio Binetti: “Ci vorrebbe la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti al risultato finale della città pulita, ma per un malinteso senso di bontà ciò stenta ad accadere ed a produrre risultati”. L'esempio che porta è quello della zona 167, dove qualche anno fa l'azienda chiese ed ottenne dal comune che venissero posti dei divieti di sosta a giorni alterni, in modo che i residenti parcheggiassero dalle 6 alle 8 del mattino un giorno da un lato del marciapiede e il giorno dopo dall'altro, per consentire alla spazzatrice di lavorare meglio sulla strada libera. I segnali sono ancora lì, ma bellamente ignorati da tutti, con la conseguenza che la spazzatrice lavora male, si rende necessario l'intervento manuale del netturbino e il risultato è peggiore, con un maggior dispendio di uomini, che potrebbero essere utilizzati altrove. Multe per divieto di sosta: zero. Così che anche i pochi che magari i primi giorni hanno osservato la proibizione, visto che chi lasciava l'auto al suo posto non veniva punito, hanno lasciato perdere e dalle 6 alle 8 le auto sono parcheggiate da una parte e dall'altra del marciapiedi. Aumentare la tassa rifiuti E le soluzioni, a fronte di una città che vede nascere nuovi quartieri, l'ing. Binetti le vede nella sinergia con altri comuni, principalmente per l'utilizzo dei mezzi meccanici, ma soprattutto nel reperimento di nuove risorse e questo si traduce in una richiesta che suonerà assai spiacevole per i molfettesi. “È venuto peggiorando nel tempo il rapporto fra risorse disponibili per il servizio e l'entità del servizio da rendere – ribadisce Binetti – se prima avevo da realizzare un obiettivo con un certo numero di risorse, soprattutto umane, nel tempo il tempo uno è aumentato, mentre l'altro è diminuito”. E qui Binetti indica una soluzione che certo non incontrerebbe il favore dei molfettesi: quella di aumentare la tassa sui rifiuti. “Sono giunto a pensare che ci sia un fattore psicologico – ci dice – i rifiuti continuano ad essere considerati come quella cosa per cui non c'è da pagare”. Pagare di più nella speranza che per i molfettesi questo non si traduca nella licenza a sporcare di più.
Autore: Lella Salvemini
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