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Cincotti: tempi imprevedibili per lo sminamento
15 ottobre 2009

Scambio di consegne al comando del Compartimento marittimo e del porto di Molfetta tra i Capitani di fregata Antonio Cuocci destinato ad altro prestigioso incarico a Venezia e Enrico Cincotti. Il nuovo comandante, 45 anni, è nato a Manfredonia, è coniugato e ha due fi gli, oltre ad una laurea in giurisprudenza. Cincotti si è insediato a Molfetta il 5 ottobre dopo aver eff ettuato il concorso per Uffi ciali Ruoli Normali della Capitaneria di Porto, negli anni 90, tirocinio e formazione e aver operato prima presso Bari, Monopoli, fi no al 2000, a Manfredonia, dove nel 2005 è divenuto Comandante in Seconda. Ovviamente il nuovo Comandante si trova a gestire un progetto molto grande, il potenziamento dell’area portuale. Incalzato da Quindici risponde alle nostre domande a riguardo sottolineando tuttavia che le sue valutazioni potrebbero essere viziate dal tempo ristretto trascorso in città. “Credo che il porto off rirà dei vantaggi di natura commerciale perché essendoci dei dragaggi si potrà ottenere l’affl usso di navi di maggiore stazza – e continua – oltre a questo ci sarà anche un ritorno d’immagine”. Ovviamente il fatto che Cincotti abbia operato in città come Monopoli e Manfredonia, molto simili a Molfetta, per sensibilità nei confronti della risorsa mare, è una ricchezza; un parere a riguardo è d’obbligo: “A livello di attività marinare c’è una crisi generale che va oltre il nostro territorio. A Manfredonia, che ha una fl otta più grande di quella di Molfetta c’è stata grande demolizione come da queste parti”. Tuttavia per Molfetta il destino potrebbe riservare sorprese. “Molfetta ha un grande numero di iscritti ai registri e benché segua la tendenza di riduzione del tonnellaggio complessivo credo che tale crisi potrebbe essere passeggera. In questo caso il nuovo porto potrebbe contribuire ad una ripresa”. Tuttavia buona parte dei molfettesi pensa che questa grande opera sia semplicemente una cattedrale nel deserto. A questo il C.F. risponde che “le critiche potrebbero anche essere fondate, non ho elementi per giudicare a riguardo. Tuttavia il porto esiste e ci sarebbero due opzioni: si potrebbe abbandonare il porto che ormai è obsoleto ma questo comporterebbe una perdita per la città. Al contrario si è deciso di investire, e obiettivamente si è investito tanto, per rilanciare l’intero settore”. In pratica, benché le critiche possano essere fondate, obiettivamente, secondo il Comandante, la scelta era quasi obbligata. Non è possibile, invece, esprimersi sull’operazione sminamento e soprattutto sulla sua durata dato che “la situazione è molto complessa. Il nucleo SDAI, dopo la pausa estiva ha ripreso le operazioni e, malgrado in possesso della mappatura del fondale, ogni volta che esegue un recupero non sa cosa attendersi. Potrebbe trattarsi di ferraglia, di un ordigno o di un gruppo di ess.”. Per avere una data, almeno orientativa, della fi ne dei lavori sarà necessario attendere almeno tre o quattro mesi. Tuttavia non di solo porto vivrà Molfetta. “Credo che il rischio più grande che possa correre Molfetta – per quanto concerne il mare - sia l’inquinamento”. Cincotti, infatti, mostra l’intenzione di fare molta prevenzione. Si cercherà di aumentare il numero delle uscite dei mezzi della Guardia Costiera in modo tale che la società percepisca il più possibile la loro presenza. Tuttavia, “tale prevenzione non potrebbe funzionare con coloro il cui fi ne è inquinare l’ambiente. In questo senso la mia intenzione è collaborare con tutti quelli che hanno a cuore il bene della città”. Il Comandante del porto ha un’apertura insolita per un tutore della legge: “Io spero che il rapporto con la stampa sia il più produttivo possibile in un passaggio di informazioni utile alla salvaguardia ed al miglioramento dell’ambiente oltre alla tutela della legalità”. Il prossimo passo del Capitano di Fregata Cincotti sarà quello di conoscere il territorio sfruttando il suo staff ed in particolare coloro che da più tempo operano nella nostra città. “A prima vista – afferma l’uffi ciale – Molfetta sembra una città vitale. Sicuramente soff re il traffi co dei grandi centri urbani e se da un lato questo è un male dall’altro l’impressione che ho, dall’esterno, è che ci sia vitalità e freschezza”. Il C.F. ha voluto sottolineare come le sue aff ermazioni sono assolutamente dettate da un’impressione iniziale e che ovviamente il tempo potrà chiarire le dinamiche.

Autore: Sergio Spezzacatena
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